Archivio per il 'Paesaggio'Categoria

Campi da golf a Santa Naga?

5, Dicembre, 2009

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Sono legato alla provincia comasca per tanti motivi, non ultimo che lì ho passato cinque anni della mia vita. Affligge così oggi sapere che il colle di Santa Naga, uno degli scenari naturali più affascinanti e integri del canturino, potrebbe a breve essere interessato da un progetto d’assedio.
Non se ne può veramente più: i luoghi dell’identità, dell’anima, del piacere, della tranquillità, lentamente, uno ad uno, cacciati, in nome della speculazione immobiliare.
Fortunatamente, c’è chi si sta mobilitando (anche qui) in difesa di questo patrimonio comune.

Per capire delle dimensioni – e del valore – della partita in gioco è necessario andare a visitare  con i propri occhi l’area. Non ve ne pentirete, davvero.

Giovedì sera concerto al Lux di Cantù per difendere il colle.

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Incontri PGT Casatenovo

12, Novembre, 2009

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volantino pgt DATE def

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E’ stato presentato oggi il ciclo di incontri partecipativi che ha lo scopo di coinvolgere la cittadinanza nel processo di stesura del nuovo Piano di Governo del Territorio Comunale (Pgt).
Il Pgt è il nuovo strumento di pianificazione urbanistica che manda in pensione il vecchio Piano Regolatore Generale. A differenza di quest’ultimo (meramente regolativo)
, il nuovo Piano è strumento di contenuto: si prefigura in esso un’idea del paese che vorremmo, di che sarà di Casatenovo da qui ai prossimi cinque e più anni.
I temi che il nuovo documento sarà tenuto ad affrontare sono molti e delicati: l’impatto e la qualità della progettazione del nuovo centro, il risparmio del territorio, il piano dei servizi, la promozione delle politiche ambientali e paesaggistiche, la questione viabilistica.
Questi incontri serviranno all’Amministrazione per raccogliere suggerimenti, indicazioni e contributi.
Inutile dire, che non si può mancare.
Ripensare un paese è un’attività che qualsiasi amministrazione sa di non poter affrontare efficacemente da sola, è fondamentale l’apporto di chi abita il territorio. In questi anni si è parlato tanto delle questioni sopracitate e del tema della partecipazione, si sono spesi articoli sui giornali, lettere all’amministrazione, discussioni: ora è il momento per esserci e portare il proprio concreto contributo.

Vi aspettiamo.

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Appunti sul Cammino di Francesco

30, Ottobre, 2009


A pochi giorni dal ritorno, provo a stendere qualche riga per fermare le principali impressioni raccolte lungo il Cammino di Francesco.
Sempre un po’ scettici, che in patria certe cose non potranno mai prendere piede, siamo partiti verso La Verna, meraviglioso santuario in provincia di Arezzo, credendo di imbarcarci lungo un percorso poco segnalato, poco conosciuto dalla popolazione e, per finire, dimenticato dagli uomini e dal cielo. Tre pregiudizi che sono stati smontati in fretta, dalla strada percorsa e dalla gente incontrata, chilometro dopo chilometro.

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Veduta dal Santuario della Verna

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Anzitutto il tragitto. Si attraversano tre regioni – Toscana, Umbria e Lazio – per un totale di 400 km, i cui tre quarti sono sentieri o strade asfaltate simili a sentieri (un’auto ogni ora, per dire). Si sta spesso in quota (800-1000 metri s.l.m.) e si godono vedute ampie, paesaggi appenninici apparentemente immutabili che, invece, variano pigramente di tappa in tappa, dando conto del progressivo, lento, migrare. Durante la marcia, più volte abbiamo condiviso una semplice riflessione: questa strada di Francesco non ha nulla da invidiare ai più blasonati pellegrinaggi iberici – il Cammino di Santiago, per fare un esempio originale – e potrebbe tranquillamente diventare una delle mete preferite di pellegrini europei ed extra-europei (in particolare, se verrà valorizzata la connessione con i sentieri che poi conducono a Roma).

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L'eremo di Cerbaiolo

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Anche dal punto di vista logistico c’è poco da temere. Le segnalazioni, molto spartane (tau gialli dipinti a vernice su rocce, cortecce, cartelli e muri), sono assidue e raramente lasciano in difficoltà. Allo stesso modo, l’accoglienza, pur non organizzatissima, si presenta puntuale al termine di ogni tappa. Conventi, monasteri, eremi, oratori, palestre, bettole, alberghi, almeno in ottobre (periodo di bassa), non ci hanno mai traditi. Alcuni di quelli incontrati erano ad offerta libera, altri a offerta semi-libera (un concetto strano, sì), oppure chiedevano circa 20 euro per dormire, fare colazione e, in qualche caso, anche cenare.
Chiacchierando con i vari personaggi, curatori, religiosi, baristi, incrociati lungo la via, abbiamo appreso che, soprattutto durante l’estate, il flusso di pellegrini/girovaghi è ormai consistente, anche 30-40 persone/giorno. La nostra esperienza di ottobre, con le dovute proporzioni di stagione, ha confermato il dato.

