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Non sarà ora di iniziare a pensarci?

3, Marzo, 2008

L’abitante e l’autista brianzolo, due facce della stessa medaglia, un solo personaggio che alterna ire da residente contro gli automobilisti e ire da automobilista contro altre auto, biciclette, motorini e chi più ne ha più ne metta. La colonna semovente ormai è il massimo che ci possiamo aspettare, l’ingorgo non sorprende più. Al di là delle singole crisi di nervi, ci sono ragionamenti legati al prossimo futuro che bisognerà pur incominciare ad affrontare. I valori di Pm10 da giorni sono costantemente fuori soglia e, nonostante un inverno tra i più piovosi degli ultimi tempi, stiamo registrando tassi di inquinamento preoccupanti che oltrepassano, e talvolta doppiano, il limite massimo stabilito dalla legge di 50 µg/mc di polveri sottili.

 

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Stando ai dati delle più recenti rilevazioni, nel meratese, il giorno 29 febbraio venivano segnalati 132 µg/mc, più del doppio consentito; a Lecco non si sono raggiunti tali livelli, ma poco ci è mancato e comunque si sono rilevati valori fuori soglia. Nel casatese, la centralina sperimentale, recentemente ubicata in frazione Rogoredo, registra dati mediamente inferiori del 10-15% rispetto a quelli del meratese: situazione che tuttavia non conforta. Arrivano, in questi giorni, a completare il triste quadro, i risultati di uno studio commissionato dalla Regione Lombardia e condotto dall’università degli studi di Milano, in collaborazione con la Harvard School of public health, che descrivono una situazione allarmante: nel milanese viene ricoverata una persona ogni 36 ore a causa di malattie conseguenti allo smog, per un totale di 250 ricoveri nell’arco di un anno.

I valori limite e la situazione sempre più critica, durante la scorsa settimana, hanno reso improrogabile la convocazione da parte degli organi regionali della cosiddetta “cabina di regia sullo smog”, incontro in cui si sarebbe dovuto discutere un eventuale, quanto necessario, blocco totale del traffico. In quella stessa sede, però, l’assessore regionale Pagnoncelli ha scelto di non decidere, rinviando a generici e futuri “interventi strutturali”, senza considerare sistematicamente l’emergenza smog, che ormai da giorni attanaglia l’intera Regione. Niente blocchi domenicali quindi, né targhe alterne o incentivi all’uso del mezzo pubblico: “siamo al blocco dei blocchi, al blocco della politica e al blocco del buon senso”, ha provocatoriamente sottolineato, in quella stessa sede, il consigliere regionale del PD Giuseppe Civati.

Concludendo, è lecito chiedersi: dobbiamo forse aspettare l’ingorgo totale affinché il problema venga discusso? Sperare in un provvidenziale aiuto derivante da ulteriori aumenti del costo dei carburanti? O ancora, invocare - come in questi giorni - il vento, la pioggia e gli dei? Urgono soluzioni che non siano meri palliativi, basate su scelte incisive e di ampia scala, alle quali però – suggeriscono acutamente dai piani alti - non è il momento di pensare: siamo in campagna elettorale e, ahinoi, nessuno può permettersi di rinchiudere i cittadini (ops, gli elettori) “in prigione”.

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