Archivio per maggio, 2009

28, maggio, 2009

Le idee spazzano via le nuvole..

In questi giorni, ho scritto la lettera che potete leggere di seguito. Spero di riuscire a consegnarla a quanti più casatesi possibili. Datemi una mano nel passaparola!


Alfio Sironi - Candidato come consigliere comunale e provinciale alle elezioni del 6-7 giugno prossimi.

Alfio Sironi - Candidato come consigliere comunale e provinciale alle elezioni del 6-7 giugno prossimi.

Cari concittadini,

desidero informarVi che mi sono candidato come consigliere comunale con la lista civica “Persone e Idee per Casatenovo” che sostiene la candidatura a sindaco di Antonio Colombo alle elezioni del 6 e 7 giugno prossimi.

Ho fatto questa scelta per cercare di dare seguito a idee e azioni messe in campo in questi anni con l’Associazione “Gruppo Valle della Nava”, che ha operato sin qui per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio e per la diffusione di una cultura ecologica. Credo, infatti, sia importante promuovere queste idee anche in seno alle istituzioni locali e lo credo ancor più guardando alle sfide che il nostro Comune dovrà affrontare nel prossimo periodo: penso in particolare alla riprogettazione del centro cittadino e alla stesura di un nuovo Piano di Governo del Territorio. Entrambe le missioni a mio parere non possono perdere di vista una adeguata sostenibilità ambientale degli interventi e un costante e concreto coinvolgimento dei cittadini.

Ho scelto di candidarmi, quindi, con “Persone e Idee per Casatenovo” perché, in primis come cittadino, in essa ho riconosciuto sensibilità e attenzione per questi argomenti e energie nuove per portarli avanti. La metà dei candidati di questa lista ha, come me, meno di trent’anni e questo dice molto delle basi su cui è voluto e costruito il nuovo progetto di Antonio Colombo.

Per portare avanti queste e molte altre idee vorrei essere attivo all’interno del nostro futuro consiglio comunale e per questo Vi chiedo di accordarmi la Vostra preferenza. Vi invito quindi a sostenermi, votando per la lista “PERSONE E IDEE PER CASATENOVO” e scrivendo di fianco al simbolo “ALFIO SIRONI”.

Vi ringrazio per l’attenzione e Vi invito ad approfondire: sul blog http://alfiosironi.wordpress.com/ troverete tutte le informazioni su di me, le mie idee, la mia attività passata e presente.

Cordialmente,
Alfio Sironi


PEI

19, maggio, 2009

Guardiamo al meglio

In questi giorni di campagna elettorale trovo quantomeno salutare tornare a pensare a problemi reali e a reali soluzioni, lontani dal chiacchiericcio fine a se stesso e dai bei simboli. Ormai viviamo in un sistema talmente avulso dalla realtà che anche i problemi che ci contornano quotidianamente vengono filtrati come pratica assodata, come normale consuetudine. E invece..

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La rete

E invece no, esistono tanti piccoli passi che senza costare molto alle nostre tasche potrebbero decisamente migliorare la sostenibilità e la qualità ecologica di un paese, potrebbero risolvere piccoli problemi magari ai più invisibili, ma presenti e diffusi. Vera fucina di progetti e provvedimenti in materia di gestione ecologica del paese è la rete dei Comuni Virtuosi, un gruppo di 25 (per ora) Comuni italiani che insieme si sono proposti di sperimentare e scambiarsi esperienze di gestione ecocompatibile del territorio. I due obiettivi della rete sono, in primis, trovare soluzioni pratiche volte alla diminuzione della pressione umana sul territorio (diminuzione consumi, diminuzione rifiuti, abbattimento degli inquinanti, limitazione del consumo di suolo), in secondo luogo, cercare di giungere a questi obiettivi coinvolgendo quanti più cittadini possibili. Solo, infatti, tramite la spiegazione dei problemi, la condivisione delle soluzioni e la partecipazione attiva in fase di implementazione è possibile rendere vivo l’interesse della maggior parte dei cittadini ai problemi legati alla gestione ambientale del Comune.


