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Trovo piacevole e condivisibile la recensione che Antonio fa al libro di Pippo. Mi piace segnalare un passaggio in particolare, che forse non è il più attinente, ma che tocca un punto importante, e dice qualcosa che non si sente dire in giro o almeno che io non sento da un po’: “Fra le pagine di “Nostalgia del futuro” torna almeno un paio di volte una questione che mi sta molto a cuore come cittadino e come padre: quella degli esempi, dell’esemplarità. Citando Vittorio Foa «Sono un po’ scettico sul linguaggio dei valori che sento in giro, ossia dell’esaltazione dei valori: vorrei vedere degli esempi perché è dagli esempi che può nascere qualcosa», o riportando tutto al ruolo della politica «Denuncia e coraggio, questo deve essere il primato della politica. Quello che conta, che fa la differenza. E la proposta è credibile, se è credibile chi la fa. E se si mette in gioco, se non conosce il conveniente, se non assume soltanto il dovere di esserci, ma è lì per fare qualcosa».
Io non so a quanti altri la politica sarebbe meno indigesta se davvero si preoccupasse – in maniera esemplare – di affrontare i “nostri” problemi (e risolverli), per conto mio mi starebbe molto più simpatica”.
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