Archivio per giugno, 2011

28, giugno, 2011

Antimodernisti

Sono solidale con i cittadini della Val di Susa e con la loro pacifica dimostrazione di attaccamento a un luogo. Lo sono per ragioni culturali, che in questo paese ovviamente vengono perennemente ridicolizzate dalle necessità della cultura del fare. I risultati dello svilimento dei valori a guida dell’azione politica e sociale sono sotto gli occhi di tutti.
Così non vorrei sentir parlare di facinorosi, riottosi, pulciosi dei centri sociali, come da tempo fanno molti media e molti esponenti politici anche di quel partito perennemente alla ricerca di se stesso che è il Pd. Parlano di “sindrome Nimby” (non nel mio giardino, traducendo l’acronimo inglese) e lo fanno a sproposito. Si parla di Nimby in letteratura quando ci sono gruppi che a prescindere – per ragioni aprioristiche – si oppongono senza se e senza ma alla realizzazione di un’opera. In Val di Susa siamo di fronte a una realtà composta da un’opposizione popolare vasta, molto ben informata, in grado di contestare punto per punto l’opera che si vorrebbe costruire, mettendone in discussione i presupposti.
Pochi dei fautori della Tav hanno purtroppo accettato di confrontarsi con i Comitati No Tav veri, preferendo quelli immaginari (antagonisti, egoisti e via calunniando). Così sappiamo poco delle reali motivazioni della Lione-Torino, che pare sempre più un progetto virtuale, nato sull’onda di considerazioni – l’esplosione dei commerci est-ovest, l’integrazione economica europea verso l’area ex sovietica, una fase di grande espansione produttiva – che anno dopo anno perdono la loro debole consistenza.
Ci sono molte domande a cui sarebbe necessario dare risposte. Quali e quante merci che attualmente corrono su gomma verrebbero spostate su ferro? E’ davvero necessaria per movimentare quella quantità di merci una linea nuova? Come mai il costo di realizzazione al chilometro dell’alta velocità ferroviaria in Italia è più alto rispetto a quelli delle altre valli alpine d’Europa? I costi umani, ambientali, paesistici valgono davvero la pena solo per arrivare venti minuti prima a Digione?
Io ho cercato risposte ufficiali, e quindi attendibili, a queste domande. In rete c’è un sito con alcuni materiali buoni per uno che ha una laurea in geologia o in pianificazione del territorio. Per una nuova linea di interesse internazionale sarebbe necessaria un’opera di divulgazione seria e accessibile che chiarisse le risposte a queste domande. Invece, c’è la solita politica di palazzo che puzza di ambiguo, che non dice, che nasconde sotto la burocrazia e che se stuzzicata risponde con il menefreghismo e con il manganello.
Le esigenze di una società diversa, lontana dalle logiche delle grandi opere e del progresso materiale senza motivi, mi pare che negli ultimi tempi si sia manifestata con ampiezza, ma probabilmente gli interessi son più forti e rendono sordi.
Dico no al ‘no’ senza ragionamento, ma son stanco di osservare un paese avallare opere, strutture, piani e azioni, in ossequio a una qualche remota ragione economica che poi nei fatti si traduce perennemente nello scadimento dei livelli di qualità di vita.

«Fino a qualche tempo fa i conservatori erano quelli che volevano conservare lo status quo. Ma improvvisamente lo status quo è entrato in movimento e scorre come un tapis roulant verso la modernità. Così anche i conservatori si muovono con esso. E i moderni veri sono costretti a essere antimodernisti». Milan Kundera

