Archivio per la categoria ‘Casatenovo’

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Giliola Sironi su: Casatenovo, le prossime amministrative, la crisi delle Politica

10, Ottobre, 2008


Riporto l’intervista a Giliola Sironi uscita oggi sulla pagine di casateonline. Molti sono gli spunti interessanti.

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Nel nostro giro di interviste e pareri in vista delle amministrative 2009 non poteva mancare una delle voci più influenti della politica casatese: Giliola Sironi.

Attualmente lontana dalle scene politiche, Sironi nelle prossime righe dice la sua sulla corsa verso le prossime amministrative, fa una analisi delle cause dell’attuale crisi della politica, dà il suo parere su alcuni dei grandi temi casatesi, si chiama fuori dalla corsa per le prossime elezioni, anche se. . . .

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Giliola Sironi

Giliola Sironi

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Giliola, come vede la situazione in vista delle prossime elezioni?

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“Non vedo grande fermento. Innanzitutto, bisognerà  attendere le decisioni dell’opposizione, sappiamo che se si unissero Pdl e Lega, optando per un candidato unico, avrebbero elevate chances di vittoria. Marta Casiraghi, in virtù del suo passato e della reputazione di cui gode, mi pare una rappresentate credibile e spendibile anche a Casatenovo. Allo stesso modo, Ambrogio Cantù, consigliere comunale della DC alla fine degli anni “60″, poi capogruppo del PSI fino all’80, potrebbe essere un nome credibile e capace di aggregare e convogliare su di se un buon numero di voti. Per quanto riguarda Antonio Colombo, credo proprio che arrivati a questo punto si ricandiderà . Certo per vincere serviranno dei cambiamenti nella coalizione, un elemento di novità forte”.

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Cos’è cambiato nel clima politico locale, perchè manca fermento?

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“Alle scorse amministrative con Città Brianza avevamo appoggiato Renato Citterio, contribuendo a muovere le acque e a far accordare la coalizione di sinistra su Colombo.
Venivamo inoltre dal commissariamento e c’era maggiore voglia di impostare un progetto nuovo, cosa che quest’anno non avverto. Rispetto ad una volta, poi, le cose sono oggi più complesse, per diverse ragioni. Lo scioglimento dei partiti, la verticalizzazione del potere, il venir meno della comunità, sono solo alcuni dei cambiamenti in atto che hanno risvolti sul modo di fare politica anche a livello locale. Un tempo c’erano ambiti come gli oratori e le realtà giovanili da cui si potevano attingere nuove forze, conosciute e considerate per il loro operato, i partiti fungevano da scuola di formazione, esisteva un iter comune che ogni iscritto doveva compiere e, in sintesi, veniva in questo modo preparata la classe dirigente “di domani”.

Oggi i pochi giovani che si interessano di politica sono restii ad impegnarsi, non ricevono più quel tipo di formazione, non sono sempre supportati da una propria base di consenso e non intravedono più nella politica una concreta opportunità di lavoro. L’accresciuto potere dei sindaci, inoltre, ha relativizzato il ruolo dei consiglieri, generando un certo distacco, una disaffezione anche tra chi in politica c’è da tempo. Del resto, la vecchia classe, abituata a decidere, forse anche oltre il lecito, oggi si trova a disagio: la politica contemporanea da solo indirizzi, le decisioni pratiche sono demandate ai dipendenti dei vari uffici. Tutto questo spegne la voglia di impegnarsi, di fare politica vera e, con loro, l’interesse dei cittadini.

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Tra i grandi temi casatesi presenti e futuri ci sono la delocalizzazione della Ferrarini e la situazione dell’INRCA. Cosa ne pensa?