I progetti

Tra i progetti più in vista proposti dalla rete dei Comuni Virtuosi ricordiamo il PGT a crescita zero. Non voglio ricordare, ancora una volta, il caso perfetto di Cassinetta di Lugagnano, che rischia altrimenti di diventare l’eccezione che conferma la cattiva prassi. Voglio qui portare il caso di molti altri Comuni (penso a Refrancore, Vinchio, ec) che pur non riuscendo a garantire la crescita zero in termini assoluti, hanno predisposto piani basati su un forte contenimento del consumo di suolo e improntati ad una nuova logica di territorio. Allo stesso tempo, altro progetto punta di diamante, è l’obiettivo Rifiuti Zero, anche in questo caso non voglio fare l’esempio classico di Capannori, che con i suoi 44.000 abitanti entro il 2020 vuole portare la frazione non riciclabile a zero, vorrei citare l’esempio del Comune di Ponte nelle Alpi che in due anni è passato da una produzione di 400 ad una produzione di 40 kg di rifiuti annui procapite, con i vantaggi ambientali ed economici che tutti possiamo immaginare. E questo pur non facendo parte della rete dei “virtuosi”.
Diversi comuni hanno intrapreso la strada dell’illuminazione a Led, qualcuno in modo un po’ bizzarro, ma significativo, a partire dai camposanti, altri coprendo l’intera cittadina (vedi video qui sotto), con risparmi sulla bolletta energetica del 90%, senza contare che le luci a led durano centinaia di migliaia di volte in più rispetto alle comuni lampadine.

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Un’ampia serie di spunti che la rete offre è, poi, legata alla filiera agroalimentare: da un lato i Comuni devono creare le condizioni perché si realizzi più agevolmente un incontro domanda e offerta di prodotti agricoli locali (realizzazione di mercati locali, installazione di erogatori di latte e altri prodotti nelle piazze, ec). D’altro canto è bene che i cittadini, specie quando non abbiano a disposizione un mercato comunale dei produttori di zona, si organizzino in GAS (gruppi di acquisto solidali) in modo da mettersi in contatto diretto con agricoltori a loro prossimi, con cui concordare forniture e caratteristiche dei prodotti. Al contempo, in molti Comuni ad ogni latitudine d’Italia va per la maggiore la creazione di orti comuni, utili come passatempo per quei pensionati e studenti che si vogliono cimentare nell’arte agraria e diventare così produttori di una piccola ma simbolica parte della verdura e frutta consumata dalle famiglie in loco. Molto utile di fianco a un orto e facile da applicare nella Brianza fatta di villette e giardini è la pratica del compostaggio, che permetterebbe la trasformazione del residuo umido direttamente in giardino con la produzione di ottimo concime per la stagione successiva. Meno chili di frazione umida equivarrebbero poi a meno soldi destinati dal Comune al servizio di ritiro e meno tasse per la cittadinanza. Altro provvedimento molto utile in materia di equità del pagamento del servizio rifiuti sarebbe il passaggio della tassazione dal desueto modello che stima la quota dovuta a partire dalle dimensioni dell’abitazione e dalla composizione del nucleo familiare, con un sistema, certo più complesso, ma anche più corretto, funzionale e giusto, che valuti l’importo da corrispondere sulla base del peso totale di rifiuti prodotto da una famiglia.
Parlando di alimentazione, crescono ogni giorno i comuni che scelgono l’acqua del rubinetto per le proprie mense scolastiche piuttosto dell’acqua in bottiglia, con ovvie diminuzioni dei costi economici e ambientali.
In riferimento alla spesa di ogni giorno, è da poco nata la campagna “Porta la sporta” per promuovere l’utilizzo di borse di tela (portate di volta in volta da casa) per fare la spesa, senza ogni volta utilizzare una borsa di plastica del supermercato. Una borsa di plastica infatti ha mediamente una vita funzionale di 7 minuti e necessita 2000 anni perché venga degradata naturalmente.


E noi che facciamo?

