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Avrei voluto titolare il post: “ma minchia.. non se ne può più..” e invece opto per un più morbido e nemmeno troppo finemente ironico “Indietro tutta”, di arboriana memoria. Eh sì, perché è quella la destinazione che stiamo perseguendo, viviamo in un paese che galoppa indietro, ormai a velocità imbarazzante, preoccupante, seriamente preoccupante.
Abbiamo già i nostri problemini locali, trivelle e sfruttatori australiani, ci mancava anche il ritorno al nucleare, sentivamo il bisogno di sentirci calpestati, noi, i nostri diritti, la nostra volontà già chiaramente espressa con un referendum ventidue anni orsono.
E’ stato ancora una volta Scajola, sempre Scajola, a presentare oggi, e pure con una certa soddisfazione, il ddl che fa fare all’Italia un balzo indietro di molti anni, che cancella la storia di crescita e maturazione di nuovi equilibri e sensibilità per fare largo a una folle spesa per approntare tecnologie inutili, quando non dannose.
Non sto a farla lunga, e concludo volentieri citando le poche e precise parole di Marco Monguzzi, dell’Associazione per i parchi del vimercatese, che commenta la decisione di oggi così: “Giornata buia per l’Italia. I dinosauri della casta politica, quel gruppo di mentecatti che ci governa, ha deciso di tornare alla tecnologia nucleare (anni ‘70). Per i prossimi 20 (venti) anni butteremo soldi pubblici per progettare e costruire centrali nucleari obsolete per la gioia di progettisti e costruttori, strano vero? Poi ci accorgeremo che il mondo è andato da un’altra parte e sarà troppo tardi”.
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