Con il suo gesto Zappoli chiede un ripensamento più ampio, credo.

22, Settembre, 2008

Di seguito riporto la dichiarazione con cui Roberto Zappoli, consigliere comunale di Casatenovo, ha preso le distanze dal Gruppo Persone e Idee, la coalizione che attualmente guida il paese.

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Casatenovo, 21 settembre 2008 -  Far parte di un gruppo consiliare, così come di un partito o di una coalizione di partiti, significa, per me, condividere con gli altri appartenenti alcuni valori e ideali fondamentali, presupposti nell’azione politica e amministrativa. Sono questi che, nella confusione e nell’incertezza di tanti momenti della vita politica, chiamata continuamente a rinnovarsi per stare al passo coi bisogni, i problemi o le opportunità di un mondo in rapida trasformazione, ci permettono di non perdere la bussola e di continuare a individuare quali siano gli obiettivi di fondo da perseguire, con quali strategie, con quali mezzi tra quelli disponibili, a favore di chi dedicare maggiore attenzione e darci da fare se ci impegniamo nell’attività politica e amministrativa, da intendersi come una delle attività più importanti a favore di tutta la società e degli altri.   Uno di questi principi ideali è senz’altro quello della laicità, definito da uno studioso di vaglia la “quintessenza di ciò che chiameremmo cittadinanza democratica”, mettendo in evidenza con queste parole che all’interno di una società basata sulla libera e pacifica convivenza di esseri liberi, uguali e solidali possiamo tutti continuare a sentirci cittadini garantiti dalle regole democratiche se nessuna discriminazione, neanche simbolica, è ritenuta ammissibile e tollerata. A Casatenovo questo imprescindibile principio della vita democratica è stato gravemente leso soprattutto con l’apposizione del crocefisso nell’aula consiliare, ma non sono mancate poi altre votazioni del consiglio comunale, passate a gran maggioranza, anche all’interno del gruppo consiliare Persone e idee per Casatenovo al quale appartenevo, che hanno avuto lo stesso senso di sfregio della laicità.   Purtroppo, il mio tentativo di mettere al centro dell’attenzione del gruppo consiliare l’importanza di recuperare il valore della laicità si è dovuto arrestare di fronte alla contrarietà a tornare sui propri passi da parte della grande maggioranza dei suoi componenti: qualcuno per la salda convinzione che il crocefisso nell’aula consiliare non costituisse un problema ma rappresentasse addirittura un valore, evidentemente non avendo la preparazione politicoculturale o la semplice sensibilità d’animo necessaria per capire fino in fondo la questione, qualcun altro per la scelta opportunistica di non contrariare quello che si presume che sia l’orientamento prevalente nell’elettorato casatese, i più, invece, mi è parso che abbiano solo preferito evitare di prendere una decisione così importante, come quella di riaffermare il valore della laicità e di togliere il crocefisso dall’aula consiliare, a causa di quel fenomeno, che riguarda i singoli individui ma anche la società, raccontato da Simona Argentieri in un suo recente saggio intitolato L’ambiguità. Cito, per chiarezza, la sintesi del risvolto di copertina: “Ambiguità e malafede sempre più si configurano come tratti dominanti della nostra epoca a livello individuale e collettivo, nelle relazioni amorose e in quelle sociali, nella politica e nella bioetica. Eludendo la verità interpersonale ed intrapsichica – sono al tempo stesso una nevrosi e un piccolo crimine, al confine tra la patologia e l’etica. Essere ambigui significa evitare il conflitto, il senso di colpa, la fatica della coerenza, lasciando convivere dentro di sé identità molteplici. Gli atteggiamenti mentali subdoli e sfuggenti nascondono falle del pensiero minime, ma non per questo innocue, in grado di inquinare, attraverso messaggi obliqui, i legami sociali, le stesse regole della convivenza civile, minando la fiducia tra i singoli come tra i gruppi organizzati, i cittadini e le istituzioni. È un dissimulare lieve, al limite tra conscio ed inconscio nel quale l’inganno viene fatto anche a sé stessi. Al punto che può far scambiare la frequenza statistica con la normalità.”   Ho deciso di dimettermi dal gruppo consiliare Persone e idee per Casatenovo perché si è creata una frattura rimasta irreparabile su quello che è, come ho espresso prima, un presupposto essenziale per l’appartenenza ad un gruppo politico e/o amministrativo. Spero in questo modo di sollecitare all’interno di tutto il centrosinistra casatese una riflessione approfondita sui motivi e sul significato del fare politica, alla luce di quelli che dovrebbero essere i valori e i principi condivisi da chi si richiama a quella parte politica, tanto più in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno.

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Distinti saluti

Roberto Zappoli

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Scrivevo solo qualche tempo fa: “bisognerebbe dire basta al formalismo integralista, all’assetto chiuso, al detto non-detto, ai valori relativi […] vorrei un gruppo di persone che si schieri aderendo a valori chiari, perseguendoli con limpidezza..”. Ecco, per una volta, partendo dalla considerazione di un Valore, Zappoli ha dato prova di coerenza e di adesione vera a un’idea. Cosa rara. Qualcuno ha già sottolineato che una presa di distanza dal gruppo PEI sarebbe dovuta avvenire ben prima e per altre ragioni.

Mi dico: potrebbe essere, non va ignorato, che questa presa di distanza non sia mossa dal singolo crocefisso o da qualche mozione mal votata, potremmo guardare a questo gesto come a una presa di posizione chiara, e necessaria, rispetto proprio a quell’“ambiguità”, carattere essenziale della nostra epoca, che Roberto sottolinea nel proprio comunicato. Potremmo vederlo come un gesto provocatorio che, nelle migliori intenzioni, vorrebbe andare oltre e smuovere un po’ le coscienze di un’amministrazione che rischia, altrimenti, di perdere anche la minima connotazione a sinistra.

Unendomi ancora alle parole del consigliere, in conclusione, è speranza mia, come di tutti quelli a cui sta a cuore il destino di questo paese, che tale intervento e la presa di posizione che ne sta alle spalle, aprano una viva e prolifica discussione, specie in vista delle future amministrative e del conseguente ridisegno della coalizione.

Ahinoi, invece, con tutta probabilità, e proprio a dimostrazione dell’asfissia e del clima di assoluta relatività che imperano, il destino probabile della dichiarazione di Zappoli sarà un breve passaggio nel silenzio più buio, più triste, senza nemmeno un tentativo di discussione, di riflessione comune. Se qualche parola sarà spesa, sarà spesa rigorosamente in privato.

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