Questa è solo una serie di flash su come e cosa si può fare per migliorare la gestione di un Comune e il nostro rapporto tra noi e con il territorio, non andrei oltre.
25 sono i Comuni iscritti alla rete dei virtuosi, dicevamo, ma sono di più, di ogni dimensione e latitudine, i Comuni che aderiscono ai progetti della rete pur non facendone parte. In questi Comuni si è stati in grado, spendendo molte risorse in comunicazione e coinvolgimento, di far appassionare la popolazione a una nobile causa come quella della sostenibilità comunale. Mi chiedo perché non ci si possa riuscire qui, nella avanzata Brianza. Ognuno di questi casi lo dimostra, si tratta solo di avere voglia e costanza per portare avanti un progetto.
Noi siamo pronti ad iniziare e tu?

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15, maggio, 2009

Le dichiarazioni di Nava: svarione o fumo negli occhi?

I ministri Brambilla e Scajola con al centro il candidato alle presidenziali Daniele Nava

I ministri Brambilla e Scajola con al centro il candidato alle presidenziali Daniele Nava

La triste vicenda del tentato assalto delle trivelle al Parco del Curone ho tentato di spiegarla qui. Le dichiarazioni rese nelle ultime ore da Lupi e Nava sembrano in apparenza far rientrare l’allarme – e noi ci auguriamo che sia così -, tuttavia, resto convinto sia buona cosa proseguire con questa mobilitazione generale che, per una volta, pare aver risvegliato e aggregato le buone forze di un territorio. Questo è un bene, è una scossa energetica che può servire a farci dire cosa vogliamo diventino questi luoghi. Attualmente, un disegno futuro, un concetto di territorio, in questa Brianza, pare manchi: più che a pensare e produrre i nostri spazi siamo propensi a recepire le trasformazioni del reale, che vengono da lontano o da là dove le pressioni si generano.
Al di là della valorizzazione di questo movimento, credo ci siano almeno due buone ragioni per non sospendere lo stato di allarme. La prima è il vergognoso e arrogante centralismo di questo governo. Come ho scritto altrove: “ancora una volta, e ormai ogni giorno con meccanica ripetizione, il governo centrale, che nei comizi e negli slogan si fa paladino dell’indipendenza delle realtà locali, di un federalismo di sostanza e della sussidiarietà, in pratica compie scelte in favore del centralismo più sovietico, sopra la testa e in violazione dei diritti dei soggetti che operano sul territorio”. Ad aggravare questa situazione già paradossale sono arrivate negli scorsi giorni le motivazioni addotte dal Ministero per giustificare la mancanza di adeguata informazione nei confronti di Parco e Provincia, che non erano stati avvisati degli avanzamenti dell’iter burocratico riguardante il progetto. Il parco non è stato contattato poiché il suo nominativo si era cancellato dal computer ministeriale(!), la Provincia poiché il Ministero possedeva un numero di fax sbagliato(!). Capite che se questo è il livello delle giustificazioni l’allarme è quantomeno doveroso.
Che qualcosa di strano sotto sotto ci sia lo testimoniano i mesi trascorsi, il tergiversare, la riproposizione del progetto con un nome nuovo, l’avvallo implicito, silente ma chiaro del Ministero.
Da ultimo, la dichiarazione di Daniele Nava, candidato alla presidenza della Provincia di Lecco per il Popolo delle libertà apparse poche ore fa sulle pagine di Merateonline. Nella sua dichiarazione si legge: “L’iter di legge prevede che dopo una fase conoscitiva che include lo studio dei dati geografici del sottosuolo attraverso il reperimento e l’analisi dei pozzi perforati, si chieda il parere vincolante delle Amministrazioni Locali, del Parco del Curone e della Regione”. Parole che apparentemente sembrano mettere tutto nelle mani delle amministrazioni, ma che, ad una lettura non superficiale, lasciano spazio a qualche grande dubbio. Quel “dopo una fase conoscitiva che include lo studio dei dati geografici del sottosuolo attraverso il reperimento e l’analisi dei pozzi perforati” io lo traduco (come credo chiunque conosca bene le regole di questa lingua) in: dopo aver installato i primi pozzi “a scopo di ricerca” e verificate le effettive condizioni si sentirà il parere delle amministrazioni. Insomma, lo scempio avverrebbe in ogni caso, e non meno grave.
O non ci siamo capiti, o ancora una volta si getta fumo negli occhi, si prende tempo, si tergiversa, sperando di oltrepassare indenni la campagna elettorale e, magari, di avvallare tranquillamente in seguito i piani della Po Valley.
Parlar chiaro costa poco, specie se come Nava e Lupi si è tanto sicuri. Lo facciano.

