Archivio per la categoria ‘Attualità’

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Cacciamoli! (..quelli delle libertà, dico)

5, Ottobre, 2008

Con tutti i problemi che ci affliggono a me pare addirittura assurdo dover tornare su un tema come quello della caccia. Si legge oggi sulle pagine di Repubblica: “Doppiette senza freni. Si comincerà a sparare ad agosto, quando ancora il periodo della riproduzione non si è concluso, e si finirà a fine febbraio, colpendo i migratori protetti dall’Europa. Nel mirino finiranno peppole, fringuelli, corvi e cormorani, tutte specie tutelate dalla direttiva 409 di Bruxelles. E i cacciatori non saranno più vincolati al territorio di residenza, come è previsto dalla legge attuale per evitare una pressione squilibrata sul territorio e sulla fauna, ma per 15 - 30 giorni all’anno potranno concentrarsi a loro piacimento, magari nella zona di passaggio dei migratori. E’ questo il profilo della nuova legge sulla caccia proposta dal Pdl: una controriforma organica che spazza via la legge quadro 157/92”.

Dicevo, assurdo: assurdo perché il numero dei cacciatori cala di anno in anno e aumentano le realtà abolizioniste e quelle che promuovono altri e migliori usi del territorio. Una scelta che manifesta e conferma - se mai ce ne fosse bisogno - lo stile bieco, la linea politica idiota, di questa maggioranza, che a quanto pare ignora gli sforzi fatti dal mondo scientifico per porre freno alla grave perdita di biodiversità che contraddistingue questo momento storico, come gli sforzi fatti dalle alte sfere europee (Direttiva Uccelli” n.79/409/Cee).


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Su un recente articolo di Stuart Pimm si legge: “Al momento attuale l’uomo minaccia l’esistenza almeno del 10% delle piante, dei mammiferi, degli uccelli e di altre specie conosciute, che, probabilmente, si estingueranno entro pochi decenni. Le specie meno conosciute non se la caveranno meglio. Una perdita del 10%, media calcolata nell’arco dei prossimi decenni, indica che assisteremo alla scomparsa di decine di migliaia di specie, molte delle quali non hanno un nome. Perfino per quelle che lo hanno, non saremo in grado di indicare il momento in cui si estingueranno. Sono come “morti viventi”, specie destinate a morire perché i loro habitat sono diventati troppo piccoli. I tassi di estinzione attuali procedono a ritmi cento volte superiori a quelli naturali preistorici. Per il futuro, il tasso di estinzione subirà una probabile accelerazione di oltre mille volte maggiore rispetto a quella naturale preistorica, dal momento che la deforestazione delle aree tropicali distrugge anche gli ultimi rifugi di molte specie”.

Personalmente non ho mai espresso posizioni rigide contro i cacciatori: spesso sono gli unici (o quasi) fruitori delle nostre campagne e dei nostri boschi, sono buoni conoscitori e manutentori degli spazi verdi antropizzati; mi pare però intollerabile ignorare la situazione che ci coinvolge tutti e che gli studiosi non esitano a definire come la più grande estinzione di massa di tutti i tempi.

La caccia può essere un modo ammissibile di fruire il territorio solo se rispetta i limiti di salvaguardia e, a priori, i paletti del buon senso.

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L’SOS di “Ammazzateci Tutti”

2, Ottobre, 2008

‘Lettera aperta a chi ci vuole bene’

Cari italiani, care italiane,

quando abbiamo deciso di fondare Ammazzateci Tutti, in quel lembo di terra meravigliosa e disgraziata che si chiama Calabria, abbiamo cercato di concentrare le poche, pochissime risorse disponibili e le tante, tantissime speranze, di tutta quella gente che non ce la faceva più a vivere “incellophanata dall’omertà e, soprattutto, dalla paura.
Per essere davvero liberi non ci siamo mai voluti legare a nessun carrrozzone, né politico né imprenditoriale. Solo con il tempo abbiamo capito che è stata una scelta coraggiosa, una sfida più grande di noi, che ha certamente appesantito - non di poco - le già tante preoccupazioni che avevamo comunque messo in conto.


