Archivio per il 'Casatenovo'Categoria

Altro che ronde, una bella passeggiata!

7, Dicembre, 2009

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La minoranza casatese rispolvera il tema delle ronde. Sarà l’aria dell’imminente white christmas?
In particolare, si legge che: “i cittadini casatesi esasperati intendono organizzarsi per perlustrare il territorio attorno alle proprie abitazioni”. Va bé. Devono essere tutti a Casatenovo quelli che hanno voglia di organizzarsi per far la ronda, se è vero che, dopo il decreto Maroni, solo 6 gruppi in tutta la pensiola hanno chiesto di essere ‘regolarizzati’ (due a Roma, uno a Milano e uno a Treviso). Che successone. Che entusiasmo. Che esigenza profondamente avvertita dalle comunità e dai territori.

Ammettendo che, sì, siano tutti a Casatenovo, quelli che vogliono fare la ronda, proseguirei comunque nella lettura del comunicato stampa: “c’è stata una chiusura totale da parte dell’amministrazione casatese, con l’accusa nei nostri confronti di voler fomentare, cavalcare e strumentalizzare paure che non avevano motivo di esistere, essendo i fatti malavitosi in calo. Registriamo ora che a distanza di pochi mesi il problema sicurezza non accenna a risolversi e la malavita continua a mettere a dura prova la tranquillità dei cittadini”. A parte che il calo di reati è testimoniato dai dati della questura e non è frutto di supposizioni dell’amministrazione. A parte che la malavita, come, che so, la viabilità,  non è argomento che si tratta e risolve a livello comunale. A parte che.. ec ec.. fuori da ogni ideologismo, mi chiedo: quali effetti potrebbero avere cinque cittadini che girano per le strade, la sera, su un territorio di 13 chilometri quadrati?
Secondo lo scriba – e riconfermo la posizione già assunta – si sta fomentando una sterile, eccessiva, paura, sponsorizzando (per la propria visibilità?) uno strumento inutile.

Lancio, allora, una proposta a costo zero e senza bisogno di etichette, per le prossime festività e oltre. Se proprio vogliamo tenere sottocontrollo il territorio, impariamo ad uscire a fare quattro passi la sera. Meglio che la tv. Meglio che sentinellare i predoni da dietro le finestre. Facciamo quattro passi perché fa bene, perché si parla e non ci si annichilisce davanti agli schermi, perché ci sono le stelle…

Usciamo e percorriamo il territorio per piacere, non per paura. Ne guadagnerà, e molto, la nostra qualità della vita.

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Tempi biblici

4, Dicembre, 2009


Manco stessimo costruendo una chiesa. Ma alla fine ce la faremo e i vantaggi saranno per tutti.

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Il comune nel supermercato

2, Dicembre, 2009

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Immagine di Marta Maria Fontana


Oggi sulle pagine di casateonline due iniziative della vostra amministrazione comunale preferita (anche perché è l’unica).

Due progetti che portano il Comune nel supermercato: si tratta di “Riporta la spesa” e “Porta la sporta”. Per la brillante assonanza e fantasia dei titoli potete prendervela direttamente con il nostro staff creativo. Ammesso che lo troviate.
Per quanto riguarda il progetto “ecologico”, Porta la sporta, partiremo a breve con i lavori: l’idea è quella di formare una commissione di progetto – composta dall’amministrazione con le associazioni, le scuole, gli esercenti – che sviluppi un programma d’azione in forma di “decalogo delle buone prassi” da far sottoscrivere a supermercati, commercianti, farmacie, gelaterie, e chi più ne ha. Sarebbe bello se tale programma terminasse poi con un abbandono dell’abitudine al sacchetto di plastica anticipato rispetto al traguardo formale che, per l’Italia, in cronico ritardo su tutto e tutti, è previsto alla fine del 2011. Vedremo. Ovvio, che abbiamo bisogno della collaborazione di ognuno di voi.

