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Giliola Sironi su Rete Salute

30, Ottobre, 2008

E siamo a due in poco tempo, ma per ragioni diverse. Ecco di seguito l’intervista a Giliola Sironi (realizzata per casateonline) riguardo all’imminente cambio di vertice in Rete Salute. Il suo nome e quello di Ambrogio Sala sono infatti emersi dalle prime consultazioni tra le forze politiche locali, che hanno il compito di selezionare la rosa di dirigenti. A favore delle loro candidature giocano sicuramente l’esperienza e le posizioni ricoperte in passato. Il Sindaco di Casatenovo Antonio Colombo, dal canto suo, dissente: vorrebbe vedere qualche volto nuovo.

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Giliola Sironi

Giliola Sironi

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Sta giungendo a termine il mandato dell’attuale consiglio di amministrazione di Rete Salute, la società pubblica di erogazione di servizi sanitari e sociali, che coinvolge molti comuni della provincia. Lo scadere dell’incarico ha già portato allo scoperto i primi nominativi per la nuova dirigenza. Dopo le prime consultazioni, tra i nomi dei possibili candidati è emerso anche quello di Giliola Sironi. Le abbiamo posto qualche domanda in merito.

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Gigliola tra i nomi dei candidati con un sostegno trasversale c’è anche il suo.

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Una candidatura non ricercata. Arrivata a sessant’anni non rincorro più nessun posto, non ne ho bisogno, non me la sento. Qualche tempo fa, avevo però promesso ad un amico che non avrei detto “no” in modo pregiudiziale ad una eventuale proposta. Voglio precisare che, nel caso, prima di assumermi l’incarico, vorrei  vedere assicurate  alcune pre-condizioni: in primo luogo, vorrei sapere chi sarebbe eventualmente al mio fianco; sarei disposta ad intraprendere un incarico del genere solo con una squadra di persone competenti e con voglia di fare. In secondo luogo, vorrei che l’eventuale nomina fosse concordata non solo tra i sindaci, ma tra i vari consigli, con il coinvolgimento anche delle minoranze.

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Per quali ragioni?

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Innanzitutto, il tema della sanità è un tema trasversale che deve essere analizzato superando le contrapposizioni, in quanto si vanno a fornire servizi a malati che chiedono solo di essere curati e trattati al meglio, non altro. Secondariamente, è bene che la scelta ricada su persone in grado di convogliare un ampio consenso da ambo le parti, anche perché andiamo a ridefinire il CdA a pochi mesi dalle prossime amministrative: elezioni in cui la maggioranza dei comuni assisterà ad un cambio di vertice.

Infine, ritengo importante limitare questo modo verticistico di fare politica: in passato, quando si dovevano definire incarichi del genere – ad esempio, per le ASL – tutti i consiglieri comunali erano chiamati a esprimere una preferenza. Oggi non è più così, certo, ma dobbiamo tenere presente, e lo dico da componente del PD, che se non concordiamo con una base ampia le nostre scelte ci omologhiamo alla politica di destra.

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Indiscrezioni parlano di un veto del Sindaco di Casatenovo, Antonio Colombo, sulla sua eventuale nomina: preferirebbe qualche volto nuovo.

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Non sono a conoscenza dell’opinione di Colombo. Un veto, in ogni caso, ci può stare, l’importante è che si avanzi contemporaneamente una proposta, un nome altrettanto valido, competente e capace di attirare su di sé un adeguato consenso. Io non ho attualmente sentito altre proposte. Il “vecchio” problema del rinnovamento, è un falso problema. Si rinnova costruendo piano piano una nuova classe dirigente a partire dai consigli comunali, formando giovani preparati che, una volta acquisite competenze e una buona esperienza, saranno in grado di assumere incarichi di livello.

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Madre Terra, Insubria, Econazione: i Domà Nunch si raccontano

24, Giugno, 2008

Ecco l’imprevedibile intervista ai Domà Nunch, realizzata per il secondo numero di “Vorrei” dedicato alla Lega Nord, in cui mi sono fatto raccontare quale cornice di valori muova la loro azione. Ne viene un’intervista curiosa, in cui mi sono preso del girotondino, pseudo-intellettuale di sinistra. Deve essere proprio così, dopo l’esclusione della sinistra storica dal governo, tento di dar voce a chi non ne ha più: pura filantropia.

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Egoismo e scarsa cultura

21, Giugno, 2008

Oggi pubblichiamo una seconda intervista realizzata per l’ultimo numero de La rivista che Vorrei, dedicato al trionfo elettorale della Lega Nord. L’intervistato è questa volta Don Giorgio De Capitani che più e più volte ha preso posizione contro la Lega, contro quel partito che sfrutta gli istinti più bassi dell’uomo per espandere il proprio potere. Più di ogni altra cosa, a preoccuparmi è la dimensione di quest’ultimo trionfo elettorale, che segna una rinnovata vigoria del partito padano anche tra giovani e giovanissimi. A loro volta, le fasce più giovani aderiscono ad un modello proposto dalle tv commerciali e accettato supinamente dalle famiglie, che vedono nella caccia all’altro e nella soddisfazione dei desideri microlocali un’opera di tutela dei propri privilegi e possibilità. In verità, la Lega Nord sta espandendo un carattere sociale avvilente che promuove il degrado e, specie da noi, compete con il più suadente berlusconismo.

