Il Camino Portugués

Allora ragazzi, la faccio molto breve nella speranza di invogliarvi a leggere fino in fondo.

Senza drammatismi, quest’anno è probabilmente l’ultimo caratterizzato da ampia disponibilità temporale, occasione irripetibile per cimentarci nell’ennesima nostra avventura. Per questo motivo, mi pare importante iniziare a ricercare opzioni per un viaggio, un percorso o un’esperienza comune. Io – non è una novità – lancio la mia proposta, rimanendo molto aperto e disponibile a spunti e suggerimenti esterni. Raccomando un poco di creatività!

Veniamo al dunque: io proporrei di affrontare, e in qualche modo concludere geograficamente, l’esperienza dei grandi pellegrinaggi iberici percorrendo, con le nostre zampette, il cosiddetto Camino portugues, per il tratto che va da Porto a Finisterrae, giungendo finalmente a quell’oceano che nelle scorse spedizioni ci è sempre fuggito. Sarebbero 230 km, fino a Santiago, venti km giorno per 10 giorni, oppure compreso Finisterrae altri 70. E si arriverebbe a 300. Quindi da dieci giorni di cammino ce ne servirebbero di più. Almeno 13-14. Esiste sempre l’ipotesi bus che, se usata con oculatezza, può servire a eliminare le tappe lungo le statali (per il vero, dalle descrizioni che ho letto, questo tratto di cammino viaggia sempre in campagna, raramente si accosta a strade e centri urbani).

Cito testualmente un resoconto tratto dal bel sito pellegrinando.it, parla Chiara ragazza di trent’anni: “Il cammino Portugues, uno dei primi ad essere percorsi e tuttora uno dei più frequentati, si snoda da Sud a Nord a non molta distanza dalla costa atlantica. Il tratto in terra spagnola è da anni fornito di segnaletica e di albergue per l’accoglienza. Il tratto in terra portoghese inizia ad essere segnalato da Porto. Inizialmente l’asfalto è dominante ma ancora dopo Porto la situazione migliora notevolmente. E’ un camino buono, da consigliare: i lunghi tratti di asfalto all’inizio ti insegnano ad essere grato a chi ha messo poi le frecce cercando una strada più agevole per i pellegrini; sono molti i riferimenti storici, la gente è cordiale e il paesaggio affascinante.”

Il giudizio non è male tenuto in debito conto che la gentile donzella ha percorso 800km partendo da Lisbona, dove del Camino non conoscono nemmeno l’esistenza.

Con pazienza e girando per forum e siti dedicati al tema, ho potuto notare che i commenti sono unanimi: dopo Porto si viaggia piuttosto tranquilli, con discreti servizi che, quando non ci sono, sono gentilmente compensati da pompieri, oratori o simili (indicazioni molto dettagliate del nostro tratto comprese di bar, tiende, albergue, ec le trovate scaricando il .pdf che allego qui). Il paesaggio e l’altimetria sono molto simili al tratto galiziano già percorso la volta scorsa.

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portugues.jpg

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Veniamo al lato economico, nonché più discusso. Parliamo dei costi. Per andare a Porto, quindi, esattamente al luogo di partenza, senza aggiunta di ulteriori trasferimenti, attualmente il volo da Orio al serio con Ryan Air nei giorni tra luglio e agosto oscilla tra 1 cent e 20 euro. Prendendo una cifra media, nonché più diffusa, 7.99 euro, si arriva con le tasse a 26 euro, per l’andata. Per il ritorno attualmente non ci sono voli diretti, ma ho potuto notare l’estate scorsa che molte compagnie, come la mitica vueling, attivano la tratta solo durante la bella stagione. Lo scorso anno con venti euro si tornava dritti a Milano. A mio parere tale possibilità verrà riproposta anche quest’anno. Altrimenti, è possibile adottare diverse soluzioni come quella Santiago-Madrid / Madrid-Milano. Oppure Santiago-Roma / Roma-Milano, e molte altre, i prezzi ad oggi sono tutti egualmente bassi. Si tratta solo di scegliere un periodo e fare comparazioni.
Per tornare da Finsterrae a Santiago ci sono normali pullman di linea, che in un’ora  o poco più riportano a Santiago, preventivabili 10 euro (le informazioni non sono omogenee). Gli ostelli sono quasi esclusivamente a offerta.

