Archivio per la categoria ‘Cronaca’

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Il colore della paura è… VERDE.

4, Ottobre, 2008

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Dario, ne sono sicuro, lo vorrebbe al doppiaggio e, per l’occasione, cambierebbe titolo al suo ultimo lavoro.

Mentre questo paese diventa sempre più bizzarro, io mi preoccupo: domattina sarò in mezzo a loro, a sfilare, qui.

Dovere d’informazione…

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La sostenibilità parte da qui..

5, Settembre, 2008

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Solo un breve passaggio per commentare e dare visibilità ad una iniziativa, una volta tanto, lodevole.

Venerdì 5 settembre, presso il Municipio di Capannori (LU) si terrà la conferenza stampa relativa alla graduatoria finale del Premio nazionale dei “Comuni a 5 stelle“, giunto alla sua seconda edizione. Promosso dall’Associazione dei Comuni Virtuosi in collaborazione con Città del Bio, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ANCI, Coordinamento Agenda 21 Italia, Regione Emilia Romagna, Regione Liguria, Provincia di Ancona, Res Tipica, Movimento per la Decrescita Felice, CARTA, il concorso ha mostrato quest’anno grande vitalità e concretezza, grazie ai 38 enti locali che hanno deciso di aderire al bando presentando complessivamente oltre 150 progetti.

I vincitori sono stati suddivisi per 5 categorie: gestione del territorio, impronta ecologica, rifiuti, mobilità sostenibile, nuovi stili di vita, più una menzione speciale per i progetti più originali. Di seguito i nomi.

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Raddoppio della MI-LC, sì, cioè, dei binari..

30, Luglio, 2008

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Oggi Trenitalia annuncia la fine dei lavori di raddoppio della linea Milano-Lecco (leggete qui).

E’ un momento storico sottolinea, giustamente, il comunicato stampa: questa mattina, verso le sei, il primo convoglio ha percorso la nuova linea da Lecco verso Milano, con soli 5 minuti di ritardo sulla tabella di marcia.

Un vero record. Ma.. ehi, fermi un attimo. Perché un annuncio di tale importanza relegato al giorno 30 luglio 2008? Strano. Non è strano?

Di solito gli uffici marketing o pubbliche relazioni sono molto attenti a questi aspetti. Nessuna compagnia di alto livello, specie Trenitalia, in perenne deficit di considerazione da parte dei propri utenti, nessuna!, si sarebbe lasciata sfuggire una simile occasione.

Ma ve la immaginate?

Vi starete, legittimamente, chiedendo, cosa? cosa dobbiamo immaginare?

Ve la immaginate una bella inaugurazione, di quelle spettacolari, a settembre: pendolari abbronzati, felici, di rientro dalle ferie, una notizia che suona come il sogno inatteso, e realizzato. Insomma, un’inaugurazione capace in una mattina di spazzare via anni di attese, di malumori, persino di lotte.

E allora perchè no? come mai niente spumante e taglio di nastro? com’è possibile dopo 30 anni di attesa?

Solo uno squallido, graffitato, sciatto, convoglio delle 6 di mattina. Ma come??

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Il nuovo tratto della MI - LC

Il nuovo tratto della MI - LC

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E’ abbastanza chiaro, e ormai gli uomini Fs lo sanno, meglio non farsi ulteriori beffe dei pendolari: il raddoppio è concluso, ma – ve lo ricordo - durante l’inverno Trenitalia denunciava carenza di fondi, causa finanziaria (leggete qui). Carenza di fondi, in altre parole, significa: niente nuovi convogli, niente nuove corse, anzi, magari qualche taglio. Peggio di prima. Peggio di prima che, proprio proprio parafrasando, significa: il raddoppio ha ucciso territorio (leggetevi bene i resoconti su merateonline.it), ha speso immani risorse, e alla fine non servirà a nulla.

