E’ ormai partita, anche formalmente, la campagna elettorale e quello su cui preme esprimermi in questo momento, ora che siamo ancora a debita distanza dal traguardo, è la linea, il percorso, che, da cittadino, mi piacerebbe si tracciasse.
All’attuale stato dell’arte abbiamo solo sentori: Lega e Pdl, nonostante mal di pancia locali e sovra locali, sembrano convinti ad andare insieme, nella speranza che zero più zero, per una volta, faccia due. Dall’altro lato, il centro-sinistra, è smarrito tra legami di “parentela” e partito radicati, ahinoi, nel territorio, senza ancora una chiara identità e un progetto da perseguire. Insomma, una volta tanto, anche nella Brianza lecchese, il locale rispecchia il nazionale.
Piazza pulita delle mummie e degli incompetenti che ormai formano la sua immagine a livello nazionale, la sinistra italica dovrebbe ripartire dal locale, dalle comunità, per dirla con Bonomi.
Per Casatenovo, l’ormai certa ricandidatura di Antonio Colombo dovrebbe originare un progetto condiviso, se non dai soliti noti, dalla popolazione e, in particolare, dalla parte più giovane del paese, giovane anagraficamente e geograficamente (sono, infatti, molti i cittadini che solo da poco risiedono a Casatenovo). Insomma, dovrebbe promuovere una linea riconoscibile ed estendibile nel futuro.
Si tenga quanto di buono e si provi a eliminare i difetti di questi cinque anni: l’assenza di comunicazione, informazione e partecipazione e la mancanza di una linea di condotta “un po’ più di governo” e “un po’ meno amministrativa”.
Servirebbe un cambio nei modi: perché se è vero che, come dice l’attuale sindaco, “non esiste più la politica dei partiti”, è altrettanto vero che c’è una comunità che chiede nuovi modi di interazione, attualmente non corrisposti. E se nella Brianza ancora di tradizione questo si sente poco, è solo questione di tempo: già i giovani avvertono, la pressione metropolitana e il passaggio di qualche anno faranno il resto.
Servirebbe un cambio di contenuti: percorrendo gli ultimi cinque anni si fatica a scorgere un intervento che abbia dato personalità alla linea di governo, troppo spesso prudenza e moderazione (saggi e preziosi) hanno prevalso, a scapito di originalità e un po’ di coraggio. E se questo è un indice possibilmente positivo, da solo non soddisfa consolidati desideri e meccanismi della psicologia collettiva: la necessità di riconoscersi, di essere minimamente originali (e quindi distinguibili), di avere riferimenti collettivi chiari, di aggregarsi e portare avanti una “battaglia”.
I risultati delle scorse amministrative non lasciano spazi, se Lega e Pdl fossero andati insieme nel 2004 avrebbero vinto. Ora, se le cose sono cambiate, lo sono a loro favore. Serve un collante, un’idea da inseguire, un’idea chiara che risvegli la voglia di essere casatesi, un certo tipo di casatesi. Idee nuove, che rompano con ieri e l’altro ieri, e ci facciano pensare a domani, grazie.
Ps. nella prossima puntata proviamo a corteggiarne qualcuna, d’idea.
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