Questione “Nava”: sulla partecipazione

Nei giorni scorsi si è tornati a parlare di un “parco per la Nava”, rispolverando vecchie intenzioni e aggiungendo nuovi motivi. Un grosso aiuto alla discussione è provenuto dalle ricerche di Laura Farina, l’entomologa casatese che, pochi giorni fa, ha reso pubbliche le proprie scoperte riguardo la presenza di alcune rare specie di coleotteri nelle valli di Nava e Pegorino.
Anche se non conosco personalmente Laura Farina, credo vada ringraziata pubblicamente per aver messo la propria passione al servizio del nostro territorio e aver tolto la polvere da una questione importante, ravvivando l’ipotesi di tutela speciale per le zone citate. Come lei, penso che molti altri cittadini di Casatenovo sarebbero felici di poter sottrarre durevolmente uno spazio verde all’espansione edilizia, di questo e degli anni a venire (espansione che non è una frana o un fenomeno carsico, non è mossa dall’ineluttabile agire della natura, ma è un questione di responsabilità politiche).

Al di là delle popolazioni più o meno rare che compongono la fauna delle due “valli”, pare ci siano valide ragioni, ecologiche e di buona gestione del territorio, che invitino a prendere in considerazione l’istanza di tutela per queste zone.

Il paese di Casatenovo, nonostante le proprie dimensioni – che ne fanno uno dei comuni più estesi dell’intera provincia -, da anni, vive di rendita, vive a carico del bel territorio che lo contraddistingue, senza adoperarsi minimamente per la sua valorizzazione (sentieri), per la sua salvaguardia (cantieri), per il coinvolgimento della popolazione nelle scelte riguardanti il territorio, non rispettando, così, in nessuno dei suoi punti, il criterio che dal 1992 (Summit “Ambiente e Sviluppo” di Rio de Janeiro) dovrebbe orientare qualsiasi strategia di sviluppo territoriale: la sostenibilità.

Casatenovo non ha più bisogno di condomini orizzontali, seconde case, quartieri ad alta densità e simili, necessiterebbe, invece, di ripensare a nuove modalità di gestione del territorio: gestione che non piombi dall’alto sulla testa degli ignari cittadini, ma punti ad una nuova inclusione della popolazione nel concepimento delle scelte territoriali più importanti. La partecipazione è un fatto in molte aree del Nord Europa: qui non siamo certo in Scandinavia e probabilmente non ci sarebbe alcun presupposto per portare avanti un processo di pianificazione partecipata, ma, mi chiedo: perché non incominciare informando correttamente i cittadini? Organizzando riunioni sul territorio? Aprendo al dibattito pubblico almeno quelle questioni che, in maniera più estesa, riguardano la cittadinanza?
Tutto il battage pre-elettorale, che affermava come suoi principi l’assoluta trasparenza e la vicinanza della nuova giunta alla popolazione, dov’è finito? Chiederei all’amministrazione di recuperare almeno la buona pratica delle “riunioni territoriali” nelle varie frazioni. Chiederei almeno una lontana promessa di inclusione cosicché le dinamiche interne all’amministrazione non rimangano estranee alla popolazione.

La “questione” Valle della Nava potrebbe essere un punto di partenza. I cittadini sono spesso poco invogliati, pigri, a volte disinformati, ma non credo che qualcuno si opporrebbe alla salvaguardia di una “fascia di bosco”. La bellezza estetica oggi non ha più valore, lo dimostra la quantità e il modo in cui si costruisce, ma è inammissibile andare oltre i criteri minimi di vivibilità! Il rumore, lo smog, le difficoltà di circolazione, lo svilimento del paesaggio, sono solo alcune delle variabili che dovrebbero innescare una seria riflessione all’interno delle amministrazioni, riguardo le modalità di gestione del territorio.
Questo intervento non vuole essere un intervento di ingenua critica all’operato di un’amministrazione, vuole essere un suggerimento: guardiamo per una volta al futuro, non lasciamo cadere la “questione Nava” nel silenzio, potrebbe essere un primo punto di incontro, dibattito e crescita per i cittadini casatesi.

Curioso, a tal proposito, sarebbe conoscere la posizione di amministrazione comunale e cittadinanza.

(Già apparso su Casateonline il 3/11/2007)

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