Aumentare le vie ferrate non è di per sè buona cosa: diventa un gran passo in avanti nel momento in cui, dietro a questo aumento quantitativo, s’intravede una vera politica del ferro, che preveda investimenti, riprogrammazione, un migliore trattamento dei pendolari, prezzi equi, sottrazione di risorse alla “gomma” – di lì si passa – per orientarle al “ferro”.

Serve questo, altrimenti le nuove vie sono solo binari, per giunta, destinati a rimanere morti.

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Villa contro la ricerca di petrolio in Brianza, Finiguerra dichiara la propria indipendenza: ecco i sindaci che vorrei

24, Luglio, 2008

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Nei giorni scorsi avevamo ironicamente sottolineato la “prudenza” del comunicato stampa rilasciato dopo l’ultima conferenza dei sindaci del casatese, ricamando in tono canzonatorio quella paginetta così incolore.

E’ lecito aspettarsi, quando il tema è il trivellamento del suolo del prorpio paese, che la prudenza venga espressa in questi termini: ehi, calma, diteci chi, dove, quando, come e perché trivellerà. I sindaci brianzolo-lecchesi, invece no, loro hanno un altro concetto di prudenza, secondo loro “prudente” è questo: non sottolineare gli elementi di rischio che un progetto di trivellamento potrebbe portare con sé nel nostro territorio. O almeno, questo si deduce dando un’occhiata al succitato comunicato.

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Non giudicate Simona

4, Giugno, 2008

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Non è certo consueto per queste nostre pagine occuparsi di “nera”, anzi..

Oggi è però arrivata alla redazione di MerateOnLine una lettera di una madre che si rivolge a Simona, la maestra di scuola che la scorsa settimana, a Robbiate, ha involontariamente ucciso il suo figlio più piccolo dimenticandolo in auto e andando in classe a fare lezione. Come dice giustamente Loretta, in questa sua pagina, sulla vicenda hanno “pasteggiato” tutti, con poco tatto, senza che il pensiero li abbia nemmeno sfiorati, il pensiero di come si possano sentire una madre, una famiglia, altri figli, davanti alle lapidazioni mediatiche che fanno meno male all’istante, ma seguono come fantasmi nel tempo. I giornalisti, ahimé, ma anche le persone comuni, come in un colosseo si invoca e si attende il “sangue” - sia chiaro, è soprattutto una metafora - il sangue delle vittime, e quello dei carnefici, il sangue dei giusti e quello di chi ha sbagliato. Il desiderio di esorcizzare il male che è presente in noi e tra noi, con una condanna sorda, estrema. Queste parole di Loretta ridanno umanità e una equa dimensione alla vicenda, aprono un pensiero che covo in me dal giorno in cui questa triste storia ha avuto inizio.

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Qualche impressione dalla Valle della Nava

1, Marzo, 2008

Il prossimo lunedì il Gruppo Valle della Nava, pur non avendo trovato ancora univoche denominazioni – ma è proprio questa la nostra forza! - si costituirà in associazione.
Che dire della strada fin qui percorsa? L’unica cosa che mi viene in mente è – non sarò affatto originale - che per mettere idee in terra occorrono tempo, pazienza e volontà. Dico l’ovvio, ma lo ripeto in particolar modo a me stesso. Organizzare un evento, confrontarsi con la politica, chiedere autorizzazioni, niente di tutto ciò risulta facile e veloce. Tuttavia, considerati i nostri piccoli tre mesi di vita e poco più, potremmo anche dirci moderatamente soddisfatti: il blog piace, il gruppo, anche se informale, è già riconosciuto e, mi permetto di dire, gode di discreta salute; stiamo organizzando di corsa il raduno delle associazioni di Monza e Brianza e nel futuro pare già esserci la partecipazione a un bando per un progetto di educazione ambientale abbastanza cospicuo. Questo, lungi dall’essere esclusivo merito nostro, è stato possibile anche grazie al fortunato incontro con persone e associazioni più preparate ed esperte, che in diversi modi ci hanno aiutato e ci aiutano, facendo da punti di riferimento e consiglio (vedi Ass. Parchi del Vimercatese, AmbienteColle ec). Al di là dei timori iniziali e dell’ovvia finitudine di ognuno di noi, c’è da essere contenti per il piccolo, ma compatto, gruppo che si è venuto a creare, un ensemble variopinto che sembra avere voglia di proseguire, anche attraverso i propri errori.

