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L’11 febbraio, dopo il nuovo allarme, è stata inviata una lettera indirizzata ai Ministri della Salute, dell’Ambiente e dell’Agricoltura, che invoca un’azione decisa e coerente da parte delle autorità nazionali in materia di modificazioni genetiche. A sottoscriverla in tanti, tra cui: Cia, Fondazione Diritti Genetici, Legambiente, Confartigianato Alimentare, Equivita, Alpa, Adiconsum, Federconsumatori, Acli Terra, Slow Food, Crocevia, Coop Italia, Greenpeace, Aiab, per chiedere che nelle prossime riunioni dei Comitati e dei Consigli europei l’Italia assuma un ruolo decisivo contro queste colture che l’opinione pubblica ha già detto (più volte) di non gradire. In particolare, nella lettera si domanda un’opposizione energica a due proposte della Commissione Europea: *introdurre nei campi due nuove colture transgeniche (mais Bt11 e 1507) e *revocare la moratoria di Francia e Grecia sul mais Mon810.
Il comportamento dell’Europa prosegue insomma – e sono ormai anni – nella sua schizofrenia: tra promozione dello sviluppo del territorio e dell’agricoltura locale e sostenibile e la liberalizzazione di tecnologie che viaggiano in senso contrario, nell’interesse dei poteri forti e delle lobby agrofarmaceutiche.
Solo pochi giorni fa è stato votato un Regolamento sui pesticidi, in base al quale il glufosinato è stato considerato principio attivo pericoloso e da vietare. Allo stesso tempo, però, si è proposta l’introduzione in campo di due varietà ogm la cui principale caratteristica è proprio la resistenza al suddetto principio. In poche parole, con un regolamento si è vietato l’utilizzo della sostanza e con l’altro lo si è incentivato, a danno della salute dei cittadini e dell’ambiente.
Infine, l’Europa dovrebbe riconoscere, almeno in teoria, il principio di precauzione, salvo poi smentirsi quando impedisce agli Stati Membri di applicarlo: il numero delle moratorie sul mais Mon810 sta aumentando, a causa delle evidenze scientifiche che ne dimostrano la pericolosità, mentre la Commissione Europea cerca di intervenire con tutti i mezzi per revocarle. Per saperne di più sull’intricato mondo degli Ogm e degli interessi che gravitano attorno alle vite brevettate, potreste leggere questa pagina in cui tentai di sintetizzare la vicenda.