Archivio per il 'La rivista che Vorrei'Categoria

Il nuovo dossier di Vorrei sulla “casa”

3, Dicembre, 2009


«A house is not a home, dicono gli anglosassoni. Non basta l’edificio per sentirsi ‘a casa’. Ci vuole molto di più. Un ‘di più’ che viene in buona parte da noi, ma che, per un’altra buona parte, deve venire dal contesto». E’ online il nuovo dossier della nostra rivista di riferimento.

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Mobilità in Brianza

4, Novembre, 2009

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La nostra rivista di riferimento sforna un dossier su uno dei temi più spinosi di Brianza: la mobilità.
Uno speciale ricco, che spazia dalla Pedemontana al tunnel di viale Lombardia alle prospettive per la metropolitana a Monza, dai parcheggi alle piste ciclabili, dagli sprechi al confronto con una realtà d’eccellenza nella mobilità sostenibile come la Svezia.

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Facelook

20, Ottobre, 2009


Vi segnalo la brillante iniziativa lanciata da La rivista che Vorrei, in collaborazione con areaodeon. Si chiama Facelook e si tratta di una scommessa, un eseperimento basato sulla nostra voglia di conoscere e farsi conoscere, sul nostro interesse: il social network reale, fuori dal computer.

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Inarrestabile silenziosa invasione

5, Agosto, 2009

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Sulle pagine della mia rivista preferita viene oggi riproposto un bell’articolo di Paolo Biondani, già apparso sull’Espresso. Si fa una analisi lucida, tipo foto agghiacciante, di un problema della cui entità non è sempre facile accorgersi: il consumo di territorio.
Di questa difficoltà percettiva fanno tesoro i tanti speculatori che si stanno mangiando fette e fette di Italia (ci sono anche le immagini).
Per dire, in Lombardia, in sei anni, è come se fossero state costruite sei nuove città di Brescia.
Una patologia ingiustificata: nel nostro paese cresce del 15 per cento il patrimonio edilizio e solo del 4 per mille la popolazione.
Una scelta che non ci conviene. Infatti, conclude laconicamente Biondani: “Come dire che, ogni cento euro, al Comune ne vanno 5 di incassi teorici, ai re del mattone 95 di soldi veri”.
Una grave malattia – sfido chiunque a sostenere il contrario – per  cui occorrono scelte chiare..  magari una drastica riduzione delle concessioni edilizie?


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Esemplarità

10, Luglio, 2009

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Trovo piacevole e condivisibile la recensione che Antonio fa al libro di Pippo. Mi piace segnalare un passaggio in particolare, che forse non è il più attinente, ma che tocca un punto importante, e dice qualcosa che non si sente dire in giro o almeno che io non sento da un po’: “Fra le pagine di “Nostalgia del futuro” torna almeno un paio di volte una questione che mi sta molto a cuore come cittadino e come padre: quella degli esempi, dell’esemplarità. Citando Vittorio Foa «Sono un po’ scettico sul linguaggio dei valori che sento in giro, ossia dell’esaltazione dei valori: vorrei vedere degli esempi perché è dagli esempi che può nascere qualcosa», o riportando tutto al ruolo della politica «Denuncia e coraggio, questo deve essere il primato della politica. Quello che conta, che fa la differenza. E la proposta è credibile, se è credibile chi la fa. E se si mette in gioco, se non conosce il conveniente, se non assume soltanto il dovere di esserci, ma è lì per fare qualcosa».
Io non so a quanti altri la politica sarebbe meno indigesta se davvero si preoccupasse – in maniera esemplare – di affrontare i “nostri” problemi (e risolverli), per conto mio mi starebbe molto più simpatica”.

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Anime migranti

1, Luglio, 2009

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Nuovo numero, nuova veste grafica.. piacere da leggere.
E’ online il nuovo numero de La rivista che vorrei dedicato alle “anime migranti”.

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Dall’editoriale di Claudio Ferrara: “Intanto, anche se le elezioni sono passate, i temi che l’hanno dominata sono ancora qui. L’ambiente, il territorio e la mobilità; la sicurezza e l’immigrazione. I migranti in particolare – (im)migranti ma anche (e)migranti – sono il filo conduttore che abbiamo scelto per questo numero. Perché è un macrotema che coinvolge molti dei cambiamenti sociali che hanno riguardato Monza in questi anni, dalla sicurezza al territorio. Ma soprattutto perché mette al centro le persone. Per questo abbiamo scelto di far parlare le loro vive voci, utilizzando soprattutto la forma dell’intervista per approfondire il tema[…] Storie che aprono orizzonti su interi mondi e trasformano le cifre delle statistiche e le generalizzazioni della sociologia in vita vissuta. È questa la cifra che dà senso al nostro occuparci di Monza, Brianza “e tutto il resto”: analizzare la realtà locale per parlare di fenomeni generali senza trasformarli in astrazioni. Per non perdere il senso dell’empatia e della partecipazione”.


Qui, il sommario, davvero ricco.

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