Con tutti i problemi che ci affliggono a me pare addirittura assurdo dover tornare su un tema come quello della caccia. Si legge oggi sulle pagine di Repubblica: “Doppiette senza freni. Si comincerà a sparare ad agosto, quando ancora il periodo della riproduzione non si è concluso, e si finirà a fine febbraio, colpendo i migratori protetti dall’Europa. Nel mirino finiranno peppole, fringuelli, corvi e cormorani, tutte specie tutelate dalla direttiva 409 di Bruxelles. E i cacciatori non saranno più vincolati al territorio di residenza, come è previsto dalla legge attuale per evitare una pressione squilibrata sul territorio e sulla fauna, ma per 15 – 30 giorni all’anno potranno concentrarsi a loro piacimento, magari nella zona di passaggio dei migratori. E’ questo il profilo della nuova legge sulla caccia proposta dal Pdl: una controriforma organica che spazza via la legge quadro 157/92”.
Dicevo, assurdo: assurdo perché il numero dei cacciatori cala di anno in anno e aumentano le realtà abolizioniste e quelle che promuovono altri e migliori usi del territorio. Una scelta che manifesta e conferma – se mai ce ne fosse bisogno – lo stile bieco, la linea politica idiota, di questa maggioranza, che a quanto pare ignora gli sforzi fatti dal mondo scientifico per porre freno alla grave perdita di biodiversità che contraddistingue questo momento storico, come gli sforzi fatti dalle alte sfere europee (“Direttiva Uccelli” n.79/409/Cee).
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Su un recente articolo di Stuart Pimm si legge: “Al momento attuale l’uomo minaccia l’esistenza almeno del 10% delle piante, dei mammiferi, degli uccelli e di altre specie conosciute, che, probabilmente, si estingueranno entro pochi decenni. Le specie meno conosciute non se la caveranno meglio. Una perdita del 10%, media calcolata nell’arco dei prossimi decenni, indica che assisteremo alla scomparsa di decine di migliaia di specie, molte delle quali non hanno un nome. Perfino per quelle che lo hanno, non saremo in grado di indicare il momento in cui si estingueranno. Sono come “morti viventi”, specie destinate a morire perché i loro habitat sono diventati troppo piccoli. I tassi di estinzione attuali procedono a ritmi cento volte superiori a quelli naturali preistorici. Per il futuro, il tasso di estinzione subirà una probabile accelerazione di oltre mille volte maggiore rispetto a quella naturale preistorica, dal momento che la deforestazione delle aree tropicali distrugge anche gli ultimi rifugi di molte specie”.
Personalmente non ho mai espresso posizioni rigide contro i cacciatori: spesso sono gli unici (o quasi) fruitori delle nostre campagne e dei nostri boschi, sono buoni conoscitori e manutentori degli spazi verdi antropizzati; mi pare però intollerabile ignorare la situazione che ci coinvolge tutti e che gli studiosi non esitano a definire come la più grande estinzione di massa di tutti i tempi.
La caccia può essere un modo ammissibile di fruire il territorio solo se rispetta i limiti di salvaguardia e, a priori, i paletti del buon senso.
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Tags: caccia, legge sulla caccia PDL, nuovo disegno di legge sulla caccia, PDL cacciamoli!!!
6, Ottobre, 2008 a 12:01 am
Già che il post è a carattere ambientale, mi permetto di segnalarvi due belle rassegne cinematografiche a sfondo ecologico che si terranno a breve: qui e qui.
6, Ottobre, 2008 a 10:38 am
Noi cacciatori abbiamo subito in silenzio calunnie per oltre venti anni ,siamo sempre stati disponibili ad accettare qualsiasi limitazione che si fondi su dati scientifici ,non accettiamo più che sulla caccia si generalizzi e che a parlare per crimilarizzarci siano persone ignoranti ed incompetenti che non conoscono i veri problemi della fauna e le vere restrizioni che esistono oggi in Italia rispetto al resto di Europa .La caccia non è una attività indispensabile è una passione ed uno sport e questo deve tornare ad essere.
6, Ottobre, 2008 a 11:01 am
E quindi?
6, Ottobre, 2008 a 8:07 pm
E quindi è giusto e sacrosanto, egregio Sig. ambientalista, che facendo l’Italia parte dell’Unione Europa i suoi cittadini abbiano ancge gli stessi diritti dei loro colleghi europei. Ci siamo capiti oppure no. Ed ora basta con questo pseudo ambientalanimalismo dei miei stivali. Preoccupateviu di cose più importanti e non solo dei cacciatori. Per ultimo sono felicissimo che pecoraro Scanio e compagnia cantante non sieda più nei banchi del parlamento a scaldare le panche. Pensate piuttosto agli scarichi abusivi di Fulco Pratesi nell’Argentario ed aglui abusi diu chi gestisce i parchi.
7, Ottobre, 2008 a 8:33 pm
Ma lei ha letto l’articolo?
7, Ottobre, 2008 a 10:12 pm
Salve Giovanni Roberto,
onestamente non capisco il Suo commento. Le chiederei di spiegarsi meglio.
Grazie,
alfio
13, Gennaio, 2009 a 8:07 pm
bisognerebbe pensare anche al lato economico dove si esportano capitali all’estero e dove nelle zone svantaggiate come lo è il gargano la gente emigra alla stregua degli anni 50′ per trovare lavoro.
l’attività venatoria durante la stagione invernale per le popolazioni garganiche era un’ottima fonte di guadagno e lavoro perchè oltre all’attività turistica vera e propria aveva altri introiti correlati all’attività venatoria : commercializzazione di prodotti tipici, olio, in modo particolare.
14, Gennaio, 2009 a 1:27 am
Olio e caccia, come li collego?
16, Marzo, 2009 a 8:18 pm
Tutte queste chiacchiere senza senso si concentrano in una sola cosa: l’uomo sembra che abbia un solo obiettivo, quello di distruggere il mondo. Mi piacerebbe che per par condicio gli animali imbracciassero fucili e aprissero la caccia… all’uomo.