Riuscire a fuggire il pomeriggio di pioggia nella distrazione. Seduto sul vecchio divano incassato nell’ombra della cucina d’inverno mio nonno, che non lo fa spesso, tra nuvole di sedano e condensa, si è lasciato andare al racconto, e io mi son perso. Lasciato ad un mondo proiettato sul muro bianco e scalcinato vissuto con le parole e i segni dell’esperienza, mi son fatto raccontare di quando questo paese era composto da una ventina di cascine e frutteti orti sentieri, boschi perfetti e ben tenuti campi disegnati dai gelsi. E ancora di quando Casatenovo – e chi lo avrebbe mai detto ?! – era il paese delle pesche gialle e passava il tramvai (avevamo rotaie e le abbiamo smantellate!!)… di quando si moriva giovani e, normalmente, ubriachi.
Che mondo strano, incantato, anche se probabilmente non migliore di oggi.
Cosa ti viene in mente? il cambiamento, la memoria, l’insignificanza, una cultura scomparsa? vedo segni del tempo e rughe nel territorio continuamente sottoposti al bisturi distratto dell’immobiliarismo, iniezioni di botulino e cemento. E poi il vuoto per un istante, il silenzio che riempie l’aria per poi aprirsi a piccoli fruscii canti lontani rumore di terra voltata. E di nuovo la Santa, il traffico, 60000 motori ogni giorno, 240000 pneumatici.
Ciò che più mi ha lasciato sconvolto è una magica armonia del discorso; ogni operazione, ogni dettaglio del paesaggio e della vita, trovava allora coerente giustificazione in funzione dell’esistere e del procedere delle cose. I gelsi orlavano i campi servendo alla bachicoltura, i boschi erano curati per avere legna, le corti erano luogo di incontro e utili essiccatoi….
Tutto questo agli occhi dell’uomo industriale, e postindustriale, pare splendore o ipocrisia: noi abituati a credere nel bisogno di distruggere per guadagnare, di consumare per crescere, di legittimare il brutto in nome del reddito. Le riflessioni si potrebbero snocciolare seguendo la sottile connessione che meno di un secolo fa legava bellezza e utilità.
Armonica interazione tra uomo e natura è forse stata possibile?
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7, Febbraio, 2008 a 9:42 am
Come non commuoversi? Siamo di fronte alla peggior sconfitta dell’Uomo dall’uomo…