Archivio per la categoria ‘Alimentazione’

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Mojoli: l’agricoltura brianzola ha bisogno di fare “rete” e di un nuovo riconoscimento sociale

28, Agosto, 2008

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Domenica 7 settembre, dalle 11 del mattino fino a sera, si svolgerà a Villa Greppi un mercatino degli agricoltori locali, organizzato per il terzo anno consecutivo da Slow Food, al fine di promuovere l’agricoltura brianzola e i suoi prodotti. Circa venti aziende presenzieranno portando nel parco della villa, salumi, formaggi, vini e birre, verdura, frutta, conserve e confetture, altri prodotti trasformati: il meglio delle produzioni nostrane, orientate da una logica di qualità e sostenibilità.

Abbiamo colto l’occasione per fare qualche domanda a Giacomo Mojoli, portavoce nazionale di Slow Food, chiedendogli quale idea ci sia alla base di questa iniziativa e come vede la situazione della agricoltura brianzola.

Molto interessante, soprattutto l’idea che Mojoli esprime riguardo ai giovani in agricoltura: gli incentivi economici non sono la priorità, prima viene una nuova idea di agricoltura, che sappia attribuire alla scelta di una professione nel settore primario anche valori culturali, etici, esistenziali. E’ una cosa che penso da quando ricerco nel settore e mi trova molto vicino.

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Giacomo Mojoli - Portavoce nazionale di SlowFood

Giacomo Mojoli - Portavoce nazionale di SlowFood

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Una mela al giorno

1, Giugno, 2008

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Una mela al giorno toglie il medico di torno, si diceva una volta… ma oggi è ancora così, ne siamo proprio sicuri?

Secondo “Pesticidi nel piatto 2008” indagine a cura di Legambiente presentata di recente presso “Terra Futura” a Firenze, è proprio la mela uno dei prodotti più contaminati dai moderni fitofarmaci: solo il 38,8% della produzione nazionale ne è ancora esente, mentre il 26% dei campioni analizzati presenta più di un principio attivo rilevato, il 34,1% contiene più di un residuo e il 3,6% fa riscontrare valori fuori dalle già tolleranti soglie previste dalla legge vigente in materia di sicurezza alimentare. In generale il 47,4% della frutta è contaminata da una o più sostanze. Altro dato piuttosto interessante è anche la presenza di fitofarmaci in prodotti derivati quali l’olio e il vino, spesso connessi al “made in italy”. Presenza che riafferma una mia vecchia convinzione: è illusorio credere che lavando una mela o una pera prima di addentarle si eviti di ingerire i principi attivi di fitofarmaci e concimi di sintesi; i frutti, ahinoi, assorbono e bioaccumulano veleni.

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La catastrofe alimentare mondiale

17, Aprile, 2008

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Di seguito riporto un articolo che pur non esauriente ci da un flash riguardo a uno dei problemi (reali e non fittizi) che andrebbero oggi affrontati sul piano transazionale. Ci troviamo qui davanti a problemi complessi e di non facile inquadramento come il grande affare dei bio-carburanti, la necessità di una redistribuzione delle derrate alimentari, l’ipotesi di attuare una seconda rivoluzione verde (aiuto!). Ragioniamoci sopra..

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Menzogne alimentari e altri derivati

13, Gennaio, 2008

 

Martedì 22 gennaio, ore 21, presso la sala conferenze della Banca popolare di Sondrio in Via Amendola/C.so Martiri a Lecco, Il Gruppo di acquisto solidale “La Comunità della Sporta” ed il Centro Khorakhané invitano la cittadinanza ed i consumatori alla presentazione dell’ultimo libro di Paolo Conti (scrittore e giornalista de Il Sole 24ore) “La leggenda del buon cibo italiano” sottotitolo inquietante “raramente quello che mangiamo è davvero ciò che sembra”

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La strega di Biancaneve non fabbrica solo mele

9, Gennaio, 2008

Sto dando un’occhiata in questi giorni all’ultimo libro di Gino Girolomoni “Maccheroni, acqua e farina”, un libro sostanzialmente composto di ricette, intramezzate da considerazioni piuttosto inquietanti sul mondo dell’agricoltura e dell’alimentazione. Ne riporterò qualche brano nei prossimi giorni.
Oggi ci occupiamo della preparazione delle carni e degli aromi “naturali”, con riflessioni che sfumano all’intera nostra condizione presente.

Un uomo è quello che mangia, ma anche i sogni che si porta nel cuore, suole cantare Luigi Grechi nella sua “Pastore di Nuvole”: bè, i buoni sogni già da tempo li ritroviamo per lo più ridotti all’auto di lusso, alla vacanza a Sharm o all’ultima cazzabubbola disponibile sul mercato, ma ora modernità e “progresso” pare ci vogliano negare anche l’ultimo dei vanti italici, il buon cibo.
La questione del cibo non è una questione secondaria se pensiamo che ci sostentiamo e costruiamo con esso, non credo nemmeno sia una velleità, ancor più quando mi accorgo che una dieta semplice e migliore sarebbe per noi anche più economica. Siamo sempre lì, a quel “profitto” che ammazza ogni etica, figuriamoci la secondaria e discendente etica alimentare!
Questo libro di Girolomoni fa una panoramica spiacevole, da non credere, sull’industria agro-alimentare contemporanea. Personalmente, non mi sono stupito più del previsto, ho sempre avuto riscontri simili da mio padre, che ha lavorato per quarant’anni in una  celeberrima agro-alimentare della zona. Alla fine di queste pagine il messaggio che emerge è un generale: “tenete gli occhi aperti!” che va ben al di là dei soli pranzi e cene.

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