Il pungolo – amministrative 2009: silenzi partecipati..

3, Ottobre, 2008

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Carissimi, mentre proseguo il mio giro di interviste qui e là, vorrei sottoporvi alcuni quesiti che, ricordando il buon Lubrano, mi sorgono spontanei…

E’ ora di iniziare a pensare, riflettere, farsi venire delle idee. E come, se non con delle domande?

Appunto.

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Quesito uno: Siamo ormai in pieno ottobre, quanto tempo dovremo aspettare per sentir dire ad Antonio Colombo: “Sì, mi ricandido”? Insomma, mi pare un po’ tardi ormai per tirarsi indietro.

E quanto tempo impiegheremo per sapere che faranno gli altri? Marta Casiraghi is incoming…? Dobbiamo aspettare la marcia domenicale dei padani casatesi?

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Guardiamo europeo..

Guardiamo europeo..

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Quesito due (consequenziale): Cosa si nasconde dietro a questa attesa di Colombo?

Si attendono le mosse del “nemico”? (dubito..)

Sindaco e assessori stanno preparando una sorpresa a tutto il paese? (coriandoli?)

Chi di dovere lo sa già e gli altri che aspettino? (come sempre..?)

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Quesito tre (accessorio): chissà come si riformerà questa coalizione? Malumori, pensionamenti, uscite di scena, clima politico nazionale, come interagiranno con la chimica del gruppo?

Qui, i lettori casatesi dovrebbero sforzarsi di rispondere.

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Quesito quattro: non sarà ora di pensare a come riempire concettualmente il vuoto lasciato (concettualmente) dalla Ferrarini in centro?

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C’è un silenzio inopportuno attorno a quest’ultimo tema. C’è stato silenzio prima, durante e dopo l’iter burocratico; a ben vedere, questa, è la vera pecca di tutto il percorso svolto.

Non vorremo fare silenzio anche adesso che c’è da pensare e ripensare in modo allargato e con ampio respiro, vero? Vorremo mica affidare tutto alle squilibrate grinfie di un architetto? Tranquillizzatemi!

Insomma, è strano, “cosa vogliamo da questo paese?” dovrebbe essere uno dei temi caldi della prossima campagna elettorale, perché nessuno ne parla? perché a nessuno viene in mente di fare una domanda a chi poi ci dovrà abitare, in questo paese.

Non so.. ma un questionario, un’assemblea, una tavola rotonda? proprio no? e perché?

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Temo il peggio: temo che si prosegua nel clima chiuso che ha connotato la vicenda dal suo inizio. Mentre l’innovazione da più parti auspicata, la ventata di freschezza, la possibilità di fare la differenza, quella vera, viene da lì, si fa meglio partendo da lì.

Certo poi bisogna capire come, quando e a cosa partecipare; ma questo magari lo facciamo al prossimo pungolo.

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Elettore, dopo 5 anni, la domanda sorge spontanea.. soddisfatto o rimborsato?

Elettore, dopo 5 anni, la domanda sorge spontanea... soddisfatto o rimborsato?

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