
Petizione per il ritiro del Progetto di Legge n. 226/2008
17, Aprile, 2008In questo periodo, dopo l’emendamento ammazzaparchi, stiamo constatando che il cosiddetto “modello lombardo” continua a minacciare la qualità della vita dei cittadini; tra le sue varie implicazioni, c’è infatti quella di prevedere la svendita del territorio per permettere operazioni in project financing (es. pedemontana, grandi infrastrutture ecc).
E’ assolutamente importante far prendere coscienza ai cittadini dei meccanismi più meno nascosti che portano alla distruzione del territorio. Il progetto di legge sulle grandi infrastrutture approvato dalla Giunta regionale lombarda il 3 aprile 2007, che non a caso dovrebbe tornare in aula dopo le elezioni, è un esempio assai significativo di come la regione si comporta. In pratica con l’art. 10 di questa proposta di legge si permette ai finanziatori di grandi infrastrutture di recuperare più velocemente gli investimenti grazie a nuove edificazioni (centri commerciali ecc.), nei dintorni delle opere finanziate. In questo modo i cittadini si troveranno invasi non solo dalla cementificazione dovuta alle grandi infrastrutture, ma anche da quella legata alle “ricompense” per gli investitori.
Per vedere l’art. 10 ed il commento esplicativo contenuto nel progetto di legge clicca qui (a pagina 7 del documento PDF il commento).
Non siamo contrari agli investimenti per partito preso: siamo sicuramente contrari a investimenti che di fatto sono irrazionali e sprecano preziose risorse che potrebbero essere meglio impiegate. In altre parole ci sembra folle spendere soldi pubblici per fare autostrade quando il petrolio sta per finire e quando inoltre la riduzione delle emissioni dovrebbe essere un obiettivo primario. Ci sembra folle spendere cifre assurde per l’EXPO quando con minori investimenti potremmo fare colossali opere per la riqualificazione energetica degli edifici cosa che porterebbe anche immediati vantaggi sia per gli utenti che per la bilancia dei pagamenti dell’Italia..
Forse la spiegazione sta nel fatto che con le grandi opere si possono seguire iter speciali che spesso bypassano le normali procedure (commissari straordinari ecc.) e richiedono grandi investitori, mentre con gli interventi ad esempio per il risparmio energetico i progetti sono decisamente più frammentati e passibili di controllo democratico.
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Invitiamo caldamente a far circolare questa petizione. Grazie.
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