Archivio per dicembre, 2011

19, dicembre, 2011

Regalate il calendario del Parco dei Colli Briantei!

Se per Natale non sapete che regalo, se non avete ancora uno splendido segnagiorni per il 2012, fate un salto nei punti vendita indicati sul sito del Comune di Casatenovo per acquistare il Calendario del Parco dei Colli Briantei, ricco di immagini naturalistiche scattate nel territorio del parco dalle sapienti mani di Luca Fantoni, Danilo Porta e Alberto Canobbio. Fotografi naturalisti di eccellenza, ve ne renderete presto conto.
Per il suo acquisto il Parco chiede un’offerta di 5€, cinque euro che andranno interamente reinvestite nelle attività di salvaguardia, ripristino e valorizzazione dell’ente.
Un parco che, lo ricordo, nasce dal basso, dalle amministrazioni comunali e dalle associazioni di volontariato e promozione culturale che lo partecipano, un parco leggero che non allarga il problema dei costi della politica perché a dirigerlo ci sono consiglieri o sindaci dei comuni aderenti, un parco che nasce con l’idea di fare cose concrete a servizio del territorio.
Insomma, il Parco – a cui il nostro comune aderirà a breve – chiede una mano per farsi conoscere e promuovere le sue attività, vi invito a passare nei negozi, dare un’occhiata al calendario, e valutare se dargliela.

19, dicembre, 2011

Serve un nuovo quadro normativo

Alla serata di Galbiate della scorsa settimana il Comitato per l’acqua pubblica e i beni comuni di Lecco ha fatto richiesta a Sindaci dei comuni lecchesi di prendere posizione affinché le normative regionali, falcidiate da referendum e sentenze, vengano riviste tenendo conto delle indicazioni comunitarie (Direttiva Blokestein) e quindi della possibilità di scegliere una gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato senza ostacoli. Qualche Comune ha già proceduto.
Il tema emerso dalla serata – su cui c’era concordanza tra parte dei sindaci presenti  e il comitato – è che nelle attuali condizioni in cui il panorama normativo è frammentario e lacunoso è forse il caso di mantenere in vita l’attuale situazione (leggi Idrolario) in attesa di una nuova legge che dia precise indicazioni e positicipare quindi il passaggio ad Azienda speciale previsto dalla legge regionale. A Cremona i sindaci hanno scelto di rischiare e di non costituire l’Azienda speciale voluta dall’attuale normativa lombarda.
Il commissariamento citato nell’articolo che dovrebbe seguire a un’eventuale mancata istituzione dell’Azienda speciale, e che, fosse così, riguarderebbe la quasi totalità delle realtà italiane, sembra del tutto simile a quello agitato da Regione Lombardia per l’iter dei Pgt, iter il cui termine è stato costantemente rimandato nel tempo.
La situazione di Idrolario, società pubblica che gestisce oggi il servizio idrico per conto dei comuni, è (dal punto di vista normativo) precaria, ma lo è anche quella dell’ipotetica Azienda speciale che si vorrebbe creare e che eleggerebbe un organo direttivo che fa capo alle Province o che, se commissariata, vedrebbe quale commissario speciale il presidente della Provincia stesso, Province che con le nuove disposizioni targate Monti verranno soppresse.

19, dicembre, 2011

Riaprire la scuola

Voglio riaprire la scuola ai docenti giovani ed evitare di bloccare una generazione di neolaureati che oggi non ha alcuna possibilità di ottenere una cattedra“. Lo ha detto il neo-ministro Profumo negli scorsi giorni. Un intento ambizioso stando alle cifre, quanto condivisibile nel suo contenuto. Scrutiamo vigili l’orizzonte.

17, dicembre, 2011

Sintomi globali

“Siete a passeggio, in centro, il sabato pomeriggio, in mezzo a un sacco di gente. Improvvisamente vedete quattro persone (non di più: quattro) mettersi a correre all’impazzata gridando di terrore. In una frazione di secondo vi trovate a dover decidere tra queste due possibilità: sono quattro pazzi o sono quattro persone che hanno visto qualcosa che voi non avete visto: una casa che sta crollando sulla vostra testa, o un pazzo che impugna un mitra e sta per sparare. Se optate per la prima, continuate la vostra passeggiata scuotendo la testa. Se scegliete la seconda, iniziate a correre e a gridare. Mentre state pensando a tutto questo, altri umani, più veloci di voi, hanno già deciso e stanno già correndo. I quattro sono diventati magari venti. Il vostro cervello lavora e giustamente inizia a inclinare per la fuga. E’ sorprendente come in una circostanza simile ciò che fanno in quattro, o in venti, conti più di quello che non fanno gli altri mille. Ma è così. Prima o poi, c’è da giurarlo, vi metterete a strillare e a correre anche voi. Influenzando, a vostra volta, altri umani ancora più irresoluti di voi. Se in quel momento qualcuno vi fermasse e vi chiedesse ‘cosa sta succedendo?’, voi, in realtà, non sapreste esattamente cosa rispondere. Probabilmente direste: stanno fuggendo tutti”.

Così Alessandro Baricco introduceva il fenomeno della globalizzazione nel suo libricino Next, saggio sulla globalizzazione e il mondo che verrà. Oggi in classe tenteremo di rispondere a quella domanda lì: perché in tanti urlano e corrono? Proveremo a indagare le cause di un fenomeno di cui per solito si registrano facilmente i sintomi: Mc Donald’s, la Coca Cola, i reality show, i non luoghi. Provando a trarne qualche indicazione generale. Senza eccessiva ambizione, ma senza partire battuti.
Non so esattamente cosa mi spinga a dirvelo. Forse, nel momento del suo esilio dalla scuola italiana, farvi sapere quanto bella e utile possa essere questa materia. Forse è un invito a provarci anche voi. A qualche anno dal G8 di Genova, dalle Torri Gemelle: tornare a pensarci. O forse è solo un suggerimento di lettura, un po’ vecchiotto ma ancora molto valido.
Buona giornata :)

12, dicembre, 2011

Croazia nell’Unione Europea

Paesi dell'Unione - bisognerà ridisegnare le carte

Mentre la Croazia conclude le trattative e diventerà il 28° paese dell’Unione Europea, il Montenegro le apre e la Corte di Giustizia Internazionale si pronuncia sulla possibilità di ingresso della Macedonia nella Nato, Macedonia che a suo tempo aveva avuto qualche problema per via del nome (contestato in terra greca). Una geografia d’Europa che cambia rapidamente e guarda sempre più a est, con tanti problemi d’integrazione e una crisi finanziaria senza soluzione. Un’identità, anche politica, da trovare.

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