I fatti che hanno coinvolto in questi giorni l’università La Sapienza di Roma meritano particolare attenzione, possono sembrare secondari, ma sono un triste termometro della società “avanzata”. Non voglio cacciarmi in considerazioni fuori campo, lascio agli uomini del settore e ai più esperti ogni valutazione sull’operato del pontefice e sulle digressioni teologiche. Intuisco però alcune preoccupanti linee di fondo. Intuisco che la Chiesa – entità che si dovrebbe riferire all’uomo vivo, alla natura umana – negli ultimi tempi sta compiendo una progressivo ritorno sui propri passi, irrigidendo le proprie posizioni e proponendosi come interlocutore freddo, distante. Non saprei spiegare esattamente i motivi, li indovina forse la vecchia frase “la miglior difesa è l’attacco”. Intuisco che l’episodio di questi giorni, in cui docenti e studenti – le menti elette – si sono rivoltati contro una visita papale, denota tempi di grande confusione, tempi in cui le energie per la rivolta vengono indirizzate contro quell’autorità dichiarata estranea, indifferente e che pure continua a riscuotere grande attenzione, tanto da giustificare un ampio risentimento collettivo.
Cova un malessere che emerge da più lati, dai lavoratori, dalla classe dirigente, dal territorio, dalle famiglie, nei rapporti interpersonali. Il mondo ci chiede di correre sempre di più e, pur adeguatamente anestetizzati, ci stiamo stufando. I segni di questo stress emergono chiari e limpidi, il disagio cresce nelle sue diverse forme, lo sento su me stesso. Cresce nei confronti di tutte le manifestazioni del potere calato dall’alto, cresce davanti alle gerarchie e alle burocrazie spersonalizzanti.
Questo episodio dell’università la Sapienza – università, per la cronaca, fondata da un Papa – è la manifestazione della rigidità e della visione monostrato delle facoltà tecniche italiane, facoltà che spesso manifestano un grave deficit di cultura umanistica. Senza una saggia unione delle due si crea la tecnica fredda e impazzita, senza alcuno scrupolo, al servizio del profitto, contro l’uomo. E’ di una tristezza infinita vedere giovani – che magari si credono liberali, progressisti, emancipati – inneggiare come una grande folla fondamentalista sotto lo scudo spesso dell’ideologia.
Inneggiano a valori sedimentati nel profondo della cultura europea? si rifanno all’illuminismo di Rousseau o al relativismo di Margharet Mead? Bè, forse trascurano di stare compiendo un atto censorio e oscurantista nella – presunta – peggior tradizione del loro invitato, dimenticano perfino la buona educazione necessaria ad accettare un ospite straniero.
“Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere” questa frase tratta dal celebre “Trattato sulla tolleranza” di Voltaire a me sembra lo spirito e l’insegnamento migliore di quella stagione. Allo stesso modo, in tempi recenti Karl Popper – filosofo di grandi luci ma anche di ombre – nella sua “Società Aperta” scriveva: “La società aperta è aperta a più valori, a più visioni del mondo filosofiche e a più fedi religiose, ad una molteplicità di proposte per la soluzione di problemi concreti e alla maggior quantità di critica. La società aperta è aperta al maggior numero possibile di idee e ideali differenti, e magari contrastanti. Ma, pena la sua autodissoluzione, non di tutti: la società aperta è chiusa solo agli intolleranti”. Postille su cui proporrei ai colleghi della Sapienza di riflettere.
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17, Gennaio, 2008 a 10:34 am
Nella cerimonia di apertura dell’anno accademico vengono dettate le linee guida per l’anno, e non si capisce perche’ mai queste linee guida le debba dettare il papa,
una figura dogmatica che e’ in netto contrasto con quello che dovrebbe essere la mentalita’ “scientifica”.
Se il papa fosse andato ad inaugurare l’anno accademico dell’universita’ cattolica nessuno avrebbe avuto nulla da ridire.