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Il giornale che vorremmo - Atto I -

3, Febbraio, 2008

La bella ipotesi annunciata da Antonio Cornacchia - a cui avevo già dedicato un piccolo spazio - ha finalmente preso il largo. Martedì sera, presso il centro culturale ricerca di Monza, una ventina di individui, delle più svariate estrazioni, si sono radunati cercando di intuire, come in un lungo flusso di tre ore, cosa potrebbe essere una rivista veramente indipendente oggi. Inutile dire che la domanda, da cento milioni di dollari, non ha trovato risposta certa. Qualche dato, però, lungo la piacevole serata è emerso e lo trovate qui volenterosamente sintetizzato da Antonio (ottimo mediatore tra i convenuti).

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Le mani sul parco!

25, Gennaio, 2008

In questi giorni il Parco di Monza è messo a rischio da una incauta decisione della Regione Lombardia: si tratta dell’idea di aprire nel suo bel mezzo un centro di guida sicura finanziato con stanziamenti regionali.
La Regione ha, infatti, destinato 1 milione e 700 mila euro per finanziare la SIAS, una società dell’ACI Milano, per la realizzazione di un centro di guida sicura in un’area prospiciente il Roccolo – recentemente restaurato a cura di uno sponsor privato su iniziativa del Comitato per il Parco “A. Cederna” – e la Gerascia, due degli ambienti naturali e storici più preziosi dell’intero Parco. La Gerascia, splendido prato rifugio di molte specie faunistiche, potrebbe essere asfaltata e messa a disposizione dell’autodromo.

La Giunta Mariani – senza discussione in Consiglio Comunale - ha approvato una delibera che rinnova alla SIAS fino al 2026 la concessione per la gestione dell’autodromo in cambio di un canone di locazione ridicolo: 800 mila euro. Inoltre, si sta discutendo il progetto dell’architetto Botta di uno stadio della F1 per ospitare 110.000 persone e la costruzione di due piste aggiuntive che dovrebbero correre parallele al circuito – una interna alla concessione e l’altra esterna. L’unica funzione sarebbe quella di rendere più agevole l’accesso alla pista.

L’idea di costruire un centro di guida sicura comporterebbe - almeno per come è stato prospettato - una perdita per il parco e i suoi fruitori e un guadagno riservato solamente alla succitata SIAS, che in definitiva gestisce l’autodromo e le strutture annesse. Questa pensata della Regione, come si può leggere sui quotidiani locali, potrebbe costarci caro: 300.000 euro subito, con la possibilità di arrivare a 1.700.000 euro di finanziamento complessivo, di cui l’80% a carico della Regione (e dei suoi contribuenti). La motivazione formale utilizzata per giustificare un tale dispendio è: “mettere in regola il circuito di Monza rispetto alle linee previste dalla stessa Regione a luglio per i centri di guida sportiva”.
Adeguamenti che fanno riflettere: se l’autodromo non rispecchia più quei canoni di sicurezza oggi richiesti, perché non pensare allora ad una nuova ubicazione per il centro di guida sicura? Perché rubare spazio alla qualità della vita dei cittadini? Rubare spazio a servizi per tutti con servizi per pochi?
L’esclusività dell’attribuzione a SIAS, poi, rende oltremodo perplessi: l’Assessor Ponzoni, che della SIAS è ancora consigliere d’amministrazione, è anche uno tra i proponenti del progetto “Guida sicura”. “Non sta bene che un assessore regionale veicoli un finanziamento così cospicuo ad una società di cui è amministratore”, tuonano dall’opposizione. Per di più, la mole dell’investimento fa pensare che ci saranno pesanti interventi sul povero Parco, già abbastanza colpito nel recente passato dall’intrapredenza delle amministrazioni di destra, a livello comunale e regionale.