22, giugno, 2011

Mentre i partiti spendono, la scuola affonda

Nonostante i chiari segnali di rottura provenienti dalla cittadinanza mediante gli ultimi esiti elettorali e referendari, il mondo della politica continua a non dare segni di ravvedimento. Un’inchiesta, pubblicata sabato 18 giugno sul Corriere a cura di Sergio Rizzo, ne è una prova eloquente, a cominciare dalla constatazione che l’importo del contributo di finanziamento pubblico dei partiti in Italia (costo medio di 3,38 euro pro capite per ogni italiano) è quasi il triplo di quello di altri Paesi occidentali (Francia 1,25, Germania 1,61, Usa 0,12). Quello che sorprende e offende non è il costo della politica in sé, ma il costo dei privilegi che i politici continuano a mantenere anche in tempi di crisi come quelli che sta vivendo l’Italia.
Scorrendo le cifre sui vitalizi e i rimborsi vari non si può non fare un raffronto con i costi dell’istruzione: dal 1999 al 2008 i generosissimi ‘rimborsi elettorali’, come si chiama ipocriticamente il finanziamento pubblico, riconosciuti per legge ai partiti politici sono cresciuti del 1.110%, mentre gli stipendi pubblici aumentavano del 42%. Tremonti lo scorso anno aveva provato a tagliare del 50% quei rimborsi; il taglio è stato ridimensionato dalla Casta prima al 20%, poi al 10%.
Scorrendo i dati che annualmente l’Istat pubblica sulle spese delle Amministrazioni pubbliche, si può rilevare che nello stesso periodo 1999-2008 i costi dell’istruzione hanno avuto ben altro andamento. Infatti i costi per l’istruzione (dell’Amministrazione centrale e di quelle periferiche) che nel 1999 erano stati complessivamente pari a 52.453 milioni di euro, nel 2008 hanno toccato i 70.067 milioni, con un incremento del 33,6%. Un aumento pressoché fisiologico, se si considera l’inflazione, ben lontano da quello dei rimborsi ai partiti. Non solo: l’incidenza della spesa per l’istruzione sulla spesa pubblica totale è scesa nello stesso periodo dal 9,7% del 1999 al 9% del 2008.
Dopo il 2008 al personale della scuola, a causa della crisi, sono stati bloccati i contratti e gli aumenti di stipendio con effetti quasi permanenti sulla carriera economica degli insegnanti. La manovra finanziaria di un anno fa ha previsto anche la riduzione del 10% degli stipendi dei dirigenti pubblici e quella analoga dei parlamentari. Sembrava una scelta nella direzione di una maggiore equità. Peccato che la casta abbia surrettiziamente inserito una franchigia: per i primi 90 mila euro di reddito (cioè fino a circa 7 mila euro al mese di stipendio), nessuna riduzione. Ecco che quel 10% di taglio è sparito per chi guadagna fino a quella non indifferente somma, e si è ridotto all’1%, fino massimo al 5-6% per chi guadagna molto di più (una riduzione del 10% l’avrebbe chi guadagnasse oltre un milione di euro l’anno).

20, giugno, 2011

Alberi

Vi invito a recuperare questa intervista realizzata da Serena Dandini a José Saramago. In quell’occasione il premio nobel per la letteratura si commosse ricordando il nonno, che prima di morire andò ad abbracciare i suoi alberi. Quella, dice, è la persona più sapiente che abbia mai conosciuto.

19, giugno, 2011

Todo cambia

Recitava così la canzone di Mercedes Sosa colonna sonora di Habemus papam, ultimo film di Nanni Moretti. E forse non poteva trovare collocazione temporale migliore per salire alla ribalta delle scene italiane e internazionali.
Che nell’ultimo periodo, infatti, si registrino continui, piccoli e grandi, fratture e segni di discontinuità verso l’ordine di cose imperante è un dato di fatto, fatto concreto la cui figura si può comporre collezionando risultati e dati numerici dell’ultimo periodo. A tal proposito, avete notato come non si è placata la protesta degli indigandos spagnoli che oggi hanno segnato un altro record di presenze in piazza? Credo abbia ragione Castells quando nella sua analisi apparsa qualche giorno fa su Internazionale dice: ‘quelli che minimizzano i wikiaccampamenti non ne capiscono ancora la portata’. Se ne accorgeranno.

17, giugno, 2011

La lambrata

Si terrà questa domenica, 19 giugno 2011, “La Lambrata”, la camminata non competitiva con cui il Parco Regionale della Valle del Lambro inaugura domenica la pista ciclopedonale lungo il fiume. Si parte alle 9 dalla cascina San Fedele nel Parco di Monza, per percorrere un tratto di 15 chilometri immerso nel verde, che unisce la basilica di Agliate al parco di Monza. Primi segni visibili del master plan dei sentieri elaborato da Lanzani e Novak e presentato nell’ottobre 2009. Sempre sulla scorta di quel master plan è in via di ultimazione anche il tratto di pista che da Agliate sale a Erba. Con il prossimo anno avremo la possibilità di salire dal parco di Monza fino ai laghi di Alserio e Pusiano a piedi o in bicicletta rimanendo nel verde.
Con questo evento per la prima volta il Parco posiziona una segnaletica lungo i propri sentieri. Si tratta di cartelloni di promozione turistica e di cartelli segnavia che permettono (finalmente) di orientarsi, avere indicazioni sui chilometraggi, le difficoltà dei tratti, i punti di pregio ambientale e architettonico. Contestualmente, segnalo che è stato istituito un sito (www.leviedelparco.it) che, oltre alle classiche informazioni e alla possibilità di stampare le mappe dei sentieri che interessano, permette anche di scaricare le tracce sui navigatori gps.
Ci si può iscrivere sul posto prima della partenza. L’iscrizione è di 10 euro per gli adulti e di 5 euro per i bambini.

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