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“Per quanto riguarda la Ferrarini credo che l’obiettivo unico per l’amministrazione in carica fosse portare a casa la delocalizzazione. Possiamo discutere sul modo in cui questo è stato fatto. Ad esempio, dal punto di vista della viabilità, non mi trova d’accordo la cancellazione del progetto di tangenzialina, che avrebbe dovuto connettere i nuovi impianti produttivi alla ex-sp51 e a via S. Gaetano. Questo collegamento, previsto dalla precedente giunta, sarebbe stato molto utile: avrebbe convogliato il traffico da e per Rogoredo lontano dal centro abitato di Montecarmelo/Cascina Grassi. Ora, quel progetto è stato eliminato e per risolvere il problema dell’incrocio di Montecarmelo - problema che permane e si aggrava - si sta progettando una rotonda che peggiorerà la scorrevolezza di una via di grande traffico. Si è obiettato che la strada avrebbe dato adito a ulteriori costruzioni ma, fino a prova contraria, lo strumento di pianificazione urbanistica è nelle mani del comune e sarebbe stato sufficiente porre adeguati vincoli sulle aree interessate per scongiurare eventuali costruzioni. In secondo luogo, sarà necessario cominciare a pensare a cosa vogliamo fare del centro paese. Il concorso di idee tra architetti - legittimo, ma sarà  la nuova coalizione a dover dettare precisi riferimenti sui contenuti di questo spazio - serviranno anche in questo caso idee innovative, capaci di fare la differenza.

Per quanto concerne l’INRCA, credo sia meglio avere al suo posto una struttura sanitaria utile al territorio: un centro poliambulatoriale di qualità che consenta di soddisfare le esigenze della popolazione o un centro per la riabilitazione di quei malati che dopo le cure ospedaliere necessitano di un periodo di riabilitazione; cure che, oggi, i tempi della sanità non consentono. E’ inutile tenere in piedi un ospedale per cui non ci sono fondi e che soffre la vicinanza della struttura di Vimercate. Meglio avere il Mandic competitivo a Merate e un centro sanitario utile, in cui operi personale preparato, a Casatenovo. Ad esempio, è assurdo proseguire con due reparti di radiologia a distanza di 10 chilometri di cui il primo funziona e si qualifica, mentre l’altro langue in una condizione di sottoutilizzo”.

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Un’ultima domanda, non la vedremo proprio in pista per le prossime elezioni?

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“Francamente, non ho voglia di impegnarmi di nuovo in politica, anche se ogni tanto l’entusiasmo si riaccende e di idee ce ne sarebbero tante”.

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Casiraghi sì, Casiraghi no

6, Ottobre, 2008

La candidatura di Marta Casiraghi è una bufala”, lo ha detto ieri il capogruppo della Lega Nord casatese Pino Perego, durante l’inaugurazione della nuova sede padana. Ha poi proseguito: “la Lega non intende e non ha mai inteso sostenere la Casiraghi per le prossime amministrative, anche se fosse tra il lotto di nomi proposti non riceverà il nostro appoggio”.

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A questo punto mi chiedo cosa muova sull’altro versante: Perego stizzito nega, mentre molte altre personalità sostengono l’ipotesi. Qualche ben informato ritiene che Marta Casiraghi non venga ingaggiata in veste di candidato, ma come city manager che affiancherebbe nella gestione del paese il nuovo primo cittadino. Sì, ma quale?

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Il pungolo - amministrative 2009: silenzi partecipati..

3, Ottobre, 2008

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Carissimi, mentre proseguo il mio giro di interviste qui e là, vorrei sottoporvi alcuni quesiti che, ricordando il buon Lubrano, mi sorgono spontanei…

E’ ora di iniziare a pensare, riflettere, farsi venire delle idee. E come, se non con delle domande?

Appunto.

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Quesito uno: Siamo ormai in pieno ottobre, quanto tempo dovremo aspettare per sentir dire ad Antonio Colombo: “Sì, mi ricandido”? Insomma, mi pare un po’ tardi ormai per tirarsi indietro.

E quanto tempo impiegheremo per sapere che faranno gli altri? Marta Casiraghi is incoming…? Dobbiamo aspettare la marcia domenicale dei padani casatesi?

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Guardiamo europeo..

Guardiamo europeo..

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Quesito due (consequenziale): Cosa si nasconde dietro a questa attesa di Colombo?

Si attendono le mosse del “nemico”? (dubito..)

Sindaco e assessori stanno preparando una sorpresa a tutto il paese? (coriandoli?)

Chi di dovere lo sa già e gli altri che aspettino? (come sempre..?)

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Quesito tre (accessorio): chissà come si riformerà questa coalizione? Malumori, pensionamenti, uscite di scena, clima politico nazionale, come interagiranno con la chimica del gruppo?

Qui, i lettori casatesi dovrebbero sforzarsi di rispondere.

