Archivio per la categoria ‘Inquinamenti’

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Non sarà ora di iniziare a pensarci?

3, Marzo, 2008

L’abitante e l’autista brianzolo, due facce della stessa medaglia, un solo personaggio che alterna ire da residente contro gli automobilisti e ire da automobilista contro altre auto, biciclette, motorini e chi più ne ha più ne metta. La colonna semovente ormai è il massimo che ci possiamo aspettare, l’ingorgo non sorprende più. Al di là delle singole crisi di nervi, ci sono ragionamenti legati al prossimo futuro che bisognerà pur incominciare ad affrontare. I valori di Pm10 da giorni sono costantemente fuori soglia e, nonostante un inverno tra i più piovosi degli ultimi tempi, stiamo registrando tassi di inquinamento preoccupanti che oltrepassano, e talvolta doppiano, il limite massimo stabilito dalla legge di 50 µg/mc di polveri sottili.

 

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Fotovoltaico possibile

28, Dicembre, 2007

Riporto un bell’intervento di Paolo Trezzi del centro culturale Khorakhané sul fotovoltaico e le sue possibilità di sviluppo a livello locale. L’esempio proposto da Trezzi non va certo preso come oro colato - almeno fino a una effettiva verifica di fattibilità - ma meriterebbe di essere considerato come spunto di riflessione soprattutto in sede consiliare.

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La luce che ruba le stelle..

6, Aprile, 2007

di Antonio Cianciullo (La Repubblica 20 Giugno 2006)

L’eccesso di illuminazione crea sprechi e aumenta l’inquinamento…

A più di un italiano su due ruba la notte oscurando la Via Lattea. Allontana il traguardo di efficienza fissato dal protocollo di Kyoto. Costituisce una tassa occulta, milioni di euro sottratti al portafoglio e regalati allo smog. L’inquinamento luminoso, quella macchia bianca pulsante che nelle foto notturne copre quasi l’intero territorio dell’Europa e del Nord America, è diventato una presenza ingombrante. E per frenarlo sta crescendo il fronte che si batte per la difesa del buio. Negli Stati Uniti la International Dark-Sky Association ha calcolato che il cattivo uso della luce negli Stati Uniti d’America fa sprecare 23 milioni di barili di petrolio. In Spagna il quotidiano El Pais ha stimato in 132 milioni di euro il costo della cattiva illuminazione, senza contare i danni prodotti dalla 300 mila tonnellate di anidride carbonica che vengono sparate in cielo andando ad accelerare il riscaldamento globale.

In Italia è Legambiente che, assieme all’Università di Padova, ha appena prodotto un’indagine nazionale sull’efficienza dell’illuminazione pubblica. In realtà più che di efficienza bisognerebbe parlare di sprechi. Oltre il 30% dell’energia prodotta viene dispersa per colpa di un sistema di illuminazione primitivo: lampade disposte malamente, globi che sparano verso l’alto invece di luci semiradenti applicate alla pareti delle case, tecnologie a bassa efficienza.

Ma c’è anche chi va controcorrente. Pavia possiede il parco lampade più avanzato, con un’efficienza del 47% superiore alla media. Al secondo posto c’è Siena. Molto buona anche la posizione di due città medio piccole del Sud: Caltanissetta e Catanzaro. Se tutti i Comuni fossero efficienti come Pavia, si avrebbe un risparmio energetico complessivo che consentirebbe di fornire elettricità gratuita a 125 mila persone, cioè ad una città come Vicenza. E una mancata emissione di 206 mila tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

Trapani,Verbania o Rimini potrebbero dimezzare il budget per l’illumiazione. Altri 13 capoluoghi avrebbero un risparmio superiore al 40%. «Sono numeri su cui riflettere», afferma Roberto Della Seta, presidente di Legambiente. «Mostrano ritardi gravi, ma anche la possibilità di uno sprint per riguadagnare terreno e competitività». E per Valerio Calzolaio, promotore della campagna per una legge quadro sull’inquinamento luminoso, «abituarsi a tagliare gli sprechi è utile anche dentro casa e negli uffici, dove si può ottenere una luce più gradevole ed efficace risparmiando sulla bolletta».