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La Lega e il Cattolicesimo. Il rapporto fra l’etica leghista e la chiesa di Cristo. Di questo abbiamo voluto parlare proprio con un uomo di Chiesa, il sacerdote don Giorgio De Capitani, parroco di Monte di Rovagnate. Nato a Santa Maria di Rovagnate nel 1938, ordinato sacerdote nel 1963 nella diocesi di Milano, Don Giorgio, ha esercitato il suo ministero pastorale a Introbio, a Cambiago, a Sesto S. Giovanni, è stato parroco a Balbiano e Culturano. Ha scritto anche numerosi libri. Dal suo pulpito e dal suo sito internet si è più volte espresso nei confronti del successo leghista assumendo anche posizioni molto decise. E in questa intervista non si è certo tirato indietro, attaccando ferocemente le ipocrisie, le volgarità e l’ignoranza fra le quali la Lega, anche e soprattutto in Brianza, trova terreno fertile.

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Troppi soldi e cemento, serve un cambio di mentalità

20, Giugno, 2008

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Proprio in concomitanza con la presentazione de “La rivista che Vorrei“, tenutasi questa sera alla Feltrinelli di Monza con un bel riscontro di pubblico – buon numero di spettatori, soprattutto sotto i trenta – e l’interessante presenza di Luca DeBiase, ripropongo a partire da oggi alcune interviste realizzate per la stessa. Si parte con questa intervista a Giampietro Corbetta che fu gradito ospite a casa mia nel mese di maggio.. cercammo di misurare il polso di questa nostra Brianza.

Qui è già disponibile il secondo numero dedicato alla Lega Nord. Frequentate, leggete, possibilmente, commentate ..è cio’ che da più senso a questo lavoro.

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Intervista ad Alessio Ciacci sul progetto “Rifiuti Zero”

8, Giugno, 2008

Acqua, Rifiuti ed Energia rappresentano tre questioni fondamentali per il futuro del nostro pianeta. Emergenze ambientali ed emergenze sociali aumentano laddove le politiche di governo del territorio non sono indirizzate a costruire una vera sostenibilità ambientale ed una maggiore giustizia sociale. Senza una partecipazione vera ed un aumento della coscienza collettiva sul valore dei beni comuni rischiamo di perdere il controllo di fattori determinanti il nostro benessere. L’amministrazione di Capannori (LU), nel piccolo di un’esperienza comunale, sta cercando di affrontare con determinazione e coraggio queste sfide costruendo alternative che affrontino la sostenibilità anche attraverso una vera partecipazione. Capannori è il primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia rifiuti zero”. Per questi motivi, che necessariamente devono interessare la politica locale, abbiamo provato a contattare l’assessore all’ambiente del comune di Capannori, Alessio Ciacci, per sottoporgli alcune domande e comprendere meglio come è stato possibile impostare e implementare un progetto così ambizioso. L’assessore si è dimostrato estremamente disponibile e mosso da reali passione ed impegno. Ne è venuta un’intervista esaustiva che merita di essere attentamente analizzata come base per una riflessione da avviare anche nelle nostre zone, in cui non sembra manchino le condizioni (piuttosto la volontà) per intraprendere scelte simili. Leggi il seguito di questo post »

Intervista a Serge Latouche

1, Aprile, 2008

Negli ultimi venticinque anni Serge Latouche ha contribuito, come e più di altri intellettuali, alla chiarificazione e alla maturazione dei concetti intorno a cui si sono costruiti i movimenti new global. Nato a Vannes, in Bretagna, nel 1940, economista di formazione e antropologo per esperienza Latouche negli anni settanta trascorse molto tempo in Africa occidentale, dove maturò una svolta del proprio pensiero, che dalle posizioni marxiste tradizionali lo portò a una critica radicale delle ideologie del “progresso” e dello “sviluppo”, anche nella loro versione di sinistra. Questa maturazione lo condusse, nel 1981, a fondare con Alain Caillé il MAUSS (Movimento AntiUtilitarista nelle Scienze Sociali), e l’omonima rivista di cui Bollati Boringhieri pubblica, dall’anno scorso, l’edizione italiana.
Appoggiandosi anche al pensiero di Marcel Mauss e di Ivan Illich, Latouche ha condotto negli anni una polemica contro il pensiero utilitarista e universalista, per liberare la società occidentale dalla dimensione economicista che la imprigiona e dall’ipertrofia della tecnoscienza, insomma, come lui stesso è solito dire: per “decolonizzare l’immaginario”. Latouche propugna un ritorno a quella dimensione di reciprocità, convivialità, solidarietà (e di attenzione agli aspetti ecologici) che sola può consentire di sfuggire alla catastrofe verso cui ci porta lo “sviluppo,” e per questo è diventato uno degli intellettuali più popolari nei movimenti new global.
In Italia, Bollati Boringhieri ha pubblicato molte delle sue opere più importanti. Oltre a “Giustizia senza limiti” e “La sfida dell’etica in un’economia mondializzata”, da poco ristampata, segnaliamo: “L’occidentalizzazione del mondo”, “Il pianeta dei naufraghi. Saggio sul dopo sviluppo”, “La Megamacchina”, “La sfida di Minerva”, “Razionalità occidentale e ragione mediterranea”, “L’altra Africa”, “Tra dono e mercato”, “Il ritorno dell’etnocentrismo”. Presso altri editori sono stati pubblicati: “La fine del sogno occidentale”, “Saggio sull’americanizzazione del mondo” (Eleuthera), “L’invenzione dell’economia” (Arianna Editrice), “Miseria della mondializzazione” (Strategia della lumaca), “Decolonizzare l’immaginario” (Editrice Missionaria Italiana).
A settembre Latouche, che è spesso in Italia, ha parlato al festival della letteratura di Mantova. Qui lo ritroviamo in una intervista realizzata da socialpress. Un po’ vecchiotta ma con diversi spunti possibilmente utili.

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