Ieri sera mi è capitato – sottolineo, mi è capitato – di vedere Il cuore grande delle ragazze, ultimo di Pupi Avati; regista di film che per solito non disprezzo. Di quest’ultima pellicola, voglio dirvi, non ho mica capito bene cosa ci volesse significare. O forse è così e punto: non voleva significarci niente, e sono io che mi ostino a consegnare ai film un ruolo che non è il loro.
Il fatto vero è che oltre a non capire bene cosa volesse dirmi, non ho capito nemmeno bene cosa volesse raccontarci: il maschilismo di una società fascista e buttera? la difficile complessità dei sentimenti umani? Non so, non ho capito e ultimamente penso che, quando succede, non sia tutta colpa mia, questo mio non capire.
Poi, insomma, voi direte, diavolo, anche te, vai a vedere un film il cui protagonista è Cremonini – no, non un altro, proprio lui, quello dei Lunapop – diamine, te le cerchi. Se me lo diceste, o se lo state pensando in questo istante, be’, c’avreste anche un po’ ragione, a dirmelo, o a pensarlo, temo.