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Quesito quattro: non sarà ora di pensare a come riempire concettualmente il vuoto lasciato (concettualmente) dalla Ferrarini in centro?

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C’è un silenzio inopportuno attorno a quest’ultimo tema. C’è stato silenzio prima, durante e dopo l’iter burocratico; a ben vedere, questa, è la vera pecca di tutto il percorso svolto.

Non vorremo fare silenzio anche adesso che c’è da pensare e ripensare in modo allargato e con ampio respiro, vero? Vorremo mica affidare tutto alle squilibrate grinfie di un architetto? Tranquillizzatemi!

Insomma, è strano, “cosa vogliamo da questo paese?” dovrebbe essere uno dei temi caldi della prossima campagna elettorale, perché nessuno ne parla? perché a nessuno viene in mente di fare una domanda a chi poi ci dovrà abitare, in questo paese.

Non so.. ma un questionario, un’assemblea, una tavola rotonda? proprio no? e perché?

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Temo il peggio: temo che si prosegua nel clima chiuso che ha connotato la vicenda dal suo inizio. Mentre l’innovazione da più parti auspicata, la ventata di freschezza, la possibilità di fare la differenza, quella vera, viene da lì, si fa meglio partendo da lì.

Certo poi bisogna capire come, quando e a cosa partecipare; ma questo magari lo facciamo al prossimo pungolo.

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Elettore, dopo 5 anni, la domanda sorge spontanea.. soddisfatto o rimborsato?

Elettore, dopo 5 anni, la domanda sorge spontanea... soddisfatto o rimborsato?

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Con il suo gesto Zappoli chiede un ripensamento più ampio, credo.

22, Settembre, 2008

Di seguito riporto la dichiarazione con cui Roberto Zappoli, consigliere comunale di Casatenovo, ha preso le distanze dal Gruppo Persone e Idee, la coalizione che attualmente guida il paese.

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Casatenovo, 21 settembre 2008 -  Far parte di un gruppo consiliare, così come di un partito o di una coalizione di partiti, significa, per me, condividere con gli altri appartenenti alcuni valori e ideali fondamentali, presupposti nell’azione politica e amministrativa. Sono questi che, nella confusione e nell’incertezza di tanti momenti della vita politica, chiamata continuamente a rinnovarsi per stare al passo coi bisogni, i problemi o le opportunità di un mondo in rapida trasformazione, ci permettono di non perdere la bussola e di continuare a individuare quali siano gli obiettivi di fondo da perseguire, con quali strategie, con quali mezzi tra quelli disponibili, a favore di chi dedicare maggiore attenzione e darci da fare se ci impegniamo nell’attività politica e amministrativa, da intendersi come una delle attività più importanti a favore di tutta la società e degli altri.   Uno di questi principi ideali è senz’altro quello della laicità, definito da uno studioso di vaglia la “quintessenza di ciò che chiameremmo cittadinanza democratica”, mettendo in evidenza con queste parole che all’interno di una società basata sulla libera e pacifica convivenza di esseri liberi, uguali e solidali possiamo tutti continuare a sentirci cittadini garantiti dalle regole democratiche se nessuna discriminazione, neanche simbolica, è ritenuta ammissibile e tollerata. A Casatenovo questo imprescindibile principio della vita democratica è stato gravemente leso soprattutto con l’apposizione del crocefisso nell’aula consiliare, ma non sono mancate poi altre votazioni del consiglio comunale, passate a gran maggioranza, anche all’interno del gruppo consiliare Persone e idee per Casatenovo al quale appartenevo, che hanno avuto lo stesso senso di sfregio della laicità.   Purtroppo, il mio tentativo di mettere al centro dell’attenzione del gruppo consiliare l’importanza di recuperare il valore della laicità si è dovuto arrestare di fronte alla contrarietà a tornare sui propri passi da parte della grande maggioranza dei suoi componenti: qualcuno per la salda convinzione che il crocefisso nell’aula consiliare non costituisse un problema ma rappresentasse addirittura un valore, evidentemente non avendo la preparazione politicoculturale o la semplice sensibilità d’animo necessaria per capire fino in fondo la questione, qualcun altro per la scelta opportunistica di non contrariare quello che si presume che sia l’orientamento prevalente nell’elettorato casatese, i più, invece, mi è parso che abbiano solo preferito evitare di prendere una decisione così importante, come quella di riaffermare il valore della laicità e di togliere il crocefisso dall’aula consiliare, a causa di quel fenomeno, che riguarda i singoli individui ma anche la società, raccontato da Simona Argentieri in un suo recente saggio intitolato L’ambiguità. Cito, per chiarezza, la sintesi del risvolto di copertina: “Ambiguità e malafede sempre più si configurano come tratti dominanti della nostra epoca a livello individuale e collettivo, nelle relazioni amorose e in quelle sociali, nella politica e nella bioetica. Eludendo la verità interpersonale ed intrapsichica – sono al tempo stesso una nevrosi e un piccolo crimine, al confine tra la patologia e l’etica. Essere ambigui significa evitare il conflitto, il senso di colpa, la fatica della coerenza, lasciando convivere dentro di sé identità molteplici. Gli atteggiamenti mentali subdoli e sfuggenti nascondono falle del pensiero minime, ma non per questo innocue, in grado di inquinare, attraverso messaggi obliqui, i legami sociali, le stesse regole della convivenza civile, minando la fiducia tra i singoli come tra i gruppi organizzati, i cittadini e le istituzioni. È un dissimulare lieve, al limite tra conscio ed inconscio nel quale l’inganno viene fatto anche a sé stessi. Al punto che può far scambiare la frequenza statistica con la normalità.”   Ho deciso di dimettermi dal gruppo consiliare Persone e idee per Casatenovo perché si è creata una frattura rimasta irreparabile su quello che è, come ho espresso prima, un presupposto essenziale per l’appartenenza ad un gruppo politico e/o amministrativo. Spero in questo modo di sollecitare all’interno di tutto il centrosinistra casatese una riflessione approfondita sui motivi e sul significato del fare politica, alla luce di quelli che dovrebbero essere i valori e i principi condivisi da chi si richiama a quella parte politica, tanto più in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno.