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13, maggio, 2009

Il petrolio del Curone, la mia rabbia.

Riporto sotto il comunicato scritto per il Gruppo Valle della Nava che, ovviamente, si è  mobilitato contro una delle peggiori aggressioni al nostro territorio: un vero insulto, atto di arroganza e prevaricazione avvallato dal nostro becero governo, provvedimento che giunge dall’alto nel nome di pochi a detrimento dell’interesse di tutti, del bene comune. Le parole spese in seguito, non serve dirlo, sono sincere. Speriamo lo siano altrettanto quelle dei tanti politici e politicanti che si stanno buttando e si butteranno a capofitto sulla ghiotta occasione di fare di una battaglia ambientale un comodo leit motive elettorale. Esprime bene il dubbio Don Giorgio De Capitani, nella sua ultima riflessione.

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Visuale su Montevecchia e il Parco del Curone

Visuale su Montevecchia e il Parco del Curone

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Solo poche righe, per commentare l’ignobile notizia. Il ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola ha in questi giorni autorizzato le trivellazioni dell’impresa petrolifera australiana Po Valley entro i confini del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone. Dopo un primo allarme la scorsa estate, la notizia era solo apparentemente rientrata. Ora, ecco di nuovo tornare l’azienda australiana con un piano di investimenti di 20 milioni di euro il cui obiettivo è la ricerca ed estrazione di petrolio nel nostro territorio (tutte le info sul blog del comitato spontaneo che si è creato su iniziativa del vice sindaco di Cernusco Lombardone Giovanni Zardoni).
La notizia è gravissima, basti pensare a cosa è oggi il Parco del Curone, a quanti sforzi sono stati fatti dai volontari, dalle amministrazioni che lo hanno sostenuto, dalla cittadinanza, per godere dei suoi moltissimi pregi… Ma vi immaginate Montevecchia in mezzo alle trivelle?
Poche righe, dicevamo, non vorremmo aggiungere altre parole alle molte che, per fortuna, sono già state spese da istituzioni, forze politiche e giornali. Vogliamo solo esprimere il nostro pieno appoggio morale e materiale a tutti coloro che si muoveranno in questi giorni per intraprendere iniziative concrete volte ad osteggiare il paventato scempio ecologico. Al contempo, vorremmo dire ad ogni cittadino di mobilitarsi contro questa aggressione aderendo al comitato informale che si è creato.
Per una volta non servono altre parole, non serve esplicitare ulteriori motivazioni scientifiche, politiche, sentimentali che dimostrino che questo “via-libera” è un insulto, un’aggressione a questa nostra terra. Mobilitiamoci, mettiamo in fila i nostri nomi, esprimiamo il nostro dissenso, le nostre ragioni, il nostro sostegno al parco: unico scudo che ci rimane contro gli interessi della multinazionale e la scellerataggine del Ministero.
Occorre una presa di posizione trasversale che coinvolga ogni soggetto dotato di buon senso!
Diciamo anche noi no alle trivelle e sì al parco, vera perla della Brianza lecchese. Siamo stufi di vedere schiacciato l’interesse collettivo, il bene comune, quel che è di tutti, per gli appetiti di pochi, pochissimi.
Perché se per loro business is business, per noi life is life… e vorremmo vivercela fino in fondo questa vita, in un bel luogo, al meglio.

Gruppo Valle della Nava

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11, maggio, 2009

Sul caso, la necessità e tutto il resto.

C’è più di qualche spunto in questo discorso pronunciato da Steve Jobs all’Università di Stanford.

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