E comunque sono certo che se fosse stato invitato al posto del papa qualcuno che sostiene la clonazione umana le polemiche sarebbero state altrettanto forti, ma ovviamente provenienti da chi oggi difende il papa e la “liberta’ di espressione”.
Esistono le scuole laiche, le cui direttive devono essere data dai laici, e le scuole cattoliche, le cui direttive devono provenire dal mondo cattolico,
perche’ forzare uno scontro di questo tipo ? a chi giova ?
Si e’ mai visto un abortista o un eutanasista andare ad aprire l’anno accademico alla cattolica ? no, e sarebbe assurdo se fosse cosi’
Nessuno parla di censura ad esempio per il fatto che per iscriverti alla cattolica devi essere battezzato, e’ un’universita’ cattolica che ha le sue regole, cattoliche,
l’universita’ laica ha le sue regole, laiche.
Poi il dibattito esiste, l’etica non e’ mica una prerogativa del cattolicesimo,
ma non deve trasformarsi in ingerenza, se vogliamo continuare a parlare di liberta’.
Senza contare il fatto che resto convinto che l’operazione serviva al rettore, indagato per abuso d’ufficio, per farsi una bella vetrinetta in modo da ripulirsi l’immagine.
17, Gennaio, 2008 a 10:59 am
Oh, ben contento di avere riscontri interessanti e motivati.
Il mio discorso era un discordo molto in generale. Non conosco come te, caro Drugo, il reale svolgimento della cerimonia di inizio anno, mi piacerebbe che tu mi spiegassi meglio quanto possano influire delle linee guida dettate da un personaggio estraneo al mondo delle università tecniche nel reale funzionamento dell’ateneo. A naso direi che rimarrebbero sulla carta e niente più. Potrei sbagliarmi.
Non sono nemmeno a conoscenza degli abusi del Rettore, ma il quadro che disegni ci sta tutto. Se entrassimo in questo ambito, poi… l’università è la quintessenza degli abusi d’ufficio e potere, ad ogni livello.
Per il resto, insomma, parlare di scontro è limitante, si può andare avanti con un confronto, cercando di argomentare le prorpie scelte e i propri valori di riferimento.
Non concordo per nulla riguardo all’idea dei regimi separati, mi sembra un ragionamento leghista, cattolici da una parte del Po e laici dall’altra. Si necessiterebbe peraltro di molti fiumi che separino molte etiche, fedi, credenze, culture.
A presto
Alfio
17, Gennaio, 2008 a 2:02 pm
> Il mio discorso era un discordo molto in generale. Non conosco come te, caro Drugo, > il reale svolgimento della cerimonia di inizio anno, mi piacerebbe che tu mi spiegassi > meglio quanto possano influire delle linee guida dettate da un personaggio estraneo > al mondo delle università tecniche nel reale funzionamento dell’ateneo.
la sapienza non e’ un’universita’ tecnica, ci sono anche le facolta’ umanistiche.
e comunque allora se nessuno lo ascolterebbe perche’ invitare il papa ?
cioe’ quale sarebbe lo scopo ? Mi pare ovvio che le parole del papa hanno un peso,
e che se vengono pronunciate in una cerimonia ufficiale il peso sia ancora maggiore.
e ribadisco che non si tratta di un intervento durante l’anno (come gia’ aveva fatto papa giovanni paolo II un po’ di anni fa), ma della cerimonia inaugurale.
> Non concordo per nulla riguardo all’idea dei regimi separati, mi sembra un
> ragionamento leghista, cattolici da una parte del Po e laici dall’altra. Si
> necessiterebbe peraltro di molti fiumi che separino molte etiche, fedi, credenze,
> culture.
ma i regimi separati esistono, esistono le scuole cattoliche, e sono solo per i cattolici.
E a nessuno verrebbe mai in mente di andar la a dettare l’agenda.
La sapienza e’ una scuola laica e statale, laica e statale, esistono altre universita’
che non sono ne laiche ne statali, sono scuole diverse, gestite in modo diverso,
si chiama pluralismo, e funziona bene quando si evitano le ingerenze reciproche.