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Piccoli progetti dal grande futuro

1, Dicembre, 2009

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L’orto sociale di Casatenovo chiude in questi giorni i battenti e traccia un positivo bilancio di questa prima fase sperimentale.
Il prossimo anno grazie alle idee di Salvatore Sau – agronomo che coordina le attività dell’orto – e all’impegno dell’amministrazione verrà raddoppiata la superficie produttiva e creato lo spazio per ulteriori inserimenti lavorativi e volontari.
Un piccolo progetto dalle enormi potenzialità. Un modo per fare rete, produrre cibo – sano, controllato e a chilometro zero -, un’occasione di valorizzazione territoriale, un laboratorio didattico e sperimentale senza eguali.

Se ne riparla in primavera.

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Di ritorno da L’Aquila

30, Novembre, 2009


E’ che uno non se la immagina, la scomparsa di una città. E’ una di quelle cose difficili da concettualizzare, da capire da lontano. Ma se ti avvicini, la percorri e ti fai raccontare le storie, le storie di quelli che più o meno ci bazzicavano o ci abitavano, lavoravano, tra quei muri, inizi a renderti conto delle dimensioni del disastro, a intuire la sensazione della tragedia, e non guardi niente come prima.
Questi giorni di trasferimento a L’Aquila sono stati così: rapidi (troppo), ma sufficienti a render conto del fatto umano, che da qui, dagli schermi o dalle pagine dei quotidiani, non si sente.

Ascoltare i racconti, vedere la tragedia cristallizzata, nei muri, tra le macerie, nelle strade vuote. Locandine di teatro rimaste appese, spettacoli di aprile. Vetrine di fioristi, fiori appassiti. Porte rimaste aperte, polvere sui vestiti, orologi fermi, panchine che attenderanno a lungo, forse invano.
A L’Aquila è venuta a mancare un’intera geografia, una città è rimasta (apparentemente, ma mica tanto) senza persone e senza futuro.
Come si vive senza una città? senza un centro? dove lavorano oggi quei commercianti? che fine hanno fatto tutte quelle famiglie?

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un'immagine del centro storico..

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La nostra visita di questi giorni si è concentrata soprattutto presso la scuola intitolata a Rodari, Gianni, e chi meglio di lui per una primaria. Lì, abbiamo potuto percepire il vivo entusiasmo di chi  vuole creare con i bambini percorsi per  allontanare la paura – che ancora aleggia e si risveglia alle continue piccole scosse – e andare oltre. Lo dico senza retorica, davvero. Molti tra insegnanti e alunni sono ormai costretti ad un pesante pendolarismo per andare e tornare da L’Aquila – in tanti alloggiano ancora negli alberghi, sulla costa – ma non rinunciano a portare avanti un progetto “sul territorio”, consci che la scuola è il primo passo per ricostruire tessuto sociale e camminare insieme verso un domani e un dopodomani.
Il progetto della Protezione civile casatese ha qui trovato la sua dimensione e il suo senso: in una scuola, per una popolazione. Si è così unito a tanti altri piccoli progetti di aiuto che stanno accompagnando gli aquilani verso il futuro, è stato il Prof. Rossini, preside dell’istituto, a sottolineare quanti piccoli e grandi sforzi stanno arrivando da tutta la penisola: “non facendo sentire gli aquilani soli di fronte alla catastrofe”.
Io ringrazio gli alunni, il personale scolastico e il Prof. Rossini per l’accoglienza e la possibilità d’incontro che ci hanno offerto, ringrazio i miei compagni di viaggio e, soprattutto, i ragazzi della protezione civile che hanno speso tempo ed energie, senza risparmio, per un’iniziativa concreta, che ha finalizzato il sostegno morale e materiale delle amministrazioni, delle scuole e dei cittadini brianzoli.

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ps. tutti i dettagli nell’articolo di Lorenzo Perego e nelle foto del gruppo AFCB, che erano in viaggio con noi.

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L’Aquila

27, Novembre, 2009


In questi giorni sono a L’Aquila, insieme al Corpo volontari protezione civile della Brianza.
Sabato, infatti, il sindaco di Barzanò, quello di Missaglia e il sottoscritto (non fatevi troppe domande), inaugureranno l’aula magna e la biblioteca della scuola Gianni Rodari, ricostruiti dalla protezione civile casatese in questi mesi.
Ultima tappa di un progetto più ampio. Primo passo per un cammino di costante collaborazione e solidarietà tra i territori.

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