Di seguito riporto il percorso sintetico e parzialmente commentato, di un tizio partito da un paesino poco dopo Porto….

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L’itinerario

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Mi limito ad indicare le tappe effettuate, rammentando che la mia premessa era di farle brevi, e gli “albergues” visti, con solo qualche breve nota. Preciso, anche se non ce ne sarebbe bisogno, che i giudizi dati sono personali e riferiti al momento ed all’occasione nella quale mi è capitato di essere nelle singole località. Probabilmente il giorno prima ed il giorno dopo del mio passaggio, o per altri pellegrini in quello stesso giorno, le cose possono essere andate in maniera diversa, nel bene e nel male.

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30 giugno 2005 – Ponte de Lima / Sao Roque Km.16

A Ponte non c’è albergue. C’è invece una sede dell’Associazione Amici del Cammino Portoghese, con persone gentilissime. Si può prendere la Credenziale. A Sao Roque, tre case ad un incrocio di strade, c’è la Pensione O Repouso do Peregrino (30 euro la doppia). Se si vuole cenare ti portano in auto presso una trattoria dei dintorni (8 / 10 euro)

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1 luglio 2005 – Sao Roque / Valença Km 20

A Valença, ormai al confine con la Spagna, uno dei pochi Albergue portoghesi, il San Teotonio, bello, inaugurato lo scorso febbraio, gestito dagli scout. Apre a metà pomeriggio. Donativo volontario. Presenti due pellegrini, ma anche quaranta ragazzi di non so che associazione sportiva che non avevano molto sonno.

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2 luglio 2005 – Valença / Tui Km 2

Si passa il fiume Minho e si entra in Spagna. Nella Cattedrale si paga per entrare, ma un sello, stranamente, me lo mettono gratis. Albergue criticabile. Telefonando al numero scritto dietro la porta un non gentile addetto mi chiede se non so leggere: si apre alle diciassette e basta (come in effetti avvertiva un avviso esterno al locale). Infatti alle diciotto ed un quarto (sic) si presentano due tizi che, senza accennare a scusarsi con la dozzina di pellegrini che bivaccano seduti per terra sulle scale del vicolo dell’albergue, aprono, timbrano le credenziali e se vanno. Non c’è cucina. Donativo volontario (non dato). Chiasso per tutta la notte, prima per un concerto nella vicina piazza della Cattedrale, poi per l’esuberanza dei molti spettatori che, mentre c’erano, hanno passato la notte sotto i nostri balconi.

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3 luglio 2005 – Tui / Porriño Km 14,5

La tappa più brutta del mio percorso. I cinque chilometri prima di Porriño (ed anche due o tre dopo) sono esasperanti. Si attraversa su un lunghissimo rettilineo una zona industriale fitta di stabilimenti, fumi e camion, fermi e in movimento. L’Albergue invece è bello, nuovo ed accogliente, nella periferia opposta. Si telefona al numero esposto sulla porta ed in meno di dieci minuti arriva una gentile vigilessa ad aprire. Unico inconveniente: la chiave non può lasciarla. Se fosse presente un solo pellegrino e volesse andare a cenare, deve chiudere e dopo ripassare in centro dalla Guardia Civil (che è sempre presente) per farsi riaprire. Ad onor del vero debbo anche riferire che nel pomeriggio viene un gruppo di baschi, che sta facendo il mio stesso percorso, e si meravigliano a vedermi dentro, perché a loro, prima di pranzo, dalla stessa Guardia Civil era stato detto che l’Albergue non era in funzione. Quindi avevano dovuto cercare da dormire in un hostal. Non sono in grado di dire come si sia potuto verificare questo inconveniente, che magari avrà coinvolto anche altri. Potrebbe far pensare che se in una località ti dicono che l’albergue non c’è, è sempre opportuno chiedere a qualche altra persona o autorità, per l’indispensabile conferma. Quando andiamo a dormire siamo in tre pellegrini.

