Partecipazione, quella sconosciuta..

21, Dicembre, 2007

Sul caso Valle Nava, ancora una volta, sembra che il comune di Casatenovo non voglia sentir parlare di partecipazione. Parola che non si conosce o fa paura. Come per il caso Ferrarini, caratterizzato da un variegato mosaico di passaggi rimasti nell’ombra, anche per il caso Nava si sta profilando lo stesso oscuro trattamento.
Non saprei dire fino dove la volontà di fare ombra sia intenzionale e dove invece sia fortuita, una differenza è certa: mentre nel caso Ferrarini, dopo un iniziale battaglia, gli interlocutori si sono oggi arresi e rassegnati, nel caso Nava l’interlocutore è vivo e vegeto e sta raccogliendo or ora le prime forze per aumentarle in futuro (almeno così ci auguriamo).
E’ questo un preambolo per raccontare un aneddoto neanche troppo originale: l’ultima riunione del Gruppo Valle Nava ha visto la partecipazione, oltre che dell’associazione Parchi Vimercatesi – persone motivate e competenti – anche di alcuni notabili locali e rappresentanti della giunta comunale. Davanti a tanta abbondanza non sono riuscito a trattenermi dal domandare.
Ormai da qualche mese, tra le riunioni di partito o di consiglio rimbalza una voce di imminente incontro tra i sindaci dei comuni interessati dal progetto di PLIS che eventualmente riguarderebbe la Valle della Nava e le zone attigue. La voce che rimbalza e riecheggia ormai da molti giorni diventa sempre più simile alla famosa “caramella data ai bambini”, mi pare sia un sedativo o  qualcosa che serva soprattutto a placare gli animi, più che a discutere ipotesi concrete. Potrei sbagliarmi. Ormai da due mesi un incontro tra i comuni interessati di Monticello, Missaglia, Casatenovo e la Provincia di Lecco è stato fissato, ma non si può saperne data o caratteristiche.
Approfittando, allora, della presenza di un’associazione esterna e di rilievo, ho provato a rivolgere agli amministratori casatesi presenti alla riunione una domanda chiara rispetto al termine dell’incontro e alle modalità di partecipazione previste. Risultato della mia interrogazione? Ho generato un sorrisetto collettivo. Immediatamente si son fatte orecchie da mercante e si è promesso di far saltar fuori la data nel più breve e vago tempo possibile.
Il retrogusto è sempre lo stesso: ma perchè ti impicci degli affari dell’amministrazione? ..come se questi aspetti riguardassero i consiglieri e il sindaco e non potessero nemmeno lontanamente interessare ai cittadini; non chiediamoci poi cos’abbia allontanato il cittadino medio dalle vicende politiche del proprio paese.
Sapete della mia allergia alle modalità verticali di governo, non solo per la concezione elitista che le caratterizza, ma anche per un loro ormai inutile, seppur intrinseco, carattere anacronistico. Nell’era dell’interazione pubblico/privato come dogma, nell’era del decentramento, delle reti e della democrazia deliberativa, i comuni brianzoli – quelli che dovrebbero essere dotati di strumentazioni politiche tra le più avanzate e innovative – bazzicano ancora al PRG degli anni ’60 – regolarmente scavalcato – e alle arene chiuse e già decise.
Questa condizione che, in situazioni normali, dovrebbe essere comunemente insopportabile è, invece, resa appena accettabile da enormi quantitativi di anestetici e sostanze rincoglionenti di massa.
Guardando alle cose con lucidità: ad una riunione di tre comuni sulla pratica sportiva non sarebbe opportuno far partecipare gestori di strutture, rappresentanti di squadre di calcio, ciclismo ec? Alla riunione di tre amministrazioni sul tema della scuola, non sarebbe opportuno far partecipare coloro che saranno i diretti interessati delle decisioni politiche prese in merito? Non sarebbe addirittura produttivo e semplificante affiancarsi a persone competenti per compiere scelte adeguate?
C’è da chiedersi il perché – al 2008 – non siano ancora previste forme partecipative riservate almeno a quelle associazioni e gruppi che si interessano direttamente di precisi aspetti del territorio, del comune, della sua popolazione. C’è da chiedersi il perché di amministratori ostinatamente (superficialmente) tuttofare che si devono invariabilmente sostituire nelle decisioni ai soggetti con maggiori competenze. E, infine, se non sia il destino di un paese civile quello di aprire le attività amministrative ai gruppi e ai portatori d’interesse organizzati.
…E pensare che il nuovo PGT disporrà una fase partecipativa preliminare e obbligatoria alla stesura del disegno di piano. Chissà allora cosa si inventeranno i nostri notabili per dissuadere la popolazione da ogni intervento?
In ultima analisi, un gruppo che ha a cuore la difesa del territorio in Brianza oltre a rappresentare un’entità eretica rispetto al modus vivendi comune è uno spiacevole pungolo nel fianco delle giunte, un disturbo lieve, di fondo, che impedisce gli anelati sonni sereni. Nessun amministratore si augurerebbe in un momento delicato come quello che sta attraversando Casatenovo di trovare un gruppo che pensa/agisce nel territorio e magari riesce a far riflettere e a coinvolgere qualche privato cittadino.

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