Il crocifisso in classe, ma anche no.

4, Novembre, 2009


Torna oggi la polemica, abbastanza logora, sul crocifisso in classe.
Dal punto di vista antropologico, sono cauto – non ho maturato una posizione precisa -, certo è il fatto che, almeno per quanto concerne il diritto, quella sul crocifisso, è una querelle senza ragion d’essere.

Il crocifisso, infatti, fu reso obbligatorio quando il fascismo dispose che quella cattolica era la religione dello Stato, quando cioè dei regi decreti diedero una base giuridica a quest’abitudine; già nel dopoguerra, però, la Costituzione sancì l’eguaglianza delle religioni di fronte alla legge,  poi ribadita dalla revisione del Concordato. Correva l’anno 1984.

L’Italia da allora è uno stato perfettamente laico – dovrebbe esserlo – e ogni simbolo religioso quindi dovrebbe avere medesimi diritti.

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6 Risposte a “Il crocifisso in classe, ma anche no.”

  1. elena Dice:

    già, appunto.
    Io sarei per esporli tutti, uno accanto all’altro:la croce, la stella di davide, lo Yin e Yang, la mezzaluna,la Ruota del Dharma …
    sarebbe una dimostrazione di apertura mentale e un bel modo per insegnare le religioni ai bambini.
    ma di questi tempi…

  2. Vincenzo Dice:

    Trovi gente decisamente meno cauta di te… Un “amico” di un mio amico scrive infatti:

    XXX ti ha invitato a iscriverti al gruppo “salviamo il crocefisso” di Facebook. XXX dice: “NON LA DEVONO AVERE VINTA I BASTARDI NEGRI MUSULMANI, CANCRO DELLA SOCIETà !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”.

    Tempo fa scrivevi qualcosa a proposito della madre degli imbecilli…

    PS: bisognerebbe spiegare a quel poveretto di XXX (nome di fantasia, non mi piace dare dell’imbecille a gente che non conosco neppure lontanamente) che tutto è cominciato da una “più che bianchissima” signora italiana -origini nordiche, razza decisamente più “pura” della media italica- che a chiamarla mussulmana probabilmente se la pure prende male e ti fa causa.

  3. Vincenzo Dice:

    PPS: nel caso non si capisse, il mio precedente PS era venato di un sottile sarcasmo.

    Solo per evitare fraintendimenti, vista l’aria che tira

  4. alfio Dice:

    Di tutto questo non ho capito una cosa… hai un profilo in facebook?

  5. Vincenzo Dice:

    Tempo fa lo avevo (metà 2008), poi ho letto un articoletto sul Guardian (http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/14/facebook) e me ne sono andato… Francamente mi ero pure rotto di perdere tempo!

    Non che sia stato facile cancellarsi: se volete qui ci stanno utili consigli: http://www.wikihow.com/Permanently-Delete-a-Facebook-Account (non ricordo se avevo fatto proprio così ma più o meno ci siamo).

    Se state ancora su facebook e non lo avete capito è un invito ad andarsene! A meno che la pensate come XXX…

  6. spazioalmaso Dice:

    Ritengo che sia assolutamente demenziale da parte nostra voler smarrire (volontariamente) le nostre radici che, volenti o nolenti, conserviamo. Infatti, quasi tutti gli italiani hanno radici cristiane sia che ora siano praticanti o meno. Io mi ritengo ateo ma per nulla al mondo rinnegherei le mie radici cattoliche e il mio insegnamento improntato sugli insegnamenti del cristianesimo. Insegnamenti che vanno in direzione opposta alla limitazione di libertà. Insegnamenti come l’uguaglianza fra gli uomini, l’amore verso il prossimo, sono insegnamenti che dovremmo insegnare a qualunque persona, qualsiasi sia la sua fede!E dunque non comprendo il senno di questa sentenza, e non capisco come si possa decidere di rinunciare a quelle che sono le nostre radici. Le radici, ricordiamolo, non le possiamo rinnegare perchP indicano ciò che siamo stati!

    Tommaso


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