Il comune di Usmate Velate si appresta a definire e approvare il nuovo PGT, che sostituirà l’ormai pensionando PRG e disegnerà il nuovo assetto del territorio per i futuri 5 anni.
Il PGT lo dico spesso, pur nelle proprie ombre, ha un aspetto interessante, prevede partecipazione. Il segreto da svelare nei prossimi mesi sarà: quale livello di partecipazione?
E’ ragionevole, nonché comprensibile, l’allarme degli amici di Usmate e Velate che vedono, con il nuovo PGT e i suoi crismi, affermarsi sul proprio territorio quella che non esisterei a definire una furia cementizia, onnivora e divoratrice. Per testimoniare la mia forte affermazione trascrivo alcuni dati che le volenterose associazioni di Usmate-Velate (Legambiente , Assogen, , Emergency, La bottega equosolidale, Comitato Usmate sud, Coordinamento dei Comitati) hanno raccolto attraverso l’analisi della documentazione ad oggi disponibile. Con l’approvazione del nuovo PGT si prevede un aumento di circa 2.000 abitanti in 5 anni, si prevede l’inizio dei lavori per la costruzione della Pedemontana a 6 corsie e per la nuova linea ferroviaria, si prevedono 13 aree da edificare, con nuove abitazioni per un’estensione di circa 56.600 mq (più di 8 campi di calcio), e altre aree pari a 23.584 mq (piu’ di 3 campi da calcio). Se questo non bastasse, le regole per l’edificazione sostenibile (atte a ridurre il consumo energetico degli edifici) sono previste in molti casi come consigli e non come obblighi. La Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che dovrebbe essere il documento-fotografia su cui si basa tutta la programmazione, è redatta con dati incompleti, a volte errati, e con flussi di traffico relativi al 1995!
Potrei proseguire ma mi sembra che l’elenco sia già ricco, gravido di conseguenze e la situazione piuttosto chiara: qui non stiamo parlando di operazioni volte a perseguire il bene comune, ma di sfruttamento barbaro del territorio e abbattimento della vivibilità. Vi inviterei a fare un sopralluogo nel comune di Usmate-Velate e a prendere atto di quanto cemento sia già stato versato negli ultimi 5 anni (penso alla zona nord, al confine con Casatenovo, penso al quartiere dormitorio costruito tra provinciale, ferrovia e campo da golf, ecc).
Credete che la popolazione voglia proseguire per altri 5 anni in questo modo?
Chiaramente no; ma se possibile, questo PGT farà anche di peggio: una estensione di cemento pari a 12 campi da calcio, 2000 abitanti in più (curioso sapere che paesi come Brivio ne hanno 3000!), ulteriori centri commerciali.
Questo è un trend mostruoso e preoccupante: è la rapidità del mutamento territoriale che sconvolge, prima dell’entità degli interventi previsti. Mi viene in mente il bel libro di Eugenio Turri “Il paesaggio come teatro”, forse un po’ romantico, dove il geografo veronese spiega come uomini e comunità abbiano creato nel tempo un rapporto che intimamente li connette agli scenari della propria vita, in una sorta di relazione biunivoca. Banalizzando, per Turri uomini e paesaggi intrattengono il medesimo rapporto che intercorre tra gli attori e lo scenario della propria recita. Ecco, davanti a questi dati, il paesaggio visto come teatro accoglie oggi interpreti che non sanno più comunicare se stessi, attori che si trovano in luoghi che nulla più dicono del loro essere.
Dov’è la bellezza in tutto questo? Perché in molti tacciono? o addirittura acconsentono?
Una risposta forse la diede Marcuse nel lontano 1965: “la potenza dell’imperante modello sociale sta nella soppressione dei bisogni naturalmente inclini all’uomo, a favore di bisogni condizionati e inclini al sistema industriale-moderno: in silenzio siamo rapiti e allontanati irreversibilmente dalla condizione naturale”.
Per tutti questi motivi sostengo che le associazioni debbano proporsi come antagoniste e portatrici di un modello alternativo. Si tratta – anche – di fare una battaglia, che non è aggressione, ma utilizzo sapiente di tutti i mezzi a disposizione.
Il circolo Gaia di Legambiente ha previsto un incontro per parlare dei problemi del nuovo PGT, mercoledi’ 23 gennaio ore 21 in sede di Legambiente via Cottolengo 12 a Velate tel. per info 335 5276120.