Archivio per gennaio, 2009

31, gennaio, 2009

Discussione, quella sconosciuta.

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«Parlerei di qualche aspettativa mancata da parte di questa coalizione.  Innanzitutto, qualche mancanza dal punto di vista del metodo: non c’è stata partecipazione delle scelte e, ancor prima, confronto, discussione. Basti pensare che da due anni non viene convocata una riunione con i partiti o che molti consiglieri non sono informati riguardo le scelte di sindaco e assessori. Questo atteggiamento nei confronti delle rappresentanze politiche e dei cittadini non sollecita certo il senso di appartenenza e la voglia di occuparsi delle questioni che come cittadini ci riguardano».

Condivisibili le note di metodo espresse da Rosadele Galbiati nella recente chiacchierata che abbiamo avuto e che trovate qui. Mi pare che in queste poche righe sia racchiusa la sostanziale mancanza della coalizione uscente: l’aspetto su cui lavorare in vista dei prossimi anni, almeno per non deprimere completamente il panorama già derelitto della civile discussione di scelte e contenuti.

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31, gennaio, 2009

Ah sì.. lei è comunista..

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Qui sopra, una mini-commedia sul lavoro interinale nella città più olimpica d’Italia. La ricerca di un impiego (precario) in una Torino invasa dalle simpatiche faccione di Neve e Gliz, le mascotte delle Olimpiadi Invernali 2006.

Vincitore del “50 ore Film Torino 2005″ un cortometraggio parodia, ma mica tanto, del mondo del lavoro nella società dei servizi, dei consumi, della velocità.

L’altro giorno leggevo un annuncio per un posto di lavoro come tanti, medio, cercavano uno determinato, brillante, comunicatore, di bell’aspetto, che conosce benissimo l’inglese e preferibilmente una seconda lingua, duttile, flessibile, disponibile agli spostamenti. Due anni di esperienza. Probabilmente avrebbero voluto anche scrivere “che non si ammala” ed è “abbronzato”, ma non hanno osato sfidare madre natura e il premier.

Sarò flessibile con te, mai titolo più azzeccato. Un mondo, quello del lavoro, che diventa sempre più triste, una sorta di corteggiamento senza sentimento, talora… prostituzione?

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26, gennaio, 2009

Uomini sull’orlo di una crisi (economica): è online il nuovo numero di Vorrei

Immagine di Marta Maria Fontana

Immagine di Marta Maria Fontana

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Uomini sull’orlo di una crisi economica

Sommario del nuovo numero

Che ripercussioni sta avendo la crisi mondiale nel nostro piccolo?
Viaggio fra le aziende, i dipendenti, i consumatori e i consumati.
Con una domanda che ronza come una mosca in testa:
Quali sono le cause della crisi? Il basso tasso di sconto del dollaro, il debito estero, ecc.
E la mania di consumo che tirava la crescita ? Non ha niente a che fare con il disastro attuale?

I precari al tempo della crisi

Yamaha, Candy, Morsetec… sono già molte le aziende che non rinnovano i contratti ai dipendenti a tempo determinato. Dov’è finita la creatività imprenditoriale brianzola?
di Sergio Civati

Gesualdi “L’economia sia semplice, commisurata ai bisogni effettivi”

Intervista all’autore di “Sobrietà. Dallo spreco di pochi ai diritti per tutti”«Viviamo in una società che crede che l’unico modo di risolvere i problemi dell’uomo siano i soldi»…
di Alfio Sironi

La crisi e i consumi

Le cause della crisi? Il basso tasso di sconto del dollaro, il debito estero, ecc. E il consumo che tirava la crescita ? Non ha niente a che fare…
di Piero Bevilacqua

Il brand Brianza c’è ma non si vede

Lo stato di salute delle aziende nella provincia più “internazionale” d’Italia? Discreto. Alta specializzazione e grande apertura all’estero per ora tengono in piedi MB
di Antonio Piemontese

Quando la crisi non batte cassa

In giro per i negozi del centro e i supermercati di Monza dove anche dopo 10 giorni di saldi trovi ancora tutti i numeri di scarpa
di Clementina Coppini

I sindacati al tempo della crisi

Intervista a Michele Giandinoto (CGIL) e Vittorio Ferri ( Fiom). “C’è stato un raddoppio della cassa integrazione in tutti i settori”
di Antonio Piemontese

Bufala Social Card

Celebrata da Tremonti come la scialuppa di salvataggio per i più indigenti, la Social Card si è rivelata l’ennesima bufala all’italiana.
di E. Beacco e R. Montalbano

Consumare con giudizio

Intervista a Pasquale Scalambrino per conoscere da vicino cos’è e come funziona un GAS.Il consumo critico, il biologico, la freschezza, il kilometro zero e i lati oscuri della grande distribuzione.
di Manuela Montalbano

