Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo (Mohandas Karamchand Gandhi)
Se passate per Casatenovo una di queste sere, fate un salto in via Foscolo (fraz. Rogoredo), vedrete la prima via del paese interamente illuminata a led. Qui, Rodolfo, spiega motivi e tempi dell’intervento. Si tratta, in sintesi, di un passo concreto verso una maggiore sostenibilità ambientale ed economica.
Era inevitabile che qualche ignobile s’approfittasse della situazione d’emergenza e confusione che regna attorno al Lambro. Ecco una segnalazione giunta all’ente parco nel pomeriggio di oggi.
Non ci sono parole per qualificare il gesto e, cosa ben più grave, non riesco nemmeno a sentirmi sorpreso.
I love Radio Rock. Primo appuntamento del cineforum casatese. Il titolo potrebbe essere già una recensione che basta a se stessa.
Effettivamente un bel film, veloce, caricaturale, colorato e con una colonna sonora, inevitabilmente, coinvolgente. Unica cosa ad avermi lasciato un poco perplesso: il finale, che ci racconta di come, infondo, da quella stagione, il ’68, il rock sia uscito vincitore. O almeno, il senso che ho colto io è quello lì. Yeah, il rock ce l’ha fatta! Sono morte le radio pirata, ma il sogno rock è sopravvissuto.
Bah, mi chiedo francamente se, guardandoci attorno, qui, ora, si possa affermare che il rock sia sopravvissuto.
A parere di chi scrive, no. Se le quantità di “rock” che passa oggi una radio sono ben superiori ai trenta minuti concessi dalla BBC nel 1966, certo è che lo spirito di rivolta, l’elemento di rottura, ce lo siamo giocati, tutto o quasi.
Il rock, per me, era quella cosa lì. Una sfida al potere. E oggi, non raccontiamocela, è altro.
Se l’argomento vi stuzzica, vi invito a (ri)leggere ulteriori considerazioni su arte e potere.