Archivio per luglio, 2009

31, luglio, 2009

Io ho qualche dubbio, la Lega un po’ meno.

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Per un po' almeno potremo godere ancora di questa vista.

Per un po' almeno potremo godere ancora di questa vista.


Più di qualcuno oggi mi ha scritto dicendo che dal tono utilizzato nel mio post a commento del ritiro dell’istanza di trivellazione da parte di Po Valley non traspariva nemmeno un po’ di felicità.
Vi rassicuro, non è così, solo ho qualche dubbio che ancora non mi fa stare tranquillo.
Dopo un lungo spavento, dopo un rischio vero, siate clementi: metto un attimo a riprendermi. Scusatemi, se provo a dire: calma, capiamo anche i motivi del ritiro dell’istanza, non andiamo sempre di pancia, a capofitto dietro ogni cosa, sennò finiamo come la Lega, che oggi, d’un tratto
(qui e qui, ad esempio), dopo aver tanto blaterato sulle questioni di strumentalizzazione, dice addirittura  che la battaglia l’han vinta loro, i leghisti, disconoscendo l’azione dei cittadini e di tutte le altre forze che si sono messe in moto alle spalle del comitato presieduto da Saccardi. Quanto meno un gesto di poca educazione e basso profilo politico.
Andiamoci piano, lo suggerisce e instilla il dubbio anche Claudio Brambilla, direttore di Merateonline, che ormai sembra
scrivere con la mia penna e rappresentare perfettamente il mio pensiero. “Secondo noi qualcosa non torna. Troppo repentino il dietro front. Oggi è giusto godere di questa vittoria. Ma i radar debbono restare in posizione. Se davvero c’è tanto petrolio, come sostiene Masterman, è più facile che sia lui ad avere accanto la politica, che le popolazioni locali. La politica, però, un favore lo può fare: informarsi a fondo e poi spiegarci le vere ragioni di questa rinuncia“.
Il sospiro di sollievo, la festa di questa sera: tutto giusto.
Ma non lasciamo che questo ritiro faccia di nuovo, come successe la scorsa estate – ricordate? -, spazio all’oblio. Ripensiamo al rischio corso, andiamo a fondo della vicenda, non interrompiamo un momento che è fertile per pensare davvero a cosa vogliamo da e per questo territorio. Impariamo una volta di più l’importanza dei luoghi, della loro frequentazione, valorizzazione e protezione.

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31, luglio, 2009

Coup de théâtre

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povalley-
Ieri sera sul sito del Ministero dello sviluppo economico è apparsa la notizia: Po Valley rinuncia in data 30 luglio 2009 a ricercare petrolio nel Parco del Curone.
Nemmeno il più pop e melenso tra i registi statunitensi avrebbe progettato un finale così: sull’orlo del misfatto, tra l’agitazione del territorio, fare uscire di scena il personaggio principale, le sue intenzioni, calare in maniera così brusca il sipario. Eppure.
Eppure non mi convince: un risultato del territorio, della mobilitazione civile? Nuove valutazioni di tipo economico o tecnico?
Mi trovo d’accordo con quanto dice Strina: mi piacerebbe saperne di più, capire cosa ha mosso la scelta, le ragioni profonde. Poi sarò più lieto e libero nel festeggiare uno spaventoso pericolo scampato. Scampato per ora.

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29, luglio, 2009

Il più grande impianto fotovoltaico del mondo, a Padova.

http://www.ilgazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20090724_fotovoltaico.jpg

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A settembre apriranno i cantieri di quello che sarà il più grande impianto fotovoltaico su tetto al mondo. L’impianto sorgerà presso l’Interporto di Padova e, stando alle stime, dovrebbe produrre ben 3MWp in più rispetto al diretto “concorrente” di Saragoza in Spagna.
L’accordo è stato siglato pochi giorni fa tra Interporto di Padova S.p.A. e Solon S.p.A, filiale italiana del Gruppo Solon Se di Berlino, che metterà a disposizione le coperture. L’impianto avrà una potenza complessiva di 15 MWp che consentiranno di produrre ben 17 milioni di Kilowattora all’anno, pari a circa il consumo medio di 5000 famiglie. La superficie occupata sarà di 250.000 metri quadri, coperti con oltre 67.500 moduli fotovoltaici.
Questa installazione consentirà di risparmiare 3200 tonnellate di petrolio e di conseguenza eviterà l’emissione di 9000 tonnellate di anidride carbonica in atmosfera.
Maggiori informazioni le trovate qui.

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29, luglio, 2009

Don Giorgio definito “terrorista” dal medico di Berlusconi


Durante l’ultima messa domenicale un fedele, giunto davanti a Don Giorgio De Capitani, parroco di Monte di Rovagnate, rifiuta l’ostia e a gran voce lo appella “terrorista!”.  Leggete qui. Si scopre qualche giorno dopo – ma è un dato accessorio – che si tratta del medico personale di Silvio Berlusconi, nome che ricorre spesso, quale esempio negativo, nelle prediche di Don Giorgio.
Conosco Don Giorgio da ormai qualche anno, l’ho visto prima sul pulpito, durante le omelie, poi l’ho conosciuto di persona. Lo seguo quotidianamente sul suo sito internet.
Direi proprio che non si tratta di terrorista. Si tratta di un uomo che manifesta le sue idee in modo chiaro e riconoscibile: il fatto che attacchi direttamente questo o quell’esempio negativo è, come scrivevo tempo fa, solo un indicare la luna. In molti non colgono, e proseguono a guardare il dito.
Esprimo solidarietà a Don Giorgio per quanto successo – quanto meno un fatto spiacevole – nei paraggi mi sembra tra i non molti che abbiano tentato e tentino di dire e costruire qualcosa di socialmente edificante, di dare un vero messaggio rivoluzionario, nello spirito delle letture di cui ogni domenica si fa portatore.
Facile dire ad alta voce “terrorista!” e poi scappare.
Piuttosto si confronti il signor Zangrillo, troverà una persona aperta e che – anche in modo radicale, certo – ama confrontarsi.

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27, luglio, 2009

Not so far

non ne possiamo più

non ne possiamo più

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Il piano casa contraddice le norme base del codice civile, della costituzione, il buon senso e ogni principio di pianificazione del territorio: è in arrivo il far west urbanistico.
Con semplicità e chiarezza ci spiega il perché Giorgio Majoli, sulle pagine di Vorrei.

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