Pensate, invece, come sarebbe stato fin troppo conveniente e facile per noi sceglierci uno o più “Mecenate”, anche i meno peggiori e, nel portare silenziosamente acqua al loro mulino, ottenerne laute ricompense in termini economico-logistici (apertura sedi, pubbliche relazioni con gente che conta, produzione di gadget, pianificazione di campagne pubblicitarie,  ecc..).


Ma abbiamo fatto la scelta di essere come gli straccioni di Valmy, abbiamo scelto di combattere contro mostri pieni di soldi e di potere, anche indicandoli con nome e cognome, a nostro rischio e pericolo, facendo ogni giorno la nostra parte anche se rimanevamo e rimaniamo sempre più ai margini dello studio, delle professioni, delle assunzioni, dei diritti di cittadini, mentre chi ha  certamente meno titoli ma più amici nelle stanze del potere riesce a laurearsi, ottiene consulenze, incarichi, sponsorizzazioni. E il loro “esercito” diventa ogni giorno più potente ed incontrastabile, mentre il nostro fa i salti mortali per riuscire a sopravvivere e sostenere anche l’azione di magistrati ed uomini delle forze dell’ordine coraggiosi che si trovano finanche nella situazione di dover pagare loro la benzina delle auto di servizio o i toner nelle fotocopiatrici di caserme, commissariati e Procure.

Adesso bisogna ragionare seriamente sul ruolo e l’incisività che Ammazzateci Tutti può rappresentare in Italia oggi e domani, se e quanto valga la pena continuare.
E lo facciamo iniziando a fare i cosiddetti “conti”: se in termini di consenso e sensibilizzazione il bilancio è in segno positivo ed in netta ascesa costante (partendo dalla Calabria oggi siamo in più di 8.000 ragazzi e ragazze in tutta Italia, dalla Lombardia, alla Sicilia, al Lazio, al Veneto, alla Puglia, al Piemonte, alla Campania), non possiamo dire altrettanto in termini di spese vive sostenute per mantenere aperta la baracca.


L’idea di portare sul web e nei territori le nostre rivendicazioni, la nostra voglia di gridare al mondo intero che l’Italia non è solo mafia, che non è colpa nostra se emergono sempre e solo i nostri peggiori concittadini, ci hanno portato a scommettere (e rischiare) sulla nostra stessa pelle il prezzo dell’impegno che ci siamo assunti tre anni fa di fronte a tutti gli italiani onesti.
E come se non bastassero le querele, le preoccupazioni, le intimidazioni implicite ed esplicite alle quali siamo ormai abituati, adesso ci troviamo nella situazione in cui - lo diciamo chiaramente - non possiamo più permetterci il “lusso” di continuare con le nostre attività sui territori e quelle telematiche.


Partiamo dal nostro sito internet, generosamente ospitato gratuitamente sin dalla nascita su un piccolo server di una azienda calabrese alla quale abbiamo procurato, con la nostra presenza, solo e soltanto danni e preoccupazioni.

Ci hanno defacciato il sito per decine di volte, siamo stati vittime di ben 5 attacchi informatici, dei quali due violentissimi (che hanno costretto l’azienda a buttare il server ed acquistarne uno nuovo)  ed ora, proprio ieri, veniamo a sapere che, sempre a causa nostra, alcuni pirati informatici sono riusciti a violare nuovamente il server trasformandolo questa volta in uno “zombie” (così si definisce in gergo tecnico) atto a frodare migliaia di persone in tutto il mondo mediante phishing su conti bancari esteri. Per capire meglio la gravità della situazione basti pensare che siamo stati contattati direttamente dai responsabili della sicurezza informatica di due importanti istituti bancari in Australia ed il Belgio, i quali hanno anche tenuto ad informarci delle responsabilità penali di fronte alla legge nostre e dell’azienda che ci ospita.


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Quantificare ora il danno economico e quello eventualmente penale, ci porta inevitabilmente a stabilire che la nostra esistenza dovrà essere indipendente da ogni preoccupazione futura e, quindi, essere disposti anche a trarne le estreme conseguenze: partendo dalla chiusura di Ammazzatecitutti.org e degli spazi di comunicazione ad esso collegati (forum, ecc..).


