Prima del cammino

1, Agosto, 2008

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Cari miei viaggiatori, solo poche note, prima della partenza.

Negli ultimi giorni ho cercato, volevo dare una luce e un senso al viaggio, di viaggio si tratta, volevo renderlo magico, con parole capaci, con qualche segno che provenisse da una grande distanza. E ora ci sono: quale migliore epigrafe, quale migliore via, per questa nostra spedizione portoghese? chi meglio di Saramago?

Inutile descrivere il potere di questi cammini, i cieli, le albe, i sentieri, la terra, l’odore di terra, i sogni che si fanno e le visioni notturne, piacerebbe dire qualcosa anche a me, stendere qualche pennellata, ma finirei sempre con l’essere banale.

Non si può parlare del sublime. A parlare del sublime o si è banali o non si è compresi.

Mi permetto di esprimere solo una specie di desiderio: vorrei che questo muovere lento e costante, la fusione in un gruppo, in un paesaggio, in tensione, verso una meta recondita, fosse capace, ancora una volta, di cancellare il tempo, i quadrati, gli oggetti. Fosse vita immediata.

Badate bene: non si cerca una fuga, ma la fuga da una possibilità, che è la possibilità ora data e promossa come unica. Si cerca vita, immediata. E noi, noi che abbiamo rubato un segreto a quei cieli lì, cieli iberici, noi lo sappiamo che quella è una possibilità di noi e che non siamo noi.

Non è una fuga, ma un’altra possibilità, un’altra occasione, per capire; é l’atavico desiderio, e mai soddisfatto, di tracciare nuovi cammini.

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In cammino..

«Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.»

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José Saramago – Viaggio in Portogallo

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