Archivio per il 'Assessorato all'ambiente di Casatenovo'Categoria

Tempi biblici

4, Dicembre, 2009


Manco stessimo costruendo una chiesa. Ma alla fine ce la faremo e i vantaggi saranno per tutti.

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Il comune nel supermercato

2, Dicembre, 2009

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Immagine di Marta Maria Fontana


Oggi sulle pagine di casateonline due iniziative della vostra amministrazione comunale preferita (anche perché è l’unica).

Due progetti che portano il Comune nel supermercato: si tratta di “Riporta la spesa” e “Porta la sporta”. Per la brillante assonanza e fantasia dei titoli potete prendervela direttamente con il nostro staff creativo. Ammesso che lo troviate.
Per quanto riguarda il progetto “ecologico”, Porta la sporta, partiremo a breve con i lavori: l’idea è quella di formare una commissione di progetto – composta dall’amministrazione con le associazioni, le scuole, gli esercenti – che sviluppi un programma d’azione in forma di “decalogo delle buone prassi” da far sottoscrivere a supermercati, commercianti, farmacie, gelaterie, e chi più ne ha. Sarebbe bello se tale programma terminasse poi con un abbandono dell’abitudine al sacchetto di plastica anticipato rispetto al traguardo formale che, per l’Italia, in cronico ritardo su tutto e tutti, è previsto alla fine del 2011. Vedremo. Ovvio, che abbiamo bisogno della collaborazione di ognuno di voi.

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Piccoli progetti dal grande futuro

1, Dicembre, 2009

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L’orto sociale di Casatenovo chiude in questi giorni i battenti e traccia un positivo bilancio di questa prima fase sperimentale.
Il prossimo anno grazie alle idee di Salvatore Sau – agronomo che coordina le attività dell’orto – e all’impegno dell’amministrazione verrà raddoppiata la superficie produttiva e creato lo spazio per ulteriori inserimenti lavorativi e volontari.
Un piccolo progetto dalle enormi potenzialità. Un modo per fare rete, produrre cibo – sano, controllato e a chilometro zero -, un’occasione di valorizzazione territoriale, un laboratorio didattico e sperimentale senza eguali.

Se ne riparla in primavera.

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Di ritorno da L’Aquila

30, Novembre, 2009


E’ che uno non se la immagina, la scomparsa di una città. E’ una di quelle cose difficili da concettualizzare, da capire da lontano. Ma se ti avvicini, la percorri e ti fai raccontare le storie, le storie di quelli che più o meno ci bazzicavano o ci abitavano, lavoravano, tra quei muri, inizi a renderti conto delle dimensioni del disastro, a intuire la sensazione della tragedia, e non guardi niente come prima.
Questi giorni di trasferimento a L’Aquila sono stati così: rapidi (troppo), ma sufficienti a render conto del fatto umano, che da qui, dagli schermi o dalle pagine dei quotidiani, non si sente.

Ascoltare i racconti, vedere la tragedia cristallizzata, nei muri, tra le macerie, nelle strade vuote. Locandine di teatro rimaste appese, spettacoli di aprile. Vetrine di fioristi, fiori appassiti. Porte rimaste aperte, polvere sui vestiti, orologi fermi, panchine che attenderanno a lungo, forse invano.
A L’Aquila è venuta a mancare un’intera geografia, una città è rimasta (apparentemente, ma mica tanto) senza persone e senza futuro.
Come si vive senza una città? senza un centro? dove lavorano oggi quei commercianti? che fine hanno fatto tutte quelle famiglie?

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un'immagine del centro storico..

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La nostra visita di questi giorni si è concentrata soprattutto presso la scuola intitolata a Rodari, Gianni, e chi meglio di lui per una primaria. Lì, abbiamo potuto percepire il vivo entusiasmo di chi  vuole creare con i bambini percorsi per  allontanare la paura – che ancora aleggia e si risveglia alle continue piccole scosse – e andare oltre. Lo dico senza retorica, davvero. Molti tra insegnanti e alunni sono ormai costretti ad un pesante pendolarismo per andare e tornare da L’Aquila – in tanti alloggiano ancora negli alberghi, sulla costa – ma non rinunciano a portare avanti un progetto “sul territorio”, consci che la scuola è il primo passo per ricostruire tessuto sociale e camminare insieme verso un domani e un dopodomani.
Il progetto della Protezione civile casatese ha qui trovato la sua dimensione e il suo senso: in una scuola, per una popolazione. Si è così unito a tanti altri piccoli progetti di aiuto che stanno accompagnando gli aquilani verso il futuro, è stato il Prof. Rossini, preside dell’istituto, a sottolineare quanti piccoli e grandi sforzi stanno arrivando da tutta la penisola: “non facendo sentire gli aquilani soli di fronte alla catastrofe”.
Io ringrazio gli alunni, il personale scolastico e il Prof. Rossini per l’accoglienza e la possibilità d’incontro che ci hanno offerto, ringrazio i miei compagni di viaggio e, soprattutto, i ragazzi della protezione civile che hanno speso tempo ed energie, senza risparmio, per un’iniziativa concreta, che ha finalizzato il sostegno morale e materiale delle amministrazioni, delle scuole e dei cittadini brianzoli.

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ps. tutti i dettagli nell’articolo di Lorenzo Perego e nelle foto del gruppo AFCB, che erano in viaggio con noi.

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L’Aquila

27, Novembre, 2009


In questi giorni sono a L’Aquila, insieme al Corpo volontari protezione civile della Brianza.
Sabato, infatti, il sindaco di Barzanò, quello di Missaglia e il sottoscritto (non fatevi troppe domande), inaugureranno l’aula magna e la biblioteca della scuola Gianni Rodari, ricostruiti dalla protezione civile casatese in questi mesi.
Ultima tappa di un progetto più ampio. Primo passo per un cammino di costante collaborazione e solidarietà tra i territori.

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PGT, 1° tappa

19, Novembre, 2009

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Stasera, vi ricordo, c’è la prima serata utile per discutere insieme della Casatenovo di domani. Si apre, infatti, l’iter partecipativo per la redazione del PGT (Piano di governo del territorio); il nipote del Piano regolatore, per intenderci.
Nel frattempo, vi segnalo il contributo fornito per l’occasione dalle forze di minoranza, che trovo condivisibile e di largo buon senso, soprattutto quando parla di consumo di territorio limitato all’essenziale e valorizzazione delle aree naturali e agricole.

Insomma, possiamo (dopo qualche sacrificio ambientale, vedi centro e area Ferrarini) viaggiare congiuntamente verso una buona direzione: quella della preservazione e valorizzazione del territorio non urbano.

E’ molto importante per mantenere e definire meglio l’identità territoriale del nostro Comune,  anche in funzione della posizione strategica che occupa all’interno della rete delle aree protette.

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