A questi conti che non tornano dobbiamo aggiungere diverse migliaia di euro di debiti contratti (anche personalmente) nell’organizzazione delle nostre iniziative (sostenute solo parzialmente dalle poche Istituzioni alle quali ci siamo rivolti).
Senza contare il fatto che ormai i nostri ragazzi stanno devolvendo interamente alla causa le loro paghette settimanali in ricariche telefoniche e fotocopie.


Per questo ci appelliamo a tutti voi, chiedendovi un piccolo grande gesto di solidarietà; diventate  nostri ‘azionisti’, almeno noi cercheremo di non fare la fine di Parmalat e Alitalia.

Non parliamo di milioni, a conti fatti basterebbero 30 mila euro per farci riprendere fiato e metterci in condizione di fissare obiettivi di medio-lungo termine.


Lo facciamo stabilendo una data simbolica: il 16 ottobre prossimo, terzo anniversario dell’omicidio Fortugno e quindi della nostra “nascita”. Se entro questa data non dovessimo riuscire a sanare ogni passivo saremo costretti a staccarci la spina da soli, archiviando prematuramente questa bellissima esperienza. Con la morte nel cuore.

Dobbiamo dimostrarci persone serie, soprattutto con chi ci guarda da sempre con ammirazione, stima ed aspettative che non meritiamo, perché, come dice spesso Monsignor Giancarlo Bregantini, “non basta sperare, bisogna saper organizzare la speranza” ed evidentemente noi abbiamo fallito, non riuscendo ad organizzare degnamente le speranze di tutti noi, di tutti voi.

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Aldo Pecora
Rosanna Scopelliti

Coordinamento nazionale ‘Ammazzateci Tutti’

www.ammazzatecitutti.org

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Considerazioni a margine del caso-Daniel

18, Settembre, 2008

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La storia di Daniel ha sollevato come succede sempre in questi casi un sacco di polemiche e di ipocrisia. Tanto rumore per una vicenda che, infondo, ripropone una realtà quasi abituale, la brutalità della normalità, l’essenza diffusa nell’aria delle classi di lavoro più disagiate.

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Travaglio sull’incontro tra Berlusconi e Putin

20, Aprile, 2008

Mentre i migliori analisti ed editorialisti del bigoncio continuano a spacciare la favola del Berlusconi “trasformato”, dello “statista che vuol passare alla Storia” con la “rivoluzione liberale” senza ricadere negli “errori del passato”, lui riparte esattamente da dov’era partito nel 1994 (la rissa con Bossi per il ministero dell’Interno è un pezzo di repertorio di 14 anni fa) e da dov’era arrivato nel 2006. In attesa di trasferirsi a Napoli per risolvere da par suo l’emergenza rifiuti, ieri e l’altroieri il Cainano era in una della sue ville, la numero sette, quella in Costa Smeralda, con l’amico Putin.

Per sottolineare la gravità della crisi mondiale, ma anche per evidenziare la dura posizione che assumerà il nuovo governo italiano sulle continue violazioni dei diritti umani in Russia, il futuro presidente del Consiglio si è portato dietro la compagnia del Bagaglino. Una ventina di elementi aviotrasportati dal Salone Margherita a Villa Certosa, fra cabarettisti e ballerine, hanno intrattenuto i due statisti – provvidenzialmente sprovvisti delle rispettive consorti - fino a notte fonda. Senza dimenticare una cantatina con Mariano Apicella, peraltro in fase calante. Nei ritagli di tempo, fra una gag, un balletto e un karaoke, s’è parlato anche di Alitalia, che un mese fa lo Statista voleva regalare ai figli e ad Air One (già pronto il nuovo marchio: Pier One), salvo ripiegare due giorni fa su Air France-Klm (“ne parlerò con l’amico Sarkò”) e ieri su Aeroflot.

