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Riguardo a Comunione e Liberazione

17, Ottobre, 2007


Prendendo spunto dalle riflessioni su CL postate sul proprio sito da Don Giorgio De Capitani, ho voluto testimoniare la nostra (mia di Jacopo, Giorgio, Benedetta & co) esperienza diretta in materia.

Certo Comunione e Liberazione è ancora oggi presente nelle nostre università, nei luoghi che frequentiamo, tra le righe dei giornali che leggiamo (ad es. quelli locali, vero??), ma penso anche che in nessuno di questi casi l’esperienza sia stata più diretta di quella vissuta a scuola. Ho così voluto raccontare la nostra piccola vicenda a Don Giorgio che, onore a lui, da uomo di chiesa, mantiene inalterato il proprio coraggio e l’acume della propria critica, anche nei confronti di congregazioni e movimenti che non di rado creano nicchie e idoli fatti a propria immagine e somiglianza, proprio nei territori della chiesa e delle diocesi.

L’apice della nostra piccola storia – lo ricorderanno in tanti - è sicuramente il licenziamento di Dante e Roberto attraverso una causa fittizia. Cogliendo l’occasione, riporto un (mi auguro..) significativo stralcio della storia raccontata ieri a Don Giorgio, rispolverando vecchie infamie, puntando nuovamente la luce su scheletri accatastati, in armadi sempre troppo bui e nascosti.

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“All’arrivo di un nuovo presidente alla guida della fondazione, la scuola e l’intera organizzazione sono “misteriosamente” entrate nelle grazie della regione Lombardia. Ad un certo punto, dopo aver piazzato un loro uomo alla guida della fondazione, i signori di CL si sono lentamente impossessati di tutta l’amministrazione di scuola e fondazione. Sono arrivati soldi per fare ogni qual genere di cose, cose anche inutili, e si è iniziato un graduale ma inesorabile ricambio del personale interno, un ricambio orientato, nel senso che a persone in gamba e senza etichetta, sono stati sostituiti progressivamente adepti etichettati e magari meno capaci. Il culmine dell’avvicendamento si è raggiunto un paio di anni fa, quando i due educatori che gestivano le attività serali del convitto scolastico, sono stati sostituiti da una cooperativa di giovanotti ciellini dal nome “Umana avventura” o qualcosa del genere. I due educatori che per anni avevano assistito i ragazzi con grande senso del dovere, con grande sensibilità, con esperienza, due persone sulla cinquantina a cui eravamo tutti molto legati e a cui dobbiamo molto ancora oggi, sono state private del lavoro dalla “magnanima” direzione ciellina, in favore della nuova cooperativa di educatori/adepti, che posso testimoniare essere totalmente disinteressata ai ragazzi.

Quanto più mi interessa (e mi urta) sottolineare, è che sono state lasciate a piedi due “colonnei” del convitto, che a 50 anni, dopo stagioni di onorato servizio, si sono viste private di un posto di lavoro e “ripagate” con l’onere di doverne trovare un altro.

Davanti a queste cose le domande sorte sono molte: è possibile che per qualche anno in una così ampia organizzazione non ci fosse posto per due persone? è possibile in un contesto formativo privare così brutalmente i ragazzi dei propri punti di riferimento e sostituirli con un gruppo di imbucati/disinteressati? e un po’ di umana compassione dov’era e dov’è nei santi uffici dei dirigenti ciellini?

Logicamente, questo è un piccolo caso, ma credo la dica lunga. E’ un singolo caso, il più eloquente, e ce ne sarebbero molti altri da raccontare, ancora oggi. Abbiamo visto, sotto i nostri occhi, sostituire diversi insegnanti reputati “scomodi”, con più accomodanti individui, meglio conformati alle leggi della congrega, più omogenei. Non parlo a vanvera, abbiamo sempre avuto notizie certe poiché, anche tra le file degli alunni, c’erano figli di famiglie cielline che conoscevano prima di noi “altri”, e ci tenevano aggiornati riguardo, mosse e cambiamenti interni alla fondazione, al corpo docenti, agli educatori, ai ricercatori e così via.”

