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Lo dicevo giusto qualche giorno fa: tornati dalle vacanze bisogna per forza dimenticare.
Le insidie sono lì, all’angolo, che attendono, incuranti della nostra abbronzatura calante.
Per chi non l’avesse ancora letto, ci ha pensato Roberto Fumagalli, coordinatore del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, che segue da tempo con grande scrupolo le vicende legate al servizio idrico e che, quest’oggi, ci ha inviato (qui) il testo dell’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del D.L. 112/2008, così come modificato dalla Legge di conversione n. 133/2008.
L’articolo riguarda le modalità di affidamento dei servizi pubblici, tra cui l’acqua.
Come potete leggere, al comma 2 si prevede che “il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene [...] mediante procedure competitive ad evidenza pubblica..“, vale a dire la privatizzazione di tutti i servizi pubblici!
Al comma 3 si prevede, con deroga “condizionata“, che “l’affidamento può avvenire nel rispetto dei principi della disciplina comunitaria“; tra questi principi sembrerebbe consentito l’affidamento “in house”.
Contro l’effetto privatizzazione della nuova Legge, ora la questione è anche battersi affinché il servizio idrico sia definito non di rilevanza economica, ma di interesse generale.
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