E’ un posto strano, questa Irlanda che vago. La dolcezza della terra, di queste campagne, verdi di boschi e ruscelli, la gente che ci abita. Gli irlandesi son dolci, si, sembran di latte e zucchero: cordiali, affabili, premurosi, non esagero mica. E poi invece, certi giorni, ti prendono alle spalle questi cieli e questo mare gelidi, pallidi e oscuri tutti in una volta, sei li davanti e pensi ai velieri di tre secoli fa, a Lord Nelson, a pesci spaventosi e lontanissimi, vengon nodi in gola e nostalgia di non si sa bene cosa, ma viene.
Quando sei in mezzo alla campagna qui su sembra terra senza fine, che l’acqua del mare neanche si immagina; quando stai in riva all’Atlantico sembra navigazione senza porto possibile, paure di naufragi.
