La stampa, il cosiddetto “quarto potere”, invece di essere indipendente, è in gran parte legata al potere politico. Una vera democrazia si basa su cittadini ben informati e consapevoli. Che abbiano veramente la possibilità di formarsi un’opinione grazie a notizie e inchieste indipendenti. Oggi, al contrario, credo si possa tranquillamente affermare che la stampa e i mezzi di informazione di massa non svolgano appieno il loro ruolo e la loro funzione democratica.
La stampa dovrebbe essere il cane da guardia della democrazia, colei che tiene il fiato sul collo dei politici e di chi detiene il potere. I giornalisti dovrebbero analizzare con attenzione e spirito critico le decisioni che hanno ricadute sui cittadini. sulla loro salute, sulle loro condizioni socio-economiche, sul loro futuro. In Italia, salvo alcune rare eccezioni, mi pare del tutto evidente che la stampa non sia il cane da guardia bensì il cagnolino di compagnia, spesso pronto a scodinzolare al primo gesto del potente di turno. E questo vale sia livello nazionale che locale.
Come cittadino della Repubblica, ancor prima che come sindaco di un piccolo comune, appoggio i referendum proposti da Beppe Grillo per l’abrogazione della legge Gasparri sull’emittenza televisiva, per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti e per la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria. I tre quesiti referendari cercando di disarticolare il sistema dell’informazione, pongono al centro del dibattito pubblico questo grande tema. La Legge Gasparri, nonostante le sentenze della corte di Giustizia Europea, continua a garantire le frequenze a Rete4 a scapito di Europa7. L’albo dei giornalisti, introdotto da Mussolini, vedeva già in Einaudi e in Berlinguer due illustri oppositori, i quali, pur partendo da punti di vista ideologici diversi, criticavano aspramente le derive corporative e le conseguenze discrimatorie dovute all’esistenza dell’albo stesso I finanziamenti pubblici ai giornali hanno un duplice effetto perverso: saldano la stampa al potere politico e rendono indipendente la stampa stessa dalla critica del lettore.
Il vero giornalismo, quello di inchiesta, quello che cerca di far emergere le verità scomode è lasciato a pochi freelance. Invece, le direzioni dei grandi quotidiani e dei TG partecipano alla costruzione del teatrino che porta la maggioranza degli italiani a pensare che i termovalorizzatori siano l’unica soluzione possibile al problema dei rifiuti. Oppure che le grandi infrastrutture come la TAV sono indispensabili per diventare un paese moderno.
E in futuro, prepariamoci ad assistere anche alla “sponsorizzazione” della ripresa del nucleare. Mille servizi televisivi sulla malagestione dei rifiuti di Napoli. Un paio di approfondimenti e nulla di più sulle conseguenze delle nanoparticelle emesse dagli inceneritori di nuovissima generazione. Se un paese vuole essere definito veramente democratico e moderno, deve innanzitutto mettere i propri cittadini nelle condizioni di essere veramente informati. Per il tramite di questo comunicato, rivolgo un appello a tutti i cittadini e tutte le forze politiche democratiche e progressiste. Un appello ad aderire, partecipare e collaborare alla raccolta firme sui tre quesiti referendari che partirà il prossimo 25 aprile.
Domenico Finiguerra
Sindaco di Cassinetta di Lugagnano
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