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Don Giorgio - sugli “scartati”

20, Aprile, 2008

Nelle prime due letture di questa domenica c’è un verbo che, a pensarci bene, ci mette in crisi, e mette in crisi tutta la struttura della società, Chiesa compresa. Ed è il verbo “scartare”. Gli Atti degli Apostoli, il primo libro del Nuovo Testamento che nell’elenco troviamo dopo i quattro Vangeli, fanno un po’ la storia delle prime comunità cristiane, con le difficoltà incontrate, gli ostacoli e le persecuzioni da parte degli ebrei e dei pagani. È un libro prezioso perché fa capire anche le prime crisi all’interno della stessa comunità cristiana. Non è che lo Spirito santo, disceso il giorno di Pentecoste, avesse risolto tutti i problemi spianando la strada al cammino del cristianesimo. È ancora oggi diffusa la persuasione che lo Spirito santo faccia tutto lui, e che basta invocarlo perché il mondo si apra alla Parola di Dio.

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Petizione per il ritiro del Progetto di Legge n. 226/2008

17, Aprile, 2008

In questo periodo, dopo l’emendamento ammazzaparchi, stiamo constatando che il cosiddetto “modello lombardo” continua a minacciare la qualità della vita dei cittadini; tra le sue varie implicazioni, c’è infatti quella di prevedere la svendita del territorio per permettere operazioni in project financing (es. pedemontana, grandi infrastrutture ecc).

E’ assolutamente importante far prendere coscienza ai cittadini dei meccanismi più meno nascosti che portano alla distruzione del territorio. Il progetto di legge sulle grandi infrastrutture approvato dalla Giunta regionale lombarda il 3 aprile 2007, che non a caso dovrebbe tornare in aula dopo le elezioni, è un esempio assai significativo di come la regione si comporta. In pratica con l’art. 10 di questa proposta di legge si permette ai finanziatori di grandi infrastrutture di recuperare più velocemente gli investimenti grazie a nuove edificazioni (centri commerciali ecc.), nei dintorni delle opere finanziate. In questo modo i cittadini si troveranno invasi non solo dalla cementificazione dovuta alle grandi infrastrutture, ma anche da quella legata alle “ricompense” per gli investitori.

Per vedere l’art. 10 ed il commento esplicativo contenuto nel progetto di legge clicca qui (a pagina 7 del documento PDF il commento).

Non siamo contrari agli investimenti per partito preso: siamo sicuramente contrari a investimenti che di fatto sono irrazionali e sprecano preziose risorse che potrebbero essere meglio impiegate. In altre parole ci sembra folle spendere soldi pubblici per fare autostrade quando il petrolio sta per finire e quando inoltre la riduzione delle emissioni dovrebbe essere un obiettivo primario. Ci sembra folle spendere cifre assurde per l’EXPO quando con minori investimenti potremmo fare colossali opere per la riqualificazione energetica degli edifici cosa che porterebbe anche immediati vantaggi sia per gli utenti che per la bilancia dei pagamenti dell’Italia..

Forse la spiegazione sta nel fatto che con le grandi opere si possono seguire iter speciali che spesso bypassano le normali procedure (commissari straordinari ecc.) e richiedono grandi investitori, mentre con gli interventi ad esempio per il risparmio energetico i progetti sono decisamente più frammentati e passibili di controllo democratico.

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Per sottoscrivere la petizione clicca qui.

Invitiamo caldamente a far circolare questa petizione. Grazie.

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Rete Lilliput - Associazione parchi del vimercatese - Comitato No Expo - Ass. La Rondine Oltrepo Pavese - Amici di Beppe Grillo di Pavia - Italia Nostra Sezione di Pavia - Sindaco di Cassinetta di Lugagnano - Coordinamento Nord Sud del Mondo - Comitato beni comuni zona 8 - Amici di Beppe Grillo di Milano - Associazione GAM - Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardi - Associazione Gruppo Valle della Nava

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Al via “Naturalmente, Brianza”..

10, Aprile, 2008

Con grande ritardo, di corsa, senza troppa esperienza, con molte lacune!, tuttavia con una discreta soddisfazione, vi presento finalmente il programma di “Naturalmente, Brianza. Dalla Valle della Nava alla Dorsale Verde. Mostre, escursioni, laboratori e incontri tra presente e futuro del nostro territorio” la manifestazione di cui sentite parlare ormai da qualche tempo. Molto di più e di meglio poteva essere fatto, sia chiaro, ci sono punti nel programma lacunosi, si poteva pensare ad includere alcuni argomenti fondamentali rimasti per diverse ragioni esclusi. Personalmente, ho molto sofferto l’aver dovuto portare avanti un discorso molto veloce, chiuso e compatto, esigenza dettata dal lavorare piuttosto rapidamente con un numero contenuto di persone. Primo proposito per il vicino futuro e per l’anno a venire sarà proprio quello di innescare la miccia per tempo e cercare di comporre un lavoro più organico e partecipato. Prima di lasciarvi alla lettura del programma, esprimo il mio personale desiderio: spero di vedere un pubblico anche non numeroso ma aperto, non solo composto di appassionati, ambientalisti o tecnici. Riporto di seguito la presentazione che apparirà anche sul sito dell’Associazione Gruppo Valle della Nava. Se non riuscirò a far pervenire a tutti un avviso personale, ovvio l’invito ad ognuno di voi cari colleghi. Ditemi che ne pensate, accettiamo suggerimenti e integrazioni, anche in corsa.

Siamo agli sgoccioli, mancano ormai pochi giorni a “Naturalmente Brianza. Dalla Valle della Nava alla Dorsale Verde” la quattro giorni ambientalista che si terrà il 24-25-26-27 aprile presso Villa Greppi di Monticello. Il programma è ricco di conferenze, escursioni, mostre, proiezioni di filmati e diaporama, le cui tematiche di fondo saranno comuni: la conoscenza della natura e dei nostri luoghi, l’ambiente nelle sue accezioni più ampie, le più scottanti tematiche urbanistiche, la connessione tra identità e luoghi abitati, declinati come detto nelle modalità più varie. L’evento sarà guidato e gestito da 8 associazioni provenienti dalle Provincie di Monza Brianza e Lecco, provincie che insieme ai comuni di Casatenovo, Missaglia e Monticello e al Consorzio Brianteo patrocinano l’iniziativa.

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Petizione per salvaguardare le aree protette

12, Febbraio, 2008

 

A dicembre, lo ricorderete in molti, Eddyburg con una campagna stampa e una raccolta firme era riuscito a ottenere il ritiro temporaneo della proposta presentata dall’assessore Boni, che voleva modificare la L. 12/2005 consentendo, tra le altre cose, maggiori volumetrie edificabili all’interno delle aree protette lombarde. Boni in quell’occasione non esitò a specificare che: “nessun documento è stato ritirato, semplicemente l’iter riprenderà a gennaio, in quanto le Commissioni sono ora impegnate ad esaminare bilancio e manovra finanziaria 2008.

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Patologie 3.0

11, Febbraio, 2008

Il male come guasto del sentire, la percezione deforme o forse limpidissima, tanto limpida da capire che siamo. Decidere di non affrontarsi, lasciarci e, tristemente, ritrovarsi. Avvertire il desiderio di sentire, soffrire sentendo cosa non si è più. Cosa si vorrebbe essere (sperando di raggiungerlo con la sofferenza). Il male nuovo, intimo, tale da confondere il sintomo con la causa, l’oggetto con la cura. Quel male è inafferrabile, e fa dubitare della lunghezza, del senso e del piacere: pone interrogativi e, quel ch’è peggio, li risolve con risposte definitive. Fa dubitare di ogni centimetro di pelle, delle proprie braccia e della propria casa; non si può distruggere si deve accettare. Quel male non riempie, svuota. Quel male è il vuoto, non esiste; siamo noi.

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Pedemontana: alcune domande

9, Febbraio, 2008

 

Martedì 5 febbraio è stata presentata a Milano, presso l’auditorium del Sole 24 ore, la “Pedemontana”; le autorità non hanno esitato a definirla panacea di ogni male viabilistico, ma questa affermazione, scontata in quel contesto, merita una riflessione.
La nostra terra sembra ormai avviata a essere una sorta di laboratorio della distruzione creativa e del capitalismo post-bellico, proseguendo di questo passo, in un lasso di tempo relativamente breve, la Brianza vedrà svelare sulla propria pelle la soluzione del modello della crescita. La Pedemontana è la punta dell’iceberg, l’emblema di questa logica; è una domanda che chiede dove il modello attuale possa giungere, nell’illusione generale.

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