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Distinti saluti

Roberto Zappoli

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Scrivevo solo qualche tempo fa: “bisognerebbe dire basta al formalismo integralista, all’assetto chiuso, al detto non-detto, ai valori relativi […] vorrei un gruppo di persone che si schieri aderendo a valori chiari, perseguendoli con limpidezza..”. Ecco, per una volta, partendo dalla considerazione di un Valore, Zappoli ha dato prova di coerenza e di adesione vera a un’idea. Cosa rara. Qualcuno ha già sottolineato che una presa di distanza dal gruppo PEI sarebbe dovuta avvenire ben prima e per altre ragioni.

Mi dico: potrebbe essere, non va ignorato, che questa presa di distanza non sia mossa dal singolo crocefisso o da qualche mozione mal votata, potremmo guardare a questo gesto come a una presa di posizione chiara, e necessaria, rispetto proprio a quell’“ambiguità”, carattere essenziale della nostra epoca, che Roberto sottolinea nel proprio comunicato. Potremmo vederlo come un gesto provocatorio che, nelle migliori intenzioni, vorrebbe andare oltre e smuovere un po’ le coscienze di un’amministrazione che rischia, altrimenti, di perdere anche la minima connotazione a sinistra.

Unendomi ancora alle parole del consigliere, in conclusione, è speranza mia, come di tutti quelli a cui sta a cuore il destino di questo paese, che tale intervento e la presa di posizione che ne sta alle spalle, aprano una viva e prolifica discussione, specie in vista delle future amministrative e del conseguente ridisegno della coalizione.

Ahinoi, invece, con tutta probabilità, e proprio a dimostrazione dell’asfissia e del clima di assoluta relatività che imperano, il destino probabile della dichiarazione di Zappoli sarà un breve passaggio nel silenzio più buio, più triste, senza nemmeno un tentativo di discussione, di riflessione comune. Se qualche parola sarà spesa, sarà spesa rigorosamente in privato.

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Cercasi pifferaio magico: trovato a Casatenovo

15, Settembre, 2008

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Giusto ieri rilevavo le mie preoccupazioni, pensando a quanto sia stanco quel paese, che arriva a fare di semplici “dossi” un argomento centrale della propria vita politica.