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Tramonto sopra Pieve S. Stefano

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Camminando si coglie in fretta anche un’altra delle piacevoli sorprese di questo percorso: la gente non solo lo conosce, ma “lo sente”. Se mai vi capiterà di chiedere informazioni lungo la rotta vi accorgerete che, in ogni paese attraversato, gli interrogati sapranno indicarvi precisamente la via, le scorciatoie, le deviazioni panoramiche. Non è un dato scontato: lungo altri cammini non succede la stessa cosa, la gente è all’oscuro dei percorsi non stradali e non ha una conoscenza del territorio tale da poter dare indicazioni appropriate a chi viaggia a piedi.
La dimensione non ancora di massa, poi, regala qualcosa in più a questo cammino: da’ la possibilità di entrare in contatto con delle realtà particolari (un monastero o un eremo, ad esempio) nella loro dimensione più vera, preservando l’intimità col luogo e la solitudine del viaggiatore.

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Campagna verso il Cerbaiolo

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Per terminare, qualche aspetto critico.

In primis, un elemento che non possiamo definire meramente critico, ma che è opportuno venga tenuto in debita considerazione al momento di decidere se cimentarsi o meno con questo percorso: l’impegno fisico. Molte tappe sono obbligate (non vi sono soste possibili lungo il tragitto) e superano i trenta chilometri. Non di rado, poi, si oltrepassano in giornata i mille metri di dislivello. Niente di che, però è bene capire che dal punto di vista dell’impegno fisico si è lontani dal comodo Cammino di Santiago.

Passando alle criticità effettive, bisognerebbe avviare un lavoro di coordinamento capace di integrare e rendere omogenee le segnalazioni dei percorsi attualmente indicati: con fare tutto italiano, ogni Apt, pro-loco, ente, incontrato lungo il percorso, ha voluto pagarsi una nuova, propria e originale segnaletica, spendendo un sacco di quattrini e, probabilmente, infondendo solo un certo senso di disorientamento e confusione nell’ignaro pellegrino. Occorrerebbe una regia che coordinasse tra loro le azioni promosse dagli enti di ogni specie e grado intenzionati a “mettere le mani” sulla via di Francesco. Lo stesso tipo di operazione, di sintesi e armonizzazione, andrebbe fatta tra la realtà territoriale e la guida esistente. Noi abbiamo utilizzato una buona guida scritta da Angela Maria Serracchioli (la trovate qui), e sul cammino è sorto presto il dubbio che fosse l’unica, dato che, guardandosi attorno, era testo di riferimento per ogni pellegrino italiano o straniero che fosse. Sarebbe, quindi, utile connettere e definire i percorsi esistenti, facendoli confluire sensatamente in una unica opera, con biunivoca legittimazione delle parti.

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The long road to Pietralunga..

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In terzo luogo, il problema del prezzo. Un ottimo lavoro di armonizzazione sarebbe anche quello di provare a creare una sorta di prezzo convenzionato per i pellegrini in possesso della carta di pellegrinaggio (credenziale che già oggi viene rilasciata su richiesta) e/o della guida.
Attualmente, infatti, la guida, indica sommariamente, all’interno dei profili delle realtà che offrono accoglienza, la possibilità di usufruire di un prezzo di favore per i pellegrini che, poi, alla stretta dei fatti, varia in ogni luogo da 15, a 20, a 25 o più euro. Per non incorrere in situazioni spiacevoli e per poter programmare con più precisione gli importi utili al viaggio, bisognerebbe lavorare alla creazione di un prezzo unico per pellegrini, uguale per tutti i luoghi del cammino. Dopo una analisi “on the road” della media delle richieste e delle strutture incontrate, la butto lì, 20 euro parrebbe cifra opportuna.

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Campagna nei pressi di Citerna

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Concludendo, al di là degli aspetti personali che hanno reso memorabile la vicenda, ci troviamo di fronte a un percorso ricco di paesaggio, arte, suggestione, buona cucina, un’ideale tragitto a piedi, un’opportunità turistica importante per fare buona economia e preservare il territorio, soprattutto adesso, momento in cui il viaggio “lento” richiama a se sempre più attenzione: lo dimostrano i dati sui pellegrinaggi nel mondo.
Sarà compito politico importante intraprendere azioni concertate tra le amministrazioni e gli attori che abitualmente operano lungo il percorso e per il percorso così da non disperdere gli sforzi e fare fronte comune. Le potenzialità per creare un grande itinerario di richiamo internazionale ci sono tutte.

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ps. altre “avventurose” immagini le potete vedere qui.

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Casatenovo paese dei parchi e dei sentieri?

25, Ottobre, 2009


Ieri, presso la sede del Parco Regionale della Valle del Lambro, la coppia di architetti Lanzani/Novak ha presentato il masterplan riguardante la sentieristica dell’ente ad una prima tranche di amministratori dei comuni interessati dal progetto.

Una serata interessante, un progetto preliminare che convince e che in prospettiva potrebbe concretamente servire al rilancio di un parco che sempre ha valorizzato il proprio asse centrale, il fiume, e che con questo progetto, invece, porterebbe i suoi fruitori soprattutto lungo i confini, al limitare del proprio territorio. Un progetto che prevede di individuare, segnalare e sistemare più di 200 km di sentieri all’interno del parco. Non briciole.
Il mio interesse cresce ancor più pensando al ruolo strategico che il nostro comune, Casatenovo, potrebbe giocare in futuro quando il progetto della sentieristica del parco Lambro diverrà realtà. I percorsi previsti da Lanzani e Novak, infatti, