
Un uomo, un perché..
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Il Cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi oggi, durante le celebrazioni della festività di Sant’Ambrogio: «Il dialogo non è uno tra i tanti atteggiamenti che l’uomo può assumere e vivere, ma è un tratto fondamentale, costitutivo, oso dire ontologico, della sua umanità. Il dialogo deve essere assunto come atteggiamento stabile nell’uomo: non sempre è dote innata, bensì – più spesso – è virtù che l’uomo sapiente sa ricercare e coltivare, anche a prezzo di fatica… Il dialogo autentico avviene proprio a partire da persone che conoscono se stesse. Non è una possibilità offerta solo alla donna e all’uomo di fede: anche chi non crede ha bisogno di riscoprire e prendere contatto con quei valori antropologici che hanno fondato e devono continuare a fondare la nostra civiltà: il desiderio del bene, del giusto, del bello, del vero… Per custodire, realizzare e promuovere questa interiorità autentica sono necessari tempo e spazi adeguati. I ritmi di vita sempre più accelerati che ci sono imposti, ostacolano la cura dell’interiorità e della dimensione spirituale, minando in radice la qualità del dialogo. Possiamo aiutarci, per quanto di nostra competenza, governando i tempi del lavoro, del commercio, della cultura, dei servizi, anche del divertimento, per rendere più umana, più a misura d’uomo, la vita quotidiana? In tante zone della Città, inoltre, mancano anche gli spazi fisici e le occasioni concrete per fermarsi a riflettere e a pregare. Abbiamo bisogno di luoghi di preghiera in tutti i quartieri della Città. Ne hanno un bisogno ancora più urgente le persone che appartengono a religioni diverse da quella cristiana, in modo particolare all’Islam. Abbiamo bisogno anche di iniziative culturali che favoriscano la riflessione, non di provocazioni che suscitano esclusivamente dibattiti sterili e scalpore ma che non accrescono l’interiorità».
Calderoli a commento delle dichiarazioni del porporato: «In un momento in cui la Chiesa di Roma è tornata alla sua missione di guida spirituale e di salvaguardia delle tradizioni, abbandonando il piccolo cortile degli intrighi della politica italiana, spiace vedere che il cardinale Tettamanzi si pone come uno degli ultimi baluardi del cattocomunismo. E la cosa è ancora più sorprendente e triste perché un comunismo sconfitto dalla storia ritrova certi schemi di pensiero e certe tramontate bandiere ideologiche come il cattocomunismo proprio tra uomini di Chiesa».
Mannaggia, quando si prova a dire una cosa intelligente e dotata di senso subito a darti del catto-comunista. A parte che sono parole di Calderoli e forse si commette errore a prenderle in considerazione.
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