Fortunatamente, dall’altra parte, il fondatore del Circolo delle “Libertà” casatese (ma poi si è realizzato questo circolo? e dove lo tengono nascosto?), Crisostomo, è riuscito a far di peggio, ricomparendo dal nulla e rilanciando dalle pagine di CasateOnLine la propria campagna elettorale.

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Immagine del Villaggio Vismara

Immagine del Villaggio Vismara

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Derattizzare come obiettivo programmatico e, ahinoi, con il riferimento al caso pratico (Villaggio Vismara) e con un’enfasi terribilmente appassionata, ci è stata tolta anche la speranza (qualcosa più che legittima) che fosse solo un’allusione o una simpatica burla.

Oltre a vederli, i fantasmi, ora li sento, anche… credo che dovrei dormire di più la notte.

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Attraversamenti pedonali rialzati… mmh?

14, Settembre, 2008

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Niente di che, però, un accenno ironico la questione lo merita.

Oggi, dopo tempo, è stata riportata a galla una tra le più discusse vicende della microurbanistica comunale: i dossi (che da queste parti, quando il linguaggio della politica offre il meglio, si ostinano a definire “attraversamenti pedonali rialzati”… who are you?). Se n’è parlato per tempo, ne ho sentito parlare in ogni contesto a Casatenovo: detrattori e difensori, il dosso è stato un tema caldo del panorama politico casatese delle ultime stagioni.

Dove siamo finiti, per dire.

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Il pungolo: amministrative 2009, si parte..

4, Settembre, 2008

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Con una evidente attività giornalistica speculativa (vedi, articolo su Marta Casiraghi, qui, o articolo sulla ricandidatura Colombo sul Giornale di Merate) si è dati avvio alle danze che ci condurranno (e sfiniranno) fino alle prossime elezioni amministrative (primavera 2009!). Da parte mia ho iniziato il lungo cammino con questa intervista qui: un duro attacco alla maggioranza da parte dei Verdi, o meglio, di un ex-Verde, una paginetta che immagino farà storcere qualche naso.

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Un agriturismo a Casatenovo

27, Agosto, 2008

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Ogni tanto ritorno con questo refrain: Casatenovo, la Brianza lecchese tutta, sono aree dal potenziale turistico inespresso. Esiste in questi luoghi una varietà delle forme, dei colori, degli elementi geografici, che difficilmente s’incontra in altri dove. Nonostante queste premesse, l’idea di sviluppare (anche) un settore turistico nemmeno giunge a visitare le menti della zona.

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Non c’è e si vede..

24, Agosto, 2008

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Non si può mai stare tranquilli, nemmeno ad agosto.

Che uno dice.. rientrato dalle ferie, pieno di buoni intenti, abbronzato e convinto che il mondo, magari, dopo gli esami di riparazione, da settembre andrà meglio.. e invece… invece, concluso agosto, rieccoci, alle prese con gli stessi problemi.

Dopo i quasi quattrocento chilometri di scarpinate portoghesi, preso da una certa sotterranea astinenza, mi sono lanciato in un breve sopralluogo lungo i sentieri di casa.

Ho trovato ad attendermi un nuovo cantiere nel bel mezzo di un’area che sono solito definire “il Plis che non c’è”, oppure, che oggi, rubando il titolo alla nostra rivista di riferimento, potrei definire “il Plis che vorrei”.

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Cantiere in aperta campagna..

Cantiere in aperta campagna a Velate (Mi)

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Tocca fare una breve premessa, perdonatemi.

Ho sempre pensato che Casatenovo, come terzo comune per estensione nella provincia, dovesse proteggere almeno una parte del suo ancora vasto territorio agricolo e boschivo. All’inizio del 2007, prima di gettarmi a capofitto dietro al caso “Nava”, pensavo proprio che l’area agricola compresa tra Rogoredo, Valaperta, Campofiorenzo e Velate meritasse un’attenzione particolare. Detta fuori dai denti, quell’area è importante e cruciale quanto (se non più) l’area della “Nava”; non dal punto di vista naturalistico - le due aree sono ben diverse per grado di naturalità - ma poiché quella tra Velate e Rogoredo risulta zona strategica nel controllo dei processi urbanizzativi. Mi spiego meglio: mentre la Valle della Nava si difende molto bene dalle pressioni antropiche mediante la propria morfologia chiusa, l’area prima delineata, costituita da morbidi e gradevoli declivi, è vero e proprio terreno di conquista delle immobiliari: dall’alto del Mongorio si può chiaramente vedere la linea della “città” che avanza, sempre più vicina.

