Archivio per giugno, 2009

30, giugno, 2009

Contenti loro

Contenti loro, io avrei preferito che eguali soldi, e se non soldi, sforzi, simili fatiche, fossero profusi da questa Regione “che lavora e funziona” verso progetti più utili e sostenibili. Investiamo ancora, ancora una volta, nelle autostrade, investiamo continuando a portare avanti l’idea di una Italietta anni ’60, quella del dopoguerra, della Tassoni, del Ginger e dei ghiaccioli, con l’auto sogno di tutti per tutti e la benzina che “un litro vale un chilo di insalata”. Non ci curiamo dei rimedi e dei modelli che son diventati vecchi, rassicuranti, sì, ma buoni a far niente. Non ce ne curiamo, non lo sappiamo forse, lo dimostra che in tanti non nascondono di essere favorevoli alle trivelle nel Parco del Curone, nel momento in cui servissero a prelevare un discreto(?) quantitativo di petrolio, lo dimostra che sempre troppo pochi si premurano di scoprire, raccontare, provare un’altra idea di sviluppo, di territorio, un’altra immagine, vendibile, perlomeno. E invece chissà quanti ettari di campagna verranno mangiati e resi improduttivi, chissà quante aree rese edificabili, quante attività agricole danneggiate, chissà quanti dei 43 Comuni tagliati a metà dalla super arteria vedranno ineluttabilmente compromessa la qualità di vita dei loro abitanti.
Mi chiedo ancora: chissà in quale anno, in quale mese e in quale giorno qualcuno si premurerà di riportare i pendolari sulle vie di ferro, o di tentarci significativamente, perlomeno, quando verrà allargata all’area metropolitana la rete delle metropolitane (e perché sennò si chiamano così?) milanesi, quando il raddoppio ferroviario della Milano-Lecco comincerà ad essere valorizzato..  ehm, considerato.
Non servono nuove strade, tantomeno nuovi pozzi, a risolvere il problema della mobilità in Brianza. Il livello di emergenza raggiunto, ormai divenuto cronico, quello che ci fa sembrare normale impiegare mezzora, alle sei di ogni sera, per percorrere cinque chilometri, questo stato di perenne limite, sarebbe più facilmente gestibile avendo chiare e curando le cause che ne stanno alla base: il sovrappopolamento del territorio e la cattiva abitudine alla mobilità privata-individuale.
Secondo una logica di buon senso, prima di profondersi con forze e quattrini nel progetto di una nuova enorme arteria stradale (o peggio in un progetto di più nuove ed enormi arterie stradali), bisognerebbe limitare al massimo l’espansione demografica d’area e la connessa crescita edilizia, incentivare concretamente la messa in atto di pratiche di buon senso e responsabilità, come quelle del car sharing & pooling, dell’utilizzo dei propri arti inferiori e dei mezzi di trasporto collettivi, razionalizzare vie, percorsi, mezzi esistenti.

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22, giugno, 2009

Partendo dall’ascolto

Lo ha detto Francesco: “consideriamo la giornata di oggi come la prima uscita ufficiale dell’assessor Sironi”. Tra me e me ho pensato: “Caro Alfio, c’è, ci sarà molto da fare”.
Sono bastate due veloci partecipazioni, in mattinata alla posa della segnaletica portata avanti dall’Associazione Sentieri e Cascine e nel pomeriggio al pic-nic organizzato dal Gruppo Valle della Nava, per raccogliere problemi, suggerimenti, spunti, tutti da analizzare e sviluppare.

A volte uno pensa a chissà cosa e, invece, invece basta davvero poco, basta ascoltare.

Questa mattina, come dicevo, sono stato con Jacopo a visionare l’egregio lavoro di segnalazione che i volontari di Sentieri e Cascine stanno portando avanti lungo i tracciati che si estendono sull’intera superficie comunale. Un lavoro importante, che da senso e sostanza a un’idea di territorio che in tanti, par di capire sempre di più, appoggiamo: diverse tra le nostre aree rurali hanno caratteristiche di bellezza e godibilità rare e per questo varrebbe la pena valorizzarle e proteggerle.
Di par mio, non mi stanco di ribadire, il modo migliore per realizzare ambo le azioni sarebbe ottenere l’ampliamento di uno dei parchi presenti al limitare del nostro Comune (Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone o Plis dei Colli Briantei, per dire). L’idea di formare una rete di sentieri riconosciuta, prima dell’isituzione di un parco, diverrebbe ancor più organica se pensata in ottica sovracomunale, come completamento di una rete sentieristica (ed ecologica) già presente nelle aree protette sopracitate. Attraverso una considerazione più ampia delle reti di sentieri esistenti si potrebbero creare itinerari della durata di un’intera giornata, sviluppando un’idea turistica decisamente più spendibile, meno estemporanea. Ricordo che attraverso i sentieri già presenti e praticabili è possibile scendere con il treno Milano-Lecco alla stazione di Carnate e percorrere, quasi esclusivamente su percorsi sterrati, la strada per Casatenovo e poi oltre sino ad arrivare al Parco del Curone. Esiste poi un progetto, ne avevamo già parlato qui, per collegare il Parco del Curone al Monte Barro. Derivate voi l’importanza di una simile occasione.
E’ bene che anche un Comune di certi peso ed estensione come Casatenovo muova un passo.