Ognuno e’ libero di farsi le sue scuole, ma pretendere di andare in quelle degli altri a
dettare l’agenda non mi sembra un buon modello di dialogo.
Perche’ ci stupiamo se qualcuno all’interno di una scuola laica non vuole
vedersi dettare l’agenda da un soggetto “esterno” ?
Perche’ suscita tutto questo clamore ?
E’ davvero cosi’ grave se il papa non inaugura l’anno accademico ?
E’ stata lesa una sua o una nostra liberta’ fondamentale ?
Si sono viste e lette frasi dell’altro mondo, la democrazia in pericolo, i cattolici perseguitati…
non si puo’ piu’ contestare il papa ?
e’ questo il modello di liberta’ che proponiamo ?
20, Gennaio, 2008 a 3:03 pm
solo una cosa. . . il problema è che papisti e scienziati nn si rendono conto di stare dalla stessa parte. Gli scienziati nn vogliono ingerenze cristiane, ma non capiscono che senza questa religione che mette letteralmente loro a posto la coscienza, semplicemente non potrebbero esistere; e infatti la scienza è un prodotto occidentale, ovvero cristiano.
E’ stata una lotta intestina, che si fonda su una grande e profonda ignoranza della genesi della scienza. Basta studiarla..solo che agli scienziati la storia interessa solo come divertimento serale, passatempo.
Questa è l’opinione (fondata).
Detto ciò, per quanto io sia antipapista e anticlericale, protestare per non fare parlare qualcuno è fascismo. Cosa che conferma l’ignoranza e la scarsa consapevolezza degli autori della protesta.
E questo è un fatto.
21, Gennaio, 2008 a 10:46 am
io non credo che scienza e religione stiano dalla stessa parte, perche’ mi chiedo allora
chi c’e’ dall’altra parte ????
Giordano Bruno e’ stato pure bruciato vivo perche’ sosteneva la tesi degli infiniti mondi, Galileo non e’ bruciato solo perche’ ha abiurato,
oggi la chiesa per fortuna non brucia piu’ la gente che critica le sue posizioni dogmatiche, pero’ non la vedo al fianco della scienza, per la chiesa la clonazione e’ un errore per motivi etici, per uno scienziato e’ un errore solo se diventa pericolosa in senso biologico, questo non e’ stare dalla stessa parte.
Nessuno vuole negare il dibattito, pero’ il papa che fa il discorso inaugurale non e’ dibattito, e’ un proclama.
Se il papa vuole andare alla sapienza a discutere le sue posizioni e’ un conto,
se vuole andare alla sapienza a dettare le sue posizioni e’ un po’ diverso, o no ?
Parlare di censura e’ improprio perche’ gli insegnanti non hanno detto che il papa non deve parlare mai, e nessuno vuole impedire al papa di esprimere la sua opinione (cosa che il papa fa in continuazione con grande risalto mediatico), ma contestano le modalita’ di questo caso particolare, la lettera del prof. Cini da cui e’ partita tutta questa vicenda mi sembra chiara a proposito.
e’ invece un fatto che l’aula occupata dagli studenti per discutere di questa vicenda e’ stata devastata dai fascisti e che questo fatto di fascismo vero (gli studenti mica hanno devastato l’ufficio del rettore o sono andati in chiesa a strappare i crocefissi dai muri) nessuno ha detto nulla, evidentemente questo non e’ considerato fascismo…..
21, Gennaio, 2008 a 10:53 pm
L’alternativa vera l’hai pronunciata tu. Ed è tale perchè non ha abiurato. Piccole differenze che ti cambiano la vita.
Se conoscessi questa alternativa capiresti che a confronto scienza e chiesa sn molto più vicine di quel che dicono. Le differenze sono esteriori, superficiali, pratiche. fidati.
Quel che mi fa rivoltare è che si siano inviperiti i sostenitori di Galileo. Quello che ha “solo” abiurato.