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Parlo in primis di Benedetta, che, sfortuna sua, ha sempre assistito a questo spiacevole spettacolo dall’interno, come – ed è pur vero - senza fare nulla per prenderne le distanze. Del resto, certe situazioni, una vita, un’intera educazione, non si modificano e risolvono come bere un bicchier d’acqua.

La cosa che allibisce – e mi allibisce ancora oggi rileggendo la vecchia lettera consegnata alla fondazione – è il sistema di espansione a tela di ragno, un sistema che profuma terribilmente di sotterfugio, di roba sporca, di regime e – cosa ben più grave – profuma di deplorevoli gesti avvenuti a carico di un’associazione che dichiara di rispondere a principi evangelici.

Inutile ricordare che l’unica risposta a quella lettera - piccola, impacciata… ma vera! – è giunta dal preside della scuola, ultimo incaricato ad una risposta, eppure unico a degnarsi di prendere in mano carta e penna.

La valutazione di quell’episodio l’ha data o, se ancora non l’ha fatto, la darà il tempo.

A noi oggi rimangono solo fatti su cui riflettere, ai quali pensare e dei quali operare continua denuncia.

3 commenti

  1. Caro amico di tempi lontani e cari lettori, mi sento di dire la mia su quanto sollevato dal curatore di questo blog.
    Da sempre mi sono schierato in maniera netta nei confronti del movimento e da sempre ho sostenuto le tesi qui sopra espresse, credo però che sia doveroso fare una precisazione. La natura umana porta a snaturare le buone idee per renderle economicamente vantaggiose e cosi è capitato anche con cl. Le idee iniziali di aggregazione e fede religiosa che hanno portato alla fondazione del movimento possono e devono essere rispettate; le numerose malefatte che ne sono seguite sono altra storia perchè perpetuata da persone che non hanno nulla a che fare con la fede cattolica.
    Jacopo


  2. ma basta di buttarci dentro la religione.
    Per tutti i cellini
    Ma che c’è di religioso nel votare berlusconi?
    Cl fa solo gli interessi di cl gli altri possono andare a crepare come cani.
    Di religioso c’è poco e niente

    Io fare na bella Porta Pia II al Vaticano.
    Via tutti li sordi dateli a chi se more de fame no al papa e ai cardinali tutti imbellettati.

    Ogni soldo superfluo speso nel nome della religione è soldo speso per la politica.

    Siete tutti dannati e non lo sapete


  3. una ragazza che conosco mi ha portato per caso, così pensavo io, inizialmente a qs scuola di comunità.. niente di male certo c’è anche probabilmente dietro molte di qs persone la voglia e la capacità di fare del bene… ma purtroppo le medaglie hanno sempre due facce e sicuramente in una associazione che coinvolge un grande numero di adepti ecco che spunta la politica… e non a caso un grande insegnante di vita come Berlusconi… tutto casa chiesa e famiglia… ma dico… che schifo… principi religiosi che si mescolano con interessi economici per la propaganda di un partito… come possono le menti umane confondersi e non riuscire a capire certe verità che, si nascondono dietro principi che al primo impatto sembrano così sani e puliti ma, con l’andare del tempo continuano ad essere infangati da chi cura gli interessi di certi pensieri… nel genere umano il male più grande è il possesso economico… ecco perchè anche dove si predicano i principi del vangelo alla fine si arriva alla politica!!! Semplice… chi merita perde il posto di lavoro… chi non ragiona con la propria testa e con un principio educativo formatosi su anni di esperienza individuale o magari fingendosi interessato per comodità si guadagna il “suo”posto di lavoro… a discapito di chi a quel progetto ci credeva e ci aveva speso tempo ed energie… è un peccato,ma soprattutto è incivile, non potere intervenire in nome di una giustizia personale.. ne è della dignità di ogni essere umano! ..sono offesa da certi comportamenti e mi schiero con le persone che sono state mandate a casa… con l’augurio che possiate trovare presto una nuova strada! SILVIA


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