 

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Quello che più mi fa male di tutta questa vicenda non è il solito aspetto “magagnone” della politica, ma che a smenarci sia il Parco di Monza: una vera istituzione per la Brianza! Ogni problema del parco di Monza non è un problema locale, è un problema di tutto il contesto brianzolo. E’ necessario, in un territorio abbruttito dal cemento e avvelenato dal traffico, capire il senso e il ruolo di primo piano che il Parco svolge per i cittadini di Monza (e di Arcore, Macherio, Vedano, Lesmo, ec ec ec). E se motivi, diciamo così, funzionali non bastassero, il Parco è una componente storica che va tutelata, è il parco urbano più ampio d’Europa con i suoi 685 ettari e il suo ricchissimo patrimonio, artistico e naturale. All’interno del parco ci sono qualcosa come 110.000 alberi ad alto fusto, 137 ettari di prati, 295 di boschi, 3 ville storiche, 3 mulini e 26 cascine. Questo parco è stato creato nel 1805, è memoria storica della città e della cittadinanza, e oggi punto di riferimento e baricentro delle attività ricreative di circa due milioni di persone l’anno. Si stima che in una qualsiasi domenica durante la bella stagione visitino il parco più di 60.000 persone.

A difesa di questo splendido patrimonio dal 1994 è presente il Comitato per il Parco di Monza “Antonio Cederna”, che in questi anni si è prodigato in attività di valorizzazione e, soprattutto, di difesa. Questo comitato ha portato avanti campagne per rendere il parco più fruibile e “di tutti”, ha organizzato lavori di restauro naturale delle aree verdi, e ora si sta muovendo per contrastare questa ipotesi di allargamento. Proprio al fine di osteggiare questa ennesima idiozia il Comitato propone una petizione da presentare alle istituzioni (per maggiori informazioni vi rimando direttamente al testo della petizione, cliccando qui).
E’ veramente difficile non comprendere la ricchezza, la bellezza e l’importanza del Parco in una realtà come quella di Monza e Brianza, si pensi allo spazio alternativo che il parco rappresenta, ai micro habitat e micro paesaggi che il parco conserva al suo interno, alle aree per il gioco e il relax, al riparo che offre alla fauna, alle splendide visuali e alla cultura che ancora in esso trovano riparo. E’ inammissibile che per la realizzazione di un centro di guida si vadano a occupare ulteriori aree verdi. Il diritto ad un prato e all’ombra di un albero è parte di quei diritti universali e inalienabili che si possono difendere solo mettendo al primo posto il bene comune.

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Quando le istituzioni dicono una parola in più..

4, Gennaio, 2008

Ieri sera, giovedì 3 gennaio, a Casatenovo, si è svolta una fiaccolata per commemorare l’eccidio partigiano del 3 gennaio 1945, data in cui le Brigate Nere di Missaglia, comandate da Emilio Formigoni (padre del nostro presidente regionale), fucilarono quattro partigiani in località Valaperta. Per ricordare le quattro giovani vittime e per rinnovare i valori che mossero l’azione dei movimenti di Resistenza l’amministrazione comunale, con la partecipazione di diverse associazioni, ha voluto organizzare una fiaccolata dal centro di Valaperta fino al cippo dei Caduti per la Resistenza.

