Menzogne alimentari e altri derivati

 

Martedì 22 gennaio, ore 21, presso la sala conferenze della Banca popolare di Sondrio in Via Amendola/C.so Martiri a Lecco, Il Gruppo di acquisto solidale “La Comunità della Sporta” ed il Centro Khorakhané invitano la cittadinanza ed i consumatori alla presentazione dell’ultimo libro di Paolo Conti (scrittore e giornalista de Il Sole 24ore) “La leggenda del buon cibo italiano” sottotitolo inquietante “raramente quello che mangiamo è davvero ciò che sembra”

Il cibo italiano non è così buono, sano e genuino come i media ci portano a credere. Anche il nostro cibo rispecchia parametri di alta tecnologizzazione che normalmente non è impiegata per raggiungere migliori livelli di qualità, ma per diminuire i costi, magari, ricordando i fatti dell’anno scorso, attraverso uova marcie o pomodori ammuffiti. Gli alimenti vengono oggi modificati, scomposti, ricostruiti e inscatolati con l’aiuto della chimica, della genetica, di tecniche alimentari sempre più sofisticate. Le materie prime ricavate attraverso pratiche agricole nel 95% dei casi irrispettose dell’ambiente. Il risultato sono cibi che sembrano una cosa, ma che in realtà sono qualcos’altro.

L’85 per cento degli alimenti importati in Italia non subisce controlli alla frontiera. Per molti cibi non esiste un sistema efficace per scoprire la presenza degli Ogm. Lo stato sta riducendo i controlli sulla qualità di ciò che mangiamo, delegando questo lavoro a società private. Le crisi alimentari sono destinate ad aumentare nel prossimo futuro. Mangiare una scatoletta di tonno alla settimana può mettere a serio rischio la salute di un bambino. Anche se viene chiamato naturale, non è affatto detto che l’aroma usato per dare a uno yogurt il gusto di fragola provenga effettivamente da una fragola. Il 99% degli additivi che vengono aggiunti agli alimenti non produce alcun effetto positivo sulla nostra salute e ha esclusivamente funzioni cosmetiche. Il libro è la sintesi ed il risultato di un’interessantissima inchiesta di stampo giornalistico durata due anni, aiuta a comprendere ciò che c’e’ dietro al cibo che ogni giorno compriamo e mangiamo, soprattutto mostra come l’estrema tecnologizzazione dei processi industriali alimentari, modifichi completamente il prodotto, al punto che poi deve “essere reinserito” l’aroma…. e tutto questo essenzialmente per questioni di profitto.

Nelle pagine di questo blog abbiamo già ospitato diversi interventi al riguardo, cito i primi che mi vengono in mente, il bell’articolo del carissimo Alessandro Cavaliere (clicca qui) o, ultimamente, la presentazione del libro di Gino Girolomoni “Maccheroni, Acqua e Farina”.

 

Per ulteriori informazioni potete contattare direttamente Paolo Trezzi del Centro Khorakhané di Lecco

ugomoi@libero.it

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