
Se ne era già parlato nel mese di luglio, quando la Consulta per il Servizio Civile aveva approvato, pur con parere contrario di regioni ed enti locali, una legge delega per definire un Testo Unico a revisione dell’attuale normativa che regola il servizio civile (L. 64/01), disegno di legge poi approvato dal Consiglio dei ministri il 3 settembre scorso. Quel che aveva destato perplessità in entrambi i passaggi era il nuovo impianto proposto, teso a rimettere tutti gli aspetti di gestione, distribuzione e ripartizione del Fondo e dei progetti di servizio civile nelle mani degli uffici ministeriali, senza tenere in minimo conto la programmazione territoriale e le esigenze degli enti locali.
In poche parole, la scelta dei progetti da finanziare, secondo il nuovo disegno proposto, dovrebbe passare interamente nelle mani di uffici centrali a cui spetterebbe il diritto esclusivo di selezione dei progetti sulla base dei contenuti, senza tenere conto delle caratteristiche e delle esigenze locali.
Per finire, oggi, leggo sul bollettino Anci (ottobre 2009, pag. 33), che ci si dirige verso il taglio totale del fondo nazionale per il servizio civile, taglio che lascerebbe alle Regioni l’onere di finanziare tutti i progetti che afferiscono all’ambito locale. Per la sola Lombardia parliamo di 800 Comuni e più di 1700 progetti ogni anno.
Se quanto riportato dall’Anci fosse corretto e l’iter parlamentare desse ragione e conferma al nuovo impianto normativo il taglio per il servizio civile sarebbe quantificabile, nella sola nostra regione, per circa 10 milioni di euro annui. Che, tradotto, significherebbe immani difficoltà per avviare tutti i progetti di servizio messi in programma.
Un altro “passo avanti”, insomma, verso il tanto sbandierato federalismo: la scelta dei progetti, in barba a quel che accade sul territorio, diverrebbe centralizzata e la spesa per realizzarli, come sempre più spesso accade, accollata a Regioni ed enti locali.
-
Tags: L.64/01, modifiche servizio civile, opportunità ambientali, servizio civile
6, Novembre, 2009 a 4:12 pm
Via l’ICI, via l’IRAP…. Via anche il culo di questo passo…. Quante belle manovre per apparire belli. Se si tolgono le tasse si tolgono conseguentemente anche i servizi!!!!!! Ma questo lo vogliamo capire????