
Cresci fino a zero
7, Maggio, 2008Venerdì sera ci troviamo a Lecco per parlare di un tema attuale e importante: l’urbanistica e il governo del territorio. Punto di partenza per un, spero sostanzioso, dibattito sarà il caso di Cassinetta di Lugagnano, Comune dove il sindaco Domenico Finiguerra (ospite della serata) e la sua giunta hanno redatto e approvato un PGT a crescita zero, ovvero, un piano urbanistico che non prevede incrementi edilizi.
Analizzeremo insieme un esempio virtuoso di duplice importanza: in primo luogo, questo caso ha una importanza ambientale, nel senso che per una volta lo strumento di pianificazione urbanistica a livello locale (prima PRG, ora PGT), svolge realmente il proprio ruolo regolativo a difesa degli spazi seminaturali, degli spazi liberi, in generale a difesa del territorio dall’aggressione del cemento, aggressione che tanto sta interessando i nostri contesti.
In secondo luogo, questo esempio ha una importanza politica rilevante: dimostra che si può non crescere ed è possibile, quindi, domare gli insaziabili, grandi e piccoli, interessi privati, e ridare al piano urbanistico quella dignità già attribuita dalla ormai lontana Lg. 1150/’42 rimasta poco applicata e, quando applicata, applicata all’italiana.
Nel caso di Cassinetta, il PGT torna ad essere uno strumento regolativo che detta una regola chiara e precisa, programmando lo sviluppo territoriale futuro; non uno strumento, come lo sono stati per la maggior parte i nostri PRG, buono solo a recepire e confermare le trasformazioni del reale. In questo modo, caso più unico che raro, viene finalmente invertita la corrente deregolativa ormai in auge dagli anni ottanta.
Quello che sarà interessante capire è come si è potuti arrivare a costruire un piano del genere – per noi da queste parti è quasi impensabile: il territorio sembra destinato a raccogliere tutte le pressioni urbanistiche e infrastrutturali del caso – e come siano stati gestiti i molteplici interessi in gioco. Ulteriore passo della nostra discussione potrà essere un approfondimento riguardo ai ruoli che l’associazionismo può giocare nei processi urbanistici odierni – che almeno in teoria offrono una chance partecipativa in più - interrogandoci, quindi, sui modi e sui tempi da adottare quando si manifestino la volontà o la necessità di intervenire.
