Archivio per il 'Cinema Tips'Categoria

Parnassus

29, Ottobre, 2009

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Appena calato il sipario, quel leggero giramento di testa e la sensazione di un discorso non finito, che sfilaccia in mille direzioni. Ma, alla fine, questo Parnassus di Gilliam, con i suoi difetti e debordanti effetti, riconduce sempre alla base di temi e sentimenti molto umani: è un film sulle scelte, e sulle scelte mancate, sulle loro conseguenze; sulla natura ambivalente delle cose, anche.

Non è un caso che l’apice del film sia la scena in cui l’«Uomo», in una esasperante battaglia contro il fato, si rassegna e chiede di non dover più scegliere.
Un film non memorabile, ma sincero e pieno di vita.

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Harold e Maude

26, Luglio, 2009

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Questa sera ho visto Harold e Maude, un film alternativo, nel senso più genuino e, se vogliamo, radicale del termine. Una storia d’amore tra un ragazzo meno che ventenne e una signora che, senza nasconderci, potrebbe essere la madre di sua madre. Una storia d’amore per la vita, prima di tutto.
Interpretazione quasi teatrale e bella colonna sonora che fa riscoprire un giovane Cat Stevens.

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Tra le gambe

20, Febbraio, 2009

tralegambe

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A parte il titolo furbescamente provocatorio, “Tra le gambe” è film per niente erotico e tantomeno pornografico. Forse un film sulla mania e le dipendenze o forse un giallo dalla trama brillante quanto inespressa. E’ questo il problema, non si capisce.

Lei ninfomane, lui assatanato per le chat. L’incontro, durante un corso di disintossicazione per soggetti sesso-dipendenti, li spinge a desiderarsi ma, al contempo, a ricercare la castità per sfuggire all’ossessione del sesso.

Inizio teso e interessante, peccato poi il regista prenda a pretesto questa relazione per creare un maldestro intreccio di omicidi e cadaveri. Insomma, dall’impianto progettuale ambizioso, basato su un sottile racconto psicologico, la pellicola si fa presto thriller posticcio.

Al di là delle note sulla sceneggiatura, tra gli attori, anche il per solito bravo Bardem non riesce a metterci una pezza.

Perché ve lo racconto? Se avete due ore da dedicare al dio del cinema, potete certamente trovare qualcosa di meglio. Stroncato.

Jules et Jim di Truffaut

15, Maggio, 2008

Jules & Jim terzo film di Truffaut. Dopo “I quattrocento colpi” mi è capitato casualmente di imbattermi in questa pellicola del 1962. Vale la pena di vedere questo lungometraggio di una contemporaneità impressionante. Moderno, direi, di una seconda modernità. La storia di una donna e di due uomini, la storia di una scelta che non si compie o forse di una decisione presa a priori: quella di non scegliere tra più sentimenti. L’epilogo, tragico, sta forse a dimostrare che non esiste “alcuna credibile possibilità di combinazione amorosa al di fuori della coppia” – chiave di lettura fornitaci da Truffaut alla presentazione del film -, forse molto altro ancora. Leggi il seguito di questo post »

Giardini in autunno_Otar Losseliani

5, Gennaio, 2008

Vincent, ministro dell’agricoltura in qualche regione non meglio identificata dell’Africa, a seguito di una grave crisi viene usato come capro espiatorio e spinto a dimettersi. Senza più potere, senza più amanti, senza conservare nulla della vita di prima, intraprende un viaggio a ritroso nei luoghi della sua giovinezza, alla ricerca di una vita forse – questo film è tutto un forse – più semplice e autentica.

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Il buio nella mente

22, Ottobre, 2007

(già su DeBaser.it)

Giunto all’ennesimo film di Chabrol ho accertato due fatti: ho capito perché molta critica lo considera uno tra i più autorevoli registi francesi del nostro tempo e ho avuto conferma di un’impressione: c’è spesso qualcosa di indicibile, nelle donne del cinema di Chabrol, uno scarto, una marginalità rispetto alla scena, la presenza di un’estraneità radicale rispetto alla normalità della vita. La capacità di una direzione sobria e il tratteggio di un mondo femminile che riesce a vivere la follia nell’ovvietà sono i due elementi cardine di questo lungometraggio intenso, che il regista trae dal romanzo A Judgement in Stone (La morte non sa leggere, 1977) di Ruth Rendell. Leggi il seguito di questo post »