Le mani sul parco!

In questi giorni il Parco di Monza è messo a rischio da una incauta decisione della Regione Lombardia: si tratta dell’idea di aprire nel suo bel mezzo un centro di guida sicura finanziato con stanziamenti regionali.
La Regione ha, infatti, destinato 1 milione e 700 mila euro per finanziare la SIAS, una società dell’ACI Milano, per la realizzazione di un centro di guida sicura in un’area prospiciente il Roccolo – recentemente restaurato a cura di uno sponsor privato su iniziativa del Comitato per il Parco “A. Cederna” – e la Gerascia, due degli ambienti naturali e storici più preziosi dell’intero Parco. La Gerascia, splendido prato rifugio di molte specie faunistiche, potrebbe essere asfaltata e messa a disposizione dell’autodromo.

La Giunta Mariani – senza discussione in Consiglio Comunale – ha approvato una delibera che rinnova alla SIAS fino al 2026 la concessione per la gestione dell’autodromo in cambio di un canone di locazione ridicolo: 800 mila euro. Inoltre, si sta discutendo il progetto dell’architetto Botta di uno stadio della F1 per ospitare 110.000 persone e la costruzione di due piste aggiuntive che dovrebbero correre parallele al circuito – una interna alla concessione e l’altra esterna. L’unica funzione sarebbe quella di rendere più agevole l’accesso alla pista.

L’idea di costruire un centro di guida sicura comporterebbe – almeno per come è stato prospettato – una perdita per il parco e i suoi fruitori e un guadagno riservato solamente alla succitata SIAS, che in definitiva gestisce l’autodromo e le strutture annesse. Questa pensata della Regione, come si può leggere sui quotidiani locali, potrebbe costarci caro: 300.000 euro subito, con la possibilità di arrivare a 1.700.000 euro di finanziamento complessivo, di cui l’80% a carico della Regione (e dei suoi contribuenti). La motivazione formale utilizzata per giustificare un tale dispendio è: “mettere in regola il circuito di Monza rispetto alle linee previste dalla stessa Regione a luglio per i centri di guida sportiva”.
Adeguamenti che fanno riflettere: se l’autodromo non rispecchia più quei canoni di sicurezza oggi richiesti, perché non pensare allora ad una nuova ubicazione per il centro di guida sicura? Perché rubare spazio alla qualità della vita dei cittadini? Rubare spazio a servizi per tutti con servizi per pochi?
L’esclusività dell’attribuzione a SIAS, poi, rende oltremodo perplessi: l’Assessor Ponzoni, che della SIAS è ancora consigliere d’amministrazione, è anche uno tra i proponenti del progetto “Guida sicura”. “Non sta bene che un assessore regionale veicoli un finanziamento così cospicuo ad una società di cui è amministratore”, tuonano dall’opposizione. Per di più, la mole dell’investimento fa pensare che ci saranno pesanti interventi sul povero Parco, già abbastanza colpito nel recente passato dall’intrapredenza delle amministrazioni di destra, a livello comunale e regionale.

 

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Quello che più mi fa male di tutta questa vicenda non è il solito aspetto “magagnone” della politica, ma che a smenarci sia il Parco di Monza: una vera istituzione per la Brianza! Ogni problema del parco di Monza non è un problema locale, è un problema di tutto il contesto brianzolo. E’ necessario, in un territorio abbruttito dal cemento e avvelenato dal traffico, capire il senso e il ruolo di primo piano che il Parco svolge per i cittadini di Monza (e di Arcore, Macherio, Vedano, Lesmo, ec ec ec). E se motivi, diciamo così, funzionali non bastassero, il Parco è una componente storica che va tutelata, è il parco urbano più ampio d’Europa con i suoi 685 ettari e il suo ricchissimo patrimonio, artistico e naturale. All’interno del parco ci sono qualcosa come 110.000 alberi ad alto fusto, 137 ettari di prati, 295 di boschi, 3 ville storiche, 3 mulini e 26 cascine. Questo parco è stato creato nel 1805, è memoria storica della città e della cittadinanza, e oggi punto di riferimento e baricentro delle attività ricreative di circa due milioni di persone l’anno. Si stima che in una qualsiasi domenica durante la bella stagione visitino il parco più di 60.000 persone.

A difesa di questo splendido patrimonio dal 1994 è presente il Comitato per il Parco di Monza “Antonio Cederna”, che in questi anni si è prodigato in attività di valorizzazione e, soprattutto, di difesa. Questo comitato ha portato avanti campagne per rendere il parco più fruibile e “di tutti”, ha organizzato lavori di restauro naturale delle aree verdi, e ora si sta muovendo per contrastare questa ipotesi di allargamento. Proprio al fine di osteggiare questa ennesima idiozia il Comitato propone una petizione da presentare alle istituzioni (per maggiori informazioni vi rimando direttamente al testo della petizione, cliccando qui).
E’ veramente difficile non comprendere la ricchezza, la bellezza e l’importanza del Parco in una realtà come quella di Monza e Brianza, si pensi allo spazio alternativo che il parco rappresenta, ai micro habitat e micro paesaggi che il parco conserva al suo interno, alle aree per il gioco e il relax, al riparo che offre alla fauna, alle splendide visuali e alla cultura che ancora in esso trovano riparo. E’ inammissibile che per la realizzazione di un centro di guida si vadano a occupare ulteriori aree verdi. Il diritto ad un prato e all’ombra di un albero è parte di quei diritti universali e inalienabili che si possono difendere solo mettendo al primo posto il bene comune.

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