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«Datemi una barca disse l’uomo.
E voi, a che scopo, volete una barca, si può sapere, domandò il re.
Per andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, rispose l’uomo.
Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più. Sono tutte sulle carte.
Sulle carte geografiche ci sono le isole conosciute.
E qual’è quest’isola sconosciuta di cui volete andare in cerca.
Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta».
Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernst Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta, e caricava la cassa su di un camion.
Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all’estrema periferia della città, fermandosi sul ciglio di un vallone.
Kazirra scese dall’auto e andò a vedere. Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e, fatti pochi passi, la scaraventò nel botro; che era ingombro di migliaia e migliaia di altre casse uguali.Leggi il seguito di questo post »
“Chi di notte, dormendo, sogna, conosce un genere di felicità ignota nel mondo della veglia: una placida estasi e un riposo del cuore che sono come il miele sulla lingua. Sa anche che la vera bellezza dei sogni è la loro atmosfera di libertà infinita: non la libertà del dittatore che vuole imporre la sua volontà nel mondo, ma la libertà dell’artista privo di volontà, libero dal volere. Il piacere del vero sognatore non dipende dalla sostanza del sogno, ma da questo: tutto quello che accade nel sogno non accade solo senza il suo intervento, ma fuori del suo controllo. Si creano spontaneamente paesaggi, vedute splendide e infinite, colori ricchi e delicati, strade, case che non ha mai visto e di cui non ha mai sentito parlare. Compaiono degli sconosciuti che sono amici o nemici, benché chi sta sognando non abbia mai fatto nulla per loro ne contro di loro.Leggi il seguito di questo post »
Riordinando vecchi archivi ho scoperto uno dei molti lavori rimasti in sospeso e mai conclusi. Ripropongo qui una piccola scheda de Il Paese delle Nevi, libro ispirato e stupendo che consiglio a tutti gli spiriti sensibili e immaginosi. Questa “bozza” era parte di un lavoro più ampio, qui riporto solamente una descrizione della vita e un cenno sull’opera. Credo possa essere interessante anche perchè Kawabata è materiale raro sul web e queste informazioni sono sintetizzate a partire da testi cartacei. Spero possa essere uno spunto per riscoprire un piccolo capolavoro.Leggi il seguito di questo post »
Come già per “La lentezza”, oggi propongo la lettura di un brano tratto da “L’ignoranza” di Milan Kundera. Ancora una volta mi auguro che tanto basti per far crescere in voi la curiosità di leggere questo romanzo, romanzo psicologico nell’accezione più positiva e profonda del termine, che guarda all’Uomo e, in questo particolare caso, alla figura dell’esule.
La trama: un uomo e una donna si incontrano per caso mentre tornano al loro paese natale, che hanno abbandonato vent’anni prima scegliendo la via dell’esilio. Riusciranno a riannodare i fili di una strana vicenda d’amore, appena iniziata e subito inghiottita dalla Storia? Il fatto è che dopo una così lunga assenza “i loro ricordi non si somigliano”.
La nostra memoria è flebile: viviamo sprofondati in un immenso oblio, e ci rifiutiamo di saperlo. Solo coloro che, come Ulisse, tornano dopo vent’anni a Itaca possono contemplare, attoniti e abbagliati, la dea dell’ignoranza.
Ieri sera, dopo un giorno che ogni anno diventa sempre più strano, mi sono concesso un’oretta di lettura, prima di addormentarmi insolitamente presto. Un’ora, tanto basta per leggere il racconto di Jean Giono “L’uomo che piantava gli alberi”. Un racconto breve che può stancare nemmeno gli uomini più urbani. Breve, ma di una semplicità e significato profondi.Leggi il seguito di questo post »
Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo (Mohandas Karamchand Gandhi)