La crisi della società ricca: l’approccio tedesco della rivista Krisis

Le lotte sindacali e le differenze di classi come ingranaggi dell’evoluzione del capitalismo, forme di conflitto per interessi coincidenti che ne hanno alimentato lo sviluppo.
di Pino Timpani

“Occorre una rivoluzione negli stili di vita”

Intervista ad Andrea Poggio. “Anche Obama insiste sulla necessità dei pannelli solari e cambiare le auto.  Se ne prendiamo coscienza, sarà più facile costruire nella crisi un futuro di garanzia e pace ai nostri figli
di Giorgio Majoli

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Un Consorzio per la Villa Reale ed il Parco di Monza

Molti sono gli interrogativi che è necessario porsi per il futuroe il recupero culturale ed ambientale di un patrimonio di valenza europea
di Gimmi Perego

Quel curioso triangolo fra la Sardegna e il Signor B.

Storia di amicizie e affari fra Auchan, il Signor Zuncheddu, la famiglia Berlusconi.E quella muraglia del Rondò dei Pini, c’entra qualcosa?
di Giorgio Majoli

Lo zar di odessa

Ofelia sbaglia treno e finisce a Parigi, dove non è mai stata e non conosce nessuno e nessuno le dà retta
di Adamo Calabrese

Sempre più Poesia, sempre più Presente

La terza edizione di PoesiaPresente si è aperta giovedì 15 gennaio,nel segno di una sensibile evoluzione che fa tesoro degli anni precedenti.
di Simone Camassa

Simone e la Erve di Monza

“Intravedo un futuro di risveglio dei valori umani. Il legame vitale tra la terra e gli esseri che la popolano non può essere soffocato”
di Pino Timpani

Elettronica lunare, testi ermetici: benvenuti nell’oscuro mondo dei The Pirovano

La loro musica costituisce un’importante declinazione dell’elettronica, quella più intellettuale e raffinata.
di Sofia Marelli

Lavorare stanca. Anche a New York

di Nicola Landucci

La vera poesia è dalla parte dei deboli

A dieci anni dalla scomparsa di De Andrè. La poesia arriva ancora prima che la voce cominci a cantare, è come se sapessimo già che la poesia è dentro…
di Simone Camassa

Il vestito di broccato viola

Sbracciato ed elegante, regna in una vetrina del centro in attesa di trovar padrona.Ma neanche lo sconto del 70% lo porterà via.
di Arancia

L’autunno delle donne della Casa di Sanquirico

Domenica 21 dicembre 2008 Casa Circondariale di Monza
di Antonetta Carrabs

Più cammelli per tutti

La capitale economica d’Italia, la città capofila dell’area più densamente industrializzata d’Europa, l’apice dell’avanguardia nazionale, è proprio così à la page?
di Ivan Commisso

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25, gennaio, 2009

Aiutiamoci, l’agricoltura ci chiede una mano.

L’agricoltura è sempre più importante per la nostra pacifica sopravvivenza e sempre meno considerata nel nostro povero contesto sociale. Quarant’anni fa eravamo tutti contadini (o quasi), oggi il contadino è figura semplicemente rimossa dall’immaginario collettivo. Figuriamoci… nell’era del iper-consumo non suona certo bene il vecchio “non si butta via niente” o certa lentezza, le stagioni, bah, figuriamoci.

Eppure, gli agricoltori ci sono, ci sono e sono importanti specie nella nostra Italia rurale: dall’agricoltura dipende il paesaggio, la bellezza, la capacità di produrre cibo di vaste plaghe del paese.

Solo riuscendo a rendere questa nostra attività più semplice, naturale e produttrice di alimenti da consumare in loco possiamo assicurare una mitigazione dell’attuale modello bulimico/esotico, che ci porta a mangiare a dismisura pietanze e prodotti che arrivano da chissà quanto lontano. Le parole chiave sono gruppi di acquisto solidali, reti, filiera corta, agricoltura naturale, multifunzionalità, valorizzazione del territorio e poche altre.

Civiltà contadina, da anni impegnata sul fronte di un’agricoltura migliore e di tutti, propone di mettere una firma qui, per aiutarli, questi agricoltori, per aiutare la nostra terra (e noi), a respirare.

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LEGGI LA PETIZIONE E FIRMA QUI

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20, gennaio, 2009

Il giornale che non vorrei

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Carbonizzato, irriconoscibile e diviso in dieci vasetti. Sarò snob, sarò out, sarò in, forse solo umano, ma a me questo è il giornale che non piace. E’ il modo che proprio mi urta: “Il cadavere era steso a terra dal lato passeggero con le ossa piccole, della mano e dei piedi, ridotte in cenere. Il gusto dell’orrido, l’appagamento delle curiosità più sordide. All’etica dei giornalisti, ormai, credono solo gli indiani (che sono pochi e nelle riserve..). E in questa nota critica, sia chiaro, non faccio riferimento al singolo quotidiano: gli altri semplicemente rincorreranno.

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