Riporto l’intervista a Giliola Sironi uscita oggi sulla pagine di casateonline. Molti sono gli spunti interessanti.
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Nel nostro giro di interviste e pareri in vista delle amministrative 2009 non poteva mancare una delle voci più influenti della politica casatese: Giliola Sironi.
Attualmente lontana dalle scene politiche, Sironi nelle prossime righe dice la sua sulla corsa verso le prossime amministrative, fa una analisi delle cause dell’attuale crisi della politica, dà il suo parere su alcuni dei grandi temi casatesi, si chiama fuori dalla corsa per le prossime elezioni, anche se. . . .
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Giliola, come vede la situazione in vista delle prossime elezioni?
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“Non vedo grande fermento. Innanzitutto, bisognerà attendere le decisioni dell’opposizione, sappiamo che se si unissero Pdl e Lega, optando per un candidato unico, avrebbero elevate chances di vittoria. Marta Casiraghi, in virtù del suo passato e della reputazione di cui gode, mi pare una rappresentate credibile e spendibile anche a Casatenovo. Allo stesso modo, Ambrogio Cantù, consigliere comunale della DC alla fine degli anni “60″, poi capogruppo del PSI fino all’80, potrebbe essere un nome credibile e capace di aggregare e convogliare su di se un buon numero di voti. Per quanto riguarda Antonio Colombo, credo proprio che arrivati a questo punto si ricandiderà . Certo per vincere serviranno dei cambiamenti nella coalizione, un elemento di novità forte”.
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Cos’è cambiato nel clima politico locale, perchè manca fermento?
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“Alle scorse amministrative con Città Brianza avevamo appoggiato Renato Citterio, contribuendo a muovere le acque e a far accordare la coalizione di sinistra su Colombo.
Venivamo inoltre dal commissariamento e c’era maggiore voglia di impostare un progetto nuovo, cosa che quest’anno non avverto. Rispetto ad una volta, poi, le cose sono oggi più complesse, per diverse ragioni. Lo scioglimento dei partiti, la verticalizzazione del potere, il venir meno della comunità, sono solo alcuni dei cambiamenti in atto che hanno risvolti sul modo di fare politica anche a livello locale. Un tempo c’erano ambiti come gli oratori e le realtà giovanili da cui si potevano attingere nuove forze, conosciute e considerate per il loro operato, i partiti fungevano da scuola di formazione, esisteva un iter comune che ogni iscritto doveva compiere e, in sintesi, veniva in questo modo preparata la classe dirigente “di domani”.
Oggi i pochi giovani che si interessano di politica sono restii ad impegnarsi, non ricevono più quel tipo di formazione, non sono sempre supportati da una propria base di consenso e non intravedono più nella politica una concreta opportunità di lavoro. L’accresciuto potere dei sindaci, inoltre, ha relativizzato il ruolo dei consiglieri, generando un certo distacco, una disaffezione anche tra chi in politica c’è da tempo. Del resto, la vecchia classe, abituata a decidere, forse anche oltre il lecito, oggi si trova a disagio: la politica contemporanea da solo indirizzi, le decisioni pratiche sono demandate ai dipendenti dei vari uffici. Tutto questo spegne la voglia di impegnarsi, di fare politica vera e, con loro, l’interesse dei cittadini.
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Tra i grandi temi casatesi presenti e futuri ci sono la delocalizzazione della Ferrarini e la situazione dell’INRCA. Cosa ne pensa?
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“Per quanto riguarda la Ferrarini credo che l’obiettivo unico per l’amministrazione in carica fosse portare a casa la delocalizzazione. Possiamo discutere sul modo in cui questo è stato fatto. Ad esempio, dal punto di vista della viabilità, non mi trova d’accordo la cancellazione del progetto di tangenzialina, che avrebbe dovuto connettere i nuovi impianti produttivi alla ex-sp51 e a via S. Gaetano. Questo collegamento, previsto dalla precedente giunta, sarebbe stato molto utile: avrebbe convogliato il traffico da e per Rogoredo lontano dal centro abitato di Montecarmelo/Cascina Grassi. Ora, quel progetto è stato eliminato e per risolvere il problema dell’incrocio di Montecarmelo - problema che permane e si aggrava - si sta progettando una rotonda che peggiorerà la scorrevolezza di una via di grande traffico. Si è obiettato che la strada avrebbe dato adito a ulteriori costruzioni ma, fino a prova contraria, lo strumento di pianificazione urbanistica è nelle mani del comune e sarebbe stato sufficiente porre adeguati vincoli sulle aree interessate per scongiurare eventuali costruzioni. In secondo luogo, sarà necessario cominciare a pensare a cosa vogliamo fare del centro paese. Il concorso di idee tra architetti - legittimo, ma sarà la nuova coalizione a dover dettare precisi riferimenti sui contenuti di questo spazio - serviranno anche in questo caso idee innovative, capaci di fare la differenza.
Per quanto concerne l’INRCA, credo sia meglio avere al suo posto una struttura sanitaria utile al territorio: un centro poliambulatoriale di qualità che consenta di soddisfare le esigenze della popolazione o un centro per la riabilitazione di quei malati che dopo le cure ospedaliere necessitano di un periodo di riabilitazione; cure che, oggi, i tempi della sanità non consentono. E’ inutile tenere in piedi un ospedale per cui non ci sono fondi e che soffre la vicinanza della struttura di Vimercate. Meglio avere il Mandic competitivo a Merate e un centro sanitario utile, in cui operi personale preparato, a Casatenovo. Ad esempio, è assurdo proseguire con due reparti di radiologia a distanza di 10 chilometri di cui il primo funziona e si qualifica, mentre l’altro langue in una condizione di sottoutilizzo”.
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Un’ultima domanda, non la vedremo proprio in pista per le prossime elezioni?
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“Francamente, non ho voglia di impegnarmi di nuovo in politica, anche se ogni tanto l’entusiasmo si riaccende e di idee ce ne sarebbero tante”.
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