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4 luglio 2005 – Porriño / Redondela Km 16

L’Albergue di Redondela è in un bel palazzo antico, restaurato di recente, nel centro. Chiuso per l’intervallo pomeridiano, è attrezzato e comodo, curato da personale simpatico e disponibile. Donativo volontario. La notte sono presenti una dozzina di pellegrini. Molte cuccette libere.

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5 luglio 2005 – Redondela / Pontevedra Km 18,5

Non sembri un ritornello: a Pontevedra l’Albergue è bello, moderno e comodo, con tutte le attrezzature e con personale presente tutto il giorno e amichevole. Donativo volontario (è quello al quale mi sono sentito di dare di più). Pellegrini presenti, ma sempre posti liberi.

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6 luglio 2005 – Pontevedra / Caldas de Reis Km 23

A Caldas tutte le guide riportano che c’è un albergue, ma quest’anno il parroco, proprietario dei locali, ha deciso che non apriva. I pellegrini, ai quali era arrivata la notizia da Radio-Cammino, si sono prenotati in vari posti, anche economici con sistemazione in camerate, suggeriti da Guardia Civil o Oficina del Turismo. In vena di splendore, vado all’Hotel O Cruceiro (40 euro la doppia), buono.

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7 luglio 2005 – Caldas de Reis / Padron Km 19

L’Albergue di Padron, accanto al Convento de O’ Carmo, non è moderno, trattandosi di locali che facevano parte del suddetto convento. Ed allora è suggestivo, ben restaurato, attrezzato ed accudito da personale disponibile. Donativo volontario. Voglio ricordare la cena per tre nella veranda del Meson os Carrizos (Calvo Sotelo 39): sardine fritte e patate arrosto con un’ottima bottiglia di Albariño (vanto galiziano che nasce da queste parti) per 9 euro a persona.

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8 luglio 2005 – Padron / Teo Km 11

A Teo, che dovrebbe essere una località del Comune di Rua de Francos, c’è un piccolo Albergue, inevitabilmente nuovo, ben fatto, comodo. Non in un centro abitato, ma con vicino un negozio di alimentari, presso il quale si ritira la chiave all’arrivo. Donativo volontario. L’ospitalero titolare, Carlos, simpatico rappresentante della locale Protezione civile, passa in serata a fare due chiacchere con gli ospiti giunti nel pomeriggio. Oggi saremo in due a dormire qui. Santiago è a dodici chilometri, e non posso fare a meno di pensare a come sarà la situazione alla stessa distanza dalla città, ma sul Cammino francese, cioè a Santa Irene o a O’ Piño. (Li vedrò, qualche giorno dopo, in gita “nostalgica” sul Francese: alle quattro del pomeriggio anche le pensioni hanno esaurito i posti letto!)

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9 luglio 2005 – Teo / Santiago Km 12,5

L’albergue presso il Seminario Menor è di una tristezza infinita. Ci ho dormito una sera, la mia prima volta, e non ho più voluto andarci. In diversi confermano anche ora la mia impressione di allora. Sento invece che va per la maggiore un nuovo Albergue de pago (credo 5 euro a notte) aperto tra Monte do Gozo e Santiago. Non ho preso altre indicazioni e non l’ho visto, ma avvicinandosi alla città si trovano le segnalazioni opportune. Comunque ha l’inconveniente di essere lontano dal centro un paio di chilometri, serviti da autobus urbani.

