Archivio per marzo, 2011

31, marzo, 2011

Nuovo inizio

Nell’epoca del 3.0 anche un blog ha la necessità di adeguarsi. E allora ecco che con qualche piccola modifica ho scelto di rendere questo spazio più vicino a una pagina di facebook che a un sito: più veloce, più informale e spero, come per il celebre social network, più semplice da utilizzare e frequentare.
Per voi che siete dall’altra parte cambia poco. Scompaiono alcune vecchie consuetudini, stilistiche più che altro, rimane il contenuto, che spero con questa modalità possa essere aggiornato più di frequente. Per me si semplifica di molto la procedura per postare quattro righe.
E’ un esperimento. E dice molto di dove stiamo andando: semplici e veloci, al costo di perdere qualcosa.
Il resto, gli archivi, rimangono, sempre consultabili e facilmente raggiungibili. I nuovi post avranno d’ora in poi l’aspetto di questo e saranno comunque e sempre raggiungibili attraverso tag e categorie. Buon proseguimento.

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28, marzo, 2011

Blues globale

L’unico buon motivo per passare dal Globo il sabato pomeriggio, ce lo dà Cava. In un inconsueto – ma davvero – scenario, una delle migliori formazioni blues della zona. Se siete proprio in astinenza da blues potreste tentare l’impresa.

26, marzo, 2011

Passeggiando 2011

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Anche quest’anno torna ‘Passeggiando’. Abbiamo preparato otto eventi per tutti i gusti. Tutto quel che dovevo dirvi al riguardo, l’ho detto qui. Il resto ce lo racconteremo strada facendo. Mi raccomando, non mancate.

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26, marzo, 2011

Totò e la guerra

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Questa scena è sorprendente, rivista oggi. Intanto vi invito a leggere le ultime di Spinoza.it sulla questione libica. I ragazzi, almeno loro, sono in forma (certo che con il nostro governo hanno vita facile).

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20, marzo, 2011

La guerra libica in tre righe

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Che squallore, come nel gioco dell’oca si ripassa sempre dagli stessi punti. Guerra come stampella di un sistema economico che non si regge più.
L’economia occidentale è in crisi, allora, dai, facciamo i paladini della giustizia e facciamo la guerra, portiamo la democrazia! Con i missili. (Dettagli).

Mal che vada diamo una mano al Pil, agli armatori, all’industria bellica, all’industria della ricostruzione. Facciamo bene a noi e a… noi. Che magari poi, ci scappa, e  prendiamo anche possesso diretto del petrolio e del gas libici.

Francesi e inglesi, guardali, quanta fretta di mettere le mani sul bottino. I russi no, i russi dicono che è stato tutto troppo frettoloso. E certo, mica perché sono pensatori laterali, solo che meno gas dalla Libia significa più gas dalla Russia, che diventerebbe quasi monopolista. Sai che storia, pensa Putin.
Salvare il mondo dalle fauci dell’economia senza briglie, prima che il capitalismo senza vie di fuga si mangi noi. Questa sarà la vera mission impossible (sociale e politica) di domani e domani l’altro.

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