Pendolarismi

Questa storia qui, me l’ha raccontata Silvia. Lo dico perché, altrimenti, io, una storia così, non sarei mai riuscito a scriverla. Anzi, prima: a pensarla. Incominciamo…
Silvia deve usare i mezzi pubblici, per spostarsi, in Brianza. La premessa fa capire che stiamo parlando di una faccenda parecchio complicata di suo. Abita, diciamo, in un piccolo comune  ad oriente e deve andare fino alle propaggini occidentali della Brianza. Una corsa verso il West, e verso l’oro: verso la frontiera, un po’ meno mitica, in questo caso, del suo lavoro. Allora lei, Silvia, cosa fa? Sa che i mezzi son quel che sono e si sveglia presto, fa una frugale colazione, va in stazione con un congruo anticipo. Alla stazione di Paderno-Robbiate -  giusto per  fare i nomi – non c’è la biglietteria. E va be’. Silvia lo sa e tira dritta verso il tabacchino vicino alla stazione che, dato che non c’è la biglietteria, dovrebbe venderli lui, i biglietti. Alle cinque e trenta del mattino aveva già consultato il sito, Silvia,  per sapere cosa dirgli, arrivata lì, davanti al muso ombroso del tabacchino. Ok, per Saronno: ma il tabaccaio, di Paderno, che cosa ne sa, cosa gli può dire di Saronno: ‘Quello dell’amaretto?’  al massimo. E infatti: il tabaccaio limitrofo alla stazione di Paderno, e Robbiate, non lo sa dov’è Saronno o comunque, anche se lo sa, non sa i chilometri che ci vogliono e quindi non può vendere il biglietto a Silvia, che lui, i biglietti, ce li ha solo in fasce chilometriche. E la distanza non la sa, tra lì e il West, che poi è Saronno.
Allora Silvia, che è una volenterosa, e che la aspettano al lavoro, laggiù, infondo al West, dice tra sé e sé: be’ dai, torno a casa, che compro il biglietto sul sito, di Trenitalia. Torna, sfila la posta dalla cassetta, infila la chiave, la gira, accende il pc, beve un bicchiere d’acqua del rubinetto e intanto tenta di comprarlo, un biglietto. Tenta. Sì, perché il sito gli dice solo un codice PNR, e gli dice anche che, così, per comodità,  con quel codice lì può stampare un biglietto alla macchinetta self service, in stazione. E Silvia giustamente, tra sé, si interroga vivacemente: pirla-di-un-sito se ci fosse stata, la macchinetta, la usavo per fare il biglietto, no? Cretino!
Sta di fatto che con un PNR, che, quel giorno lì, diventa il suo inaspettato cavallo verso il West, Silvia arriva a Milano. Arriva con solo la ricevuta del biglietto e, ovviamente, con solo-la-ricevuta non può prendere il treno per Saronno perché ai tornelli, quelli rotanti, i controllori delle ferrovie Nord gli dicono: mi faccia vedere il biglietto. Loro ti chiedono un biglietto e tu gli fai vedere il PNR. Vagli a spiegare che ti sei alzato alle cinque, che sei andato in stazione ma era tutto rotto, e un pirla che non sapeva dove sta Saronno, e che sei tornata, e il sito, e… E loro ti guardano da sotto il cappello come si guarda l’italiano medio – chessò, il comandante Schettino – che accampa scuse per non fare un cappero di biglietto da tre euro. E allora, allora tu cosa fai? Fai il brillante, giustamente, al contrario loro, ti distingui, fai un passo indietro e cerchi, ancora, disperatamente, di fartelo, un biglietto. Valido. Però, ecco, le macchinette della stazione di Porta Garibaldi dicono “servizio al momento non disponibile”. E in biglietteria c’è una coda della madonna. E tu pensi al West e pensi al treno in partenza per il West e che là non solo c’è qualcuno che ti aspetta e si preoccupa, quello è il meno, il più è che quello là ti paga e si incazza, anche, se tu ritardi. Non c’è PNR che tenga. Così, niente, ti metti in coda, che dico, non è che hai scelta. E infatti Silvia batte il piede, sbuffetta, si agita, ma fa la coda come si addice ad un cittadino civile, civile nonostante le macchinette e i controllori di Trenitalia, voglio dire: un quasi eroe. Fa la coda e tutto il resto e   nel frattanto perde tre treni, tre treni per il West. Alla fine i soldatini in divisa blu delle Nord gli fanno fare un altro biglietto, che con il PNR, di Trenitalia, loro, dicono,  non ci possono fare niente. Superati i tornelli rotanti – rotanti se c’hai il biglietto, che se no altrimenti non rotano – Silvia si siede sul sedile di un treno. Un treno per il West. Che accumula 15 minuti, e la fa arrivare in ritardo.
Il morale della fiaba è che nella vita di un brianzolo ci  vogliono dieci euro per percorrere 60km in poco più di 2 ore e mezza. Quello di Silvia, di morale, ça va sans dire, è nero tempesta d’estate, ma noi la ringraziamo, che, senza di lei, questa storia qui non l’avremmo raccontata, mai. A pensarla noi, dico, nessuno sarebbe stato così cervellotico.

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One thought on “Pendolarismi

  1. storie come questa sono ordinarie,lo straordinario è che se anche solleciti ( rompi ) chi di dovere,nessuno muove un dito per cambiare lo stato delle cose…………..immagine,immagine, il resto può attendere le prossime elezioni dove il problema principale è l’alta velocità.

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