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Giudizio complessivo sul Cammino Portoghese

Molto positivo, e non perché quando si arriva tutto pare buono: se mi chiedeste del Cammino del Norte ve lo sconsiglierei subito, anche se ci ho penato su quasi un mese. Le segnalazioni sono ottime in Portogallo, con qualche buco in Spagna, ma senza pericoli. Il percorso è splendido per verde, boschi e campi. Nel ricordo ho quasi l’impressione di avere percorso intere tappe sotto i pergolati. Non sarà così, ma certo colpisce il camminare spesso tra mura di villaggi o pali di granito, tra i quali si stende un pergolato. I tratti di asfalto sono in netta minoranza rispetto ai sentieri. Ad ogni angolo devi fermarti per fotografare un cruceiro o un horreo… Degli Albergue, che sono quasi tutti della Xunta, l’Amministrazione Regionale della Galizia, ho già detto tappa per tappa.

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Un sito completo di info e foto lo trovate qui..

http://www.caminhoportuguesdesantiago.com/PT/caminho.php

Esiste un sito in italiano, ma under construction. Esiste una guida che potremmo procurarci.

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7 pensieri su “Il Camino Portugués

  1. che risate ragazzi il filmato di quella sera!!! NON POSSIAMO DI CERTO SALTARE LA NOSTRA VACANZA QUEST’ANNO!!!

  2. Santiago l’abbiamo già vista e non ricordo particolare entusiasmo tra noi. pensate sia fattibile saltarla, proseguire lungo la costa earrivare direttamente a finisterrae? fare tutto potrebbe essere troppo lungo…

  3. penso che tutto sia fattibile fatto sta che la strada passa proprio da santiago e non passarci nemmeno significa non avere la compostela… a me piacerebbe averne un’altra e penso che i nuovi tipo marta vorranno averla no?

  4. A me dello stemma non frega una cicca. Santiago è deprimente: l’esatto opposto di tutto ciò che viene prima e, penso, dopo. Tuttavia non mi pare democratico privare i nuovi viaggiatori dello stesso sconfortante effetto che noi abbiamo provato e che solo una meta del turismo finto-spirituale può dare. Inoltre, al momento non mi risultano deviazioni praticabili. Mi riservo di approfondire.
    Altra idea che media bene tra i due estremi è attraversare Santiago senza fermarvisi.
    Ne riparleremo.

    (Se può interessare, stasera, in un insolito scenario multietnico, ho chiaccherato con Davide che mi ha confermato il proprio interesse a partecipare).

  5. sono d’accordo sul fatto di evitare l’affollamento di Santiago. Dobbiamo valutare bene la lunghezza delle tappe e vedere se è fattibile saltare la sosta cittadina.
    ciaooo

  6. Carissimi,
    ho letto le parole “turismo finto – spirituale” e mi sembrano azzardate.
    Basta intenderci con i termini.

    Credo che il “cammino di Santiago” non sia un’impresa sportiva ed a quanti mi chiedono da dove sono partito rispondo che ho fatto il pellegrinaggio e punto. Si è trattato di un percorso che mi ha provato e chi ha commosso non si tratta di un finto turismo spirituale anche se, devo ammettere, che molti hanno partecipato alla messa del pellegrino intendendola come “meta di arrivo”. Eravamo una 15na di persone all’incontro della sera in cattedrale ed ancor meno alle messe lungo il percorso……
    Chi non la vive con lo spirito giusto non fa del cammino alcun pellegrinaggio ma una vacanza a basso costo. Non si tratta, quindi, di turismo finto spirituale ma di altro.
    Quanti, come me, che lo hanno vissuto, anche spiritualmente, tornano con un tesoro in più.
    Per quanto attiene a coloro che sono interessati al numero di Km percorsi li invito alla prossima maratona di Venezia io ci sarò e con un altro spirito.

    La prossima estate faro’ parte del “Camino portoghese” ed il pensiero di rivedere Santiago de Compostela mi colma di emozione e gioia.

    Buen Camino

    Ciao Diego

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