Partendo dal piazzale della chiesa parrocchiale di Valaperta la marcia con fiaccole si è snodata per le vie della piccola frazione, raggiungendo il Cippo ubicato tra campi e boschi. Pur provando una certa allergia per i riti e per la folla, devo dire di essermi sentito partecipe: è stato un momento di grande suggestione, forse per il contesto, tra i boschi di Landriano e Valaperta, forse per le particolari condizioni - una notte chiara e silenziosa - offerte dalla neve, forse per il vivo interesse dei pochi partecipanti. Le istituzioni, capaci per solito di avvilire con le loro banalità qualsiasi manifestazione, hanno avuto un poco più coraggio, sostituendo la retorica con dichiarazioni di pacata audacia.
Il Sindaco Antonio Colombo in un discorso breve e semplice ha reso omaggio alla memoria dei quattro giovani e ricordato al contempo i lavoratori deceduti negli stabilimenti dell’acciaieria ThyssenKrupp di Torino, come vittime: “di quello stesso Potere che passa sopra l’Uomo e la sua dignità”.
Successivamente Colombo ha ceduto la parola all’assessore all’istruzione di Casatenovo Luciano Zardi, qui in veste di rappresentante dell’ANPI provinciale. Zardi ha tenuto un discorso che mi è sembrato sincero, appassionato, ribadendo: “la volontà e la necessità di trasmettere nel tempo la memoria di un gesto che è insegnamento prezioso ancora oggi per la nostra società, perché essa sia un’alternativa a quel modello sociale dominato dal sopruso e dal potere, alternativa alla spersonalizzazione nella quale l’individuo è funzionale al solo equilibrio economico [..] La memoria che celebriamo non è solo quella contro l’oppressione del regime fascista e la guerra, ma anche quella della capacità di reagire che ha contraddistinto gli uomini della Resistenza. Capacità di reagire che deve guidare anche la nostra azione oggi, per contrastare le nuove forme di oppressione spesso tollerate dalle istituzioni e alimentate dai mass-media, per riaffermare la libertà dell’uomo e la possibilità di una sua piena realizzazione: la capacità di produrre un nuovo futuro”. Un discorso che è volato alto, tanto da sembrare quasi distante, lontano dalla realtà, un monito per il futuro che ancora non vediamo.

 

 

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Non sono mai benevolo con l’amministrazione Colombo e i suoi uomini di fiducia perché, nel mio piccolo, ritengo che come giunta di sinistra abbiano mancato l’appuntamento, riducendo la loro opera ad una discreta gestione dell’ordinario. In questa particolare occasione, però, devo riconoscere ai rappresentati istituzionali di aver azzardato una parola di più in un discorso istituzionale durante una cerimonia istituzionale, e questo al giorno d’oggi non è poco.
Le mie osservazioni, ormai mi ripeto un po’, lungi dall’essere sterile critica: l’amministrazione avrà tempo di rifarsi negli ultimi due anni di mandato. Questioni aperte e importanti a Casatenovo non ne mancano, c’è tempo di rifarsi e di proporre qualche azione politica di ampio respiro, che vada oltre la pulizia dei marciapiedi e la raccolta dei vetri. Da questa parte della barricata - cittadini, associazioni, gruppi - dobbiamo svegliarci, premere, proporre e fare tutto questo insieme.

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Cemento e parchi: discussione rimandata al 2008

7, Dicembre, 2007

Arrivano notizie dal fronte “parchi” e dal fronte “cave” che ancora una volta si trovano al centro del dibattito ambientale lombardo. Ma andiamo con ordine.
Per quanto riguarda il problema “parchi a rischio cementificazione”, dopo l’iniziativa di Eddyburg.it - accompagnata da una sempre tardiva insurrezione del centrosinistra e di federparchi - la proposta dell’assessore al territorio Davide Boni (dare più poteri a Comuni e Regione in campo urbanistico/aumentare volumetrie edificabili nei parchi lombardi) è stata momentaneamente ritirata dalla maggioranza di centrodestra insieme all’intero progetto di riforma della legge urbanistica (la famosa 12/2005).

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