Il risultato di ieri ci dice poche e chiare cose: la prima – anche banale – è che la crisi economica si fa sentire forte sul gradimento elettorale della coalizione dominante, qualunque essa sia. La sconfitta di Zapatero parla chiaro. La seconda: c’è un effettivo e tangibile desiderio di cambiamento rispetto all’attuale classe dirigente, qualsiasi essa sia. Se questo bisogno prima era più che altro millantato, ora, acuito da maggior fragilità delle condizioni economiche e sociali, è un fatto. A dimostrarlo, il successo della ‘nuova Lega’ di Grillo, la schiacciante vittoria di DeMagistris a Napoli e in parte anche quella di Pisapia. Per capire la reale temperatura del paese abbiamo un termometro a portata di mano: il referendum del 12 – 13 giugno, come ricorda con lucida sintesi Cabras su MegaChip.
Il vento cambia anche in Europa
Lo stop della Germania al programma per il nucleare civile segna un sensibile cambiamento nell’equilibrio della discussione attorno al futuro energetico dell’Unione Europea.
Intanto, qualcuno spieghi a Veronesi che la decisione della Germania di abbandonare l’atomo risale all’inizio del 2005 e non è stata che ribadita in questi giorni dopo una serie di ripensamenti dello scorso anno (peraltro riguardanti solo la data di spegnimento dei reattori e non la prosecuzione del programma nucleare stesso). I dubbi sullo spegnimento dei reattori nacquero proprio da uno dei principali difetti di questa tecnologia: l’imprevedibilità nella generazione di nuovi costi. I calcoli preventivi al riguardo in questi anni si sono rivelati errati nella maggior parte dei casi. Così anche in Germania, dove i prospetti economici degli installatori avevano previsto di poter accumulare, al 2020, la quantità di quattrini necessari al processo di decommissioning. Quota di smantellamento che, oggi lo si capisce, al 2020 ancora non ci sarà.
Una risata vi seppellirà
Giuliano Pisapia, Luigi De Magistris, Rosalba Colombo & many more. Vale la pena ricordare le parole di Silvio Berlusconi di due settimane fà: “Le elezioni del 15 e 16 maggio sono elezioni amministrative, ma dobbiamo vincerle non solo per portare il buon governo nei comuni e nelle province, ma anche e soprattutto per confermare e rafforzare il nostro governo sul piano nazionale”.
Ah ah ah ah ah ah.
Miti d’infanzia
Qualcuno dei miei miti d’infanzia resta e non crolla, meno male: dopo Red Ronnie devo ancora riprendermi…
Sempre meno laureati
Vi invito a leggere l’articolo qui sopra perché mette in crisi uno degli assunti consolidatisi negli anni nel nostro credo sociale. Il famoso abbandono dei lavori manuali e l’ambizione generale alla laurea sono un trend già superato che non risponde al vero. La crisi economica (che colpisce, in particolare, i giovani neo-laureati) e il cambiamento dell’approccio alla e nella scuola (ovvero lo scadimento del rendimento scolastico da parte dei nuovi alunni, ma pure delle richieste avanzate dai docenti) stanno conducendo ad un inversione di tendenza significativa che i numeri tracciano in modo abbastanza marcata dal 2002 ad oggi.