Sono perfettamente d’accordo sul fatto che sia stato sbagliatoinvitarlo x l’inaugurazione. Ma è stato “invitato”. Le direttive d’inizio anno le devono dare le personaalità che dirigono l’università. Giusto. E queste hanno chiamato il papa. Credo sia andata così..Cosa dire..triste ma vero.
Non mi sembra in linea coerente con lo spirito democratico dei nostri tempi, che del resto va a braccetto con scienza e religione..ma in fondo forse avete fatto bene. E’ uno sbaglio, perchè la scienza si lamenta solo per ignoranza (a parte le poche anacronistiche prese di posizione della chiesa, credono nello stesso mondo); è sbagliato perchè contraddice le istanze democratiche della società che scienza e religione hanno plasmato. Ma era ora che qualcuno lo facesse tacere..solo che, per intenderci..”tu quoque, brute”. Ma mi rendo conto sia un punto di vista difficile da far capire.
I motivi per cui è stato fatto tacere nn sono per me validi. Il fatto di farlo tacere una volta invitato, pure.
22, Gennaio, 2008 a 10:35 am
sul fatto che la religione abbia plasmato le istanze democratiche non sono molto d’accordo, forse dipende da cosa intendiamo con religione, se parliamo della chiesa che e’ l’istituzione principale della religione cattolica,
questa non e’ “democratica”, i cittadini non votano i preti e le alte cariche del vaticano,
non e’ trasparente (vedi l’opus dei), storicamente e’ sempre stata anche a fianco dei
regimi totalitari purche’ agissero in chiave anticomunista (fascismo in italia,
franchismo in spagna, il cile di pinochet, l’argentina dei generali etc. etc.),
in italia la democrazia e’ stata plasmata molto piu’ dalla massoneria che dalla chiesa.
Se invece facevi riferimento ai valori del cristianesimo, e’ un po’ piu’ complicato perche’ cmq se ne sono appropriati un po’ tutti, dai fascisti agli anarchici, e ovviamente anche i democratici.
Pero’ un appunto secondo me importante: il papa non e’ stato fatto tacere,
un gruppo di professori ha espresso la sua contrarieta’ per quella visita, dopodiche’
il papa poteva comunque andare alla sapienza, semmai sarebbero poi stati i professori
a disertare la cerimonia in segno di protesta, pero’ dire che e’ stato fatto tacere e’ una
forzatura su cui tutto l’establishment ha giocato molto, anche perche’ il discorso alla fine e’ stato letto, quindi il messaggio del papa e’ arrivato comunque e sostanzialmente tutta questa vicenda e’ solo una grande strumentalizzazione mediatica che ha avuto un risalto eccessivo, con la solita esarcebazione dei toni, il solito can-can a cui ci siamo ormai tristemente abituati.
22, Gennaio, 2008 a 10:51 am
Quello che tenevo a sottolineare è il regime d’opposizione a priori, che esiste ambo i lati. Quello che fa riflettere della vicenda – a parte considerazioni strumentali a cui ormai siamo sovresposti – è la difficoltà di manifestare un atteggiamento realmente “cosmopolita”, in cui si riesce ad accettare un punto di vista diverso per quel che è. In questo caso tanto i professori quanto il vaticano si sono arroccati dietro a forme ideologiche e pregiudiziali che a nulla sono servite, se non ad acuire contrasti di poco conto.
22, Gennaio, 2008 a 11:51 am
me l’hanno passato ora, e m’e’ tornato il sorriso:
http://it.youtube.com/watch?v=Va533YjJ84I
perche’ se questo (che non ha nemmeno la scusante dell’ignoranza) ha il diritto di
esprimersi in questo modo vuol dire che in italia la liberta’ di espressione non e’
minimamente in pericolo, e quindi possiamo tirare tutti un respiro di sollievo :-)))
27, Febbraio, 2008 a 6:07 pm
nn ho letto nnt…