Questo “parco che non c’è” e che vorremmo è un’area agricola quasi ininterrotta, che si sviluppa lungo la dorsale di via della Madonnina (direttrice che congiunge Rogoredo e Velate), di elevato valore paesaggistico, uno dei pochi spazi dove è ancora possibile vedere diverse attività agricole svilupparsi in continuità, una delle poche aree che presenta una rete di sentieri ben conservati e ancora praticabili. Un piccolo tesoro che, come sempre, qui, nella zona meno vocata alla valorizzazione del bello (o anche solo del “turistico”) che ci sia, è rimasto ampiamente sottovalutato.

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Evidenziata l'area agricola contigua tra i comuni di Casatenovo e Velate

Evidenziata l'area agricola contigua tra i comuni di Casatenovo e Velate

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Di seguito, vediamo le immagini di una palazzina in costruzione. Certo, non è niente di eccezionale, ne di particolarmente allarmante. Al nuovo immobile, però, dovranno giungere presto luce, acqua, gas, linea telefonica, una strada di servizio. Arriveranno, insomma, le avvisaglie di un nuovo avanzamento: con questo primo intervento è stato introdotto un cavallo di troia, è stato fissato il primo avamposto del cemento nella terra del grano (Triticum aestivum). Cemento nel bel mezzo di un’area agricola magicamente lasciata intonsa dai processi urbanizzativi!

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Veduta del cantiere da un altro punto di vista..

Veduta del cantiere da nord..

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.. e da sud

.. e da sud

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Per una volta lasciatemi un piccolo spazio di critica fuori-casa. Quest’area è di interesse strategico non solo per le proprie qualità intrinseche, ma anche in quanto zona di diretto confine con il già esistente Plis dei Colli Briantei, un’area che si configura come vero e proprio missing-link tra i parchi della Brianza orientale e le aree verdi più a nord (come ad esempio la Nava), che permetterebbero un effettivo allacciamento dei primi al Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone e al Parco Regionale della Valle del Lambro.

Il comune di Usmate-Velate sta da tempo attentando all’integrità di quest’area in modo barbaro: in pochi anni a nord del centro storico di Velate stanno sorgendo condomini orizzontali a volontà; e il futuro non prevede miglioramenti, se è vero che il nuovo Pgt delinea incrementi edilizi per una superficie pari a 12 campi da calcio…. non è questa una gestione barbara del territorio??

Come solito, qualcuno potrà definirmi allarmista, qualcuno potrà sottolineare che i Plis sono, infine, “più spese che protezione”; io però non posso esimermi dall’osservare e descrivere ciò che vedo: e ciò che vedo, al di là della retorica politica, al di là delle giustificazioni funzionali e delle razionalizzazioni da buoni brianzoli, è un territorio che perisce sotto i colpi del cemento; lui, la sua e la nostra salute, l’integrità di una risorsa economica e turistica, la bellezza di un paesaggio notevole.

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Immagine scattata dall'alto del Mongorio nell'autunno 2007

Immagine scattata dall'alto del Mongorio nell'autunno 2007

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Mi piacerebbe che le associazioni ambientaliste e i direttivi dei Plis già esistenti si mettessero di buzzo buono e cercassero di assecondare questa idea: un allargamento del Parco dei Colli Briantei. Ci troveremmo di fronte ad una soluzione ottimale; difficile, certo, ma quanto mai importante..

Per ora ci sono solo premesse teoriche.

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Casatenovo, questo paese che cambia

29, Luglio, 2008

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L’ultimo consiglio comunale è stato breve, ma intenso. Ahìnoi, quando ci capita in mezzo l’urbanistica (di una certa portata) non se ne esce tanto facilmente (leggete qui).

Del resto, è chiaro, comprensibilissimo, l’urbanistica è l’ultimo campo d’azione delle amministrazioni comunali. L’ultimo campo in un duplice senso: è lo spazio ultimo in cui le decisioni politiche riescono ancora a far sentire il proprio effetto, è il fertile terreno in cui le amministrazioni trovano da vivere.

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