E siamo a due in poco tempo, ma per ragioni diverse. Ecco di seguito l’intervista a Giliola Sironi (realizzata per casateonline) riguardo all’imminente cambio di vertice in Rete Salute. Il suo nome e quello di Ambrogio Sala sono infatti emersi dalle prime consultazioni tra le forze politiche locali, che hanno il compito di selezionare la rosa di dirigenti. A favore delle loro candidature giocano sicuramente l’esperienza e le posizioni ricoperte in passato. Il Sindaco di Casatenovo Antonio Colombo, dal canto suo, dissente: vorrebbe vedere qualche volto nuovo.
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Sta giungendo a termine il mandato dell’attuale consiglio di amministrazione di Rete Salute, la società pubblica di erogazione di servizi sanitari e sociali, che coinvolge molti comuni della provincia. Lo scadere dell’incarico ha già portato allo scoperto i primi nominativi per la nuova dirigenza. Dopo le prime consultazioni, tra i nomi dei possibili candidati è emerso anche quello di Giliola Sironi. Le abbiamo posto qualche domanda in merito.
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Gigliola tra i nomi dei candidati con un sostegno trasversale c’è anche il suo.
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Una candidatura non ricercata. Arrivata a sessant’anni non rincorro più nessun posto, non ne ho bisogno, non me la sento. Qualche tempo fa, avevo però promesso ad un amico che non avrei detto “no” in modo pregiudiziale ad una eventuale proposta. Voglio precisare che, nel caso, prima di assumermi l’incarico, vorrei vedere assicurate alcune pre-condizioni: in primo luogo, vorrei sapere chi sarebbe eventualmente al mio fianco; sarei disposta ad intraprendere un incarico del genere solo con una squadra di persone competenti e con voglia di fare. In secondo luogo, vorrei che l’eventuale nomina fosse concordata non solo tra i sindaci, ma tra i vari consigli, con il coinvolgimento anche delle minoranze.
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Per quali ragioni?
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Innanzitutto, il tema della sanità è un tema trasversale che deve essere analizzato superando le contrapposizioni, in quanto si vanno a fornire servizi a malati che chiedono solo di essere curati e trattati al meglio, non altro. Secondariamente, è bene che la scelta ricada su persone in grado di convogliare un ampio consenso da ambo le parti, anche perché andiamo a ridefinire il CdA a pochi mesi dalle prossime amministrative: elezioni in cui la maggioranza dei comuni assisterà ad un cambio di vertice.
Infine, ritengo importante limitare questo modo verticistico di fare politica: in passato, quando si dovevano definire incarichi del genere – ad esempio, per le ASL – tutti i consiglieri comunali erano chiamati a esprimere una preferenza. Oggi non è più così, certo, ma dobbiamo tenere presente, e lo dico da componente del PD, che se non concordiamo con una base ampia le nostre scelte ci omologhiamo alla politica di destra.
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Indiscrezioni parlano di un veto del Sindaco di Casatenovo, Antonio Colombo, sulla sua eventuale nomina: preferirebbe qualche volto nuovo.
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Non sono a conoscenza dell’opinione di Colombo. Un veto, in ogni caso, ci può stare, l’importante è che si avanzi contemporaneamente una proposta, un nome altrettanto valido, competente e capace di attirare su di sé un adeguato consenso. Io non ho attualmente sentito altre proposte. Il “vecchio” problema del rinnovamento, è un falso problema. Si rinnova costruendo piano piano una nuova classe dirigente a partire dai consigli comunali, formando giovani preparati che, una volta acquisite competenze e una buona esperienza, saranno in grado di assumere incarichi di livello.
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