D’altro canto, la gita nel verde insieme ai volontari di Sentieri e Cascine è stata anche occasione per ritornare su alcune note dolenti: l’agricoltura intensiva (con i suoi problemi legati al drenaggio delle acque, all’inquinamento delle falde, ec), il mantenimento dei sentieri esistenti (molto spesso vittime di arature sconsiderate) e il motocross.
Mi fermerei un attimo su quest’ultima pratica che, se non regolata, è capace da sè di distruggere sentieri e habitat. Pare necessario individuare una via alternativa alle attuali norme di repressione (che per come congeniate sono d’impossibile applicazione). La prima idea che mi balena in testa è creare uno spazio apposito, legale, riconosciuto, dove predisporre una pista ad hoc per la pratica del motocross. Solo in questo modo si potrebbe esigere un totale rispetto del divieto di praticare questo sport al di fuori dei confini stabiliti. Tuttavia, non credo basti una misura del genere a risolvere il problema di una difficile convivenza tra natura e motori.
Ma è nodo che non dobbiamo sciogliere, qui, quest’oggi. Ci penseremo su.

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LAssociazione Sentieri e Cascine

alcuni volontari dell'Associazione Sentieri e Cascine

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Dallo splendido pic nic a piedi nudi nei prati con il Gruppo Valle della Nava ho, invece, avuto modo di raccogliere diversi spunti e preoccupazioni riguardo a temi quali l’acqua pubblica, la gestione dei rifiuti, la partecipazione. Insomma, tre temi fondamentali per un assessorato all’ambiente che si voglia fregiare di questo nome. Tre temi che parlano di futuro. Tre temi che parlano di una cosa sola: cultura.
Senza entrare nel merito di ogni singolo argomento – ci saranno spazio e tempo per farlo – dico solo che “coinvolgere” e “partecipare” a me sembrano i verbi chiave, i termini da cui tutto consegue.
Durante l’autunno vorrei creare un tavolo con le associazioni e i cittadini interessati sui molti e diversi temi che un’amministrazione può affrontare a livello ambientale. Uno per volta, affrontare ogni item partendo da un percorso di confronto e condivisione delle scelte insieme ad associazioni e cittadini interessati.

Solo creando coinvolgimento si creano spazi e motivi per partecipare e dire la propria, per credere in un progetto, per creare consenso attorno a buone idee e buone pratiche.
E’ una sfida che siamo pronti a giocare, partendo dall’ascolto.

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22, giugno, 2009

Erano partiti bene, erano..

Ero quasi meravigliato, a botta calda. Quando come un tonfo si era abbattuta in Brianza la notizia delle imminenti trivellazioni. Ero sorpreso, positivamente sorpreso, ingenuamente sorpreso, dalla coesione raggiunta in poco tempo dalle forze politiche tutte (o quasi): anche i leghisti si esprimevano decisi contro ogni ipotesi di perforazione o impianto da parte della petrolifera australiana Po Valley. Meno i pidiellini, coi loro pesanti silenzi.
Sappiamo, però, come vanno le cose a destra: autonomia zero, decide il partito centrale. Sì, proprio come ai tempi: centralismi degli avversi sovietici. Decide e decide per tutti, la destra berlusconiana e centralista, e decide anche per gli alleati, calando i suoi ordini dall’alto, sulla testa di tutti, nessuno escluso.
Così, ecco magicamente, dopo aver trionfato alle ultime elezioni, le dichiarazioni di Marta Casiraghi (vice sindaco leghista di Missaglia), che sostiene la trivellazione quale imperdibile opportunità per il territorio, o la dichiarazione del vice-ministro Castelli, meno sfacciata, ma dimentica di definire i termini in cui il parere degli enti locali verrà considerato alla luce dell’ormai prossimo quadro normativo. Dimenticanze strumentali, ovviamente.

ps. un plauso particolare lo dedico a merateonline e redazione tutta che su questo tema stanno facendo vera informazione, senza risparmiarsi.

20, giugno, 2009

Se il tempo regge

Posa segnaletica di domenica 14 giugno - vista dallalto

Posa segnaletica di domenica 14 giugno - vista dall'alto

Domani sarò alle ore 9 nei dintorni di Cascina Melli con l’Associazione Sentieri e Cascine per la posa dei cartelli che andranno a marcare tutta la rete sentieristica casatese. Un progetto dettagliato che, dopo anni di studio e incubazione, vedrà la luce lungo l’estate 2009, a cominciare dalla parte meridionale del paese.
Alle ore 12 sarò, invece, a Villa Greppi dove, lo ricordo a tutti, il Gruppo Valle della Nava ci invita ad un pic-nic sui prati attorno alla bella dimora storica. Un momento per stare insieme, all’aria aperta, aperti al confronto. Un incontro in cui iniziare a raccogliere idee per domani e dopodomani.

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19, giugno, 2009

Liberi fischi in libera piazza

libertà.espressione.lecco

Quello che è successo a Duccio Facchini, è fatto da non trascurare.
I rigurgiti di regime tornano e, a una prima impressione, tornano sempre di più. A tal proposito, Sabato 27 giugno, a Lecco, un libero, informale, gruppo di persone, che si è voluto senza fronzoli dire “movimento per la libertà di espressione”, si radunerà in piazza per esprimere solidarietà a Facchini e, andando oltre ogni caso particolare, riflettere su un problema che, ahinoi, è ancora attuale. Promuoviamo un messaggio chiaro che racconti dell’impossibilità di mettere in discussione diritti fondamentali, quali la libertà di espressione e informazione.
Chiunque si trovasse a passare di lì, chiunque condividesse il messaggio, o anche solo l’urgenza particolare, chiunque vorrà aggregarsi a noi, sarà benvenuto.
Vi aspettiamo.


Nota a margine, precisazione: non è certo e solo il nostalgico fascismo di La Russa o delle ronde nere che ci fa paura. Molto più inquietante, subdolo, potente, viscido e strisciante, corrosivo, è l’attacco che B., con i suoi schermi, prepara e avanza all’uomo medio. Dare voce a tutti, cosicché non se ne senta più alcuna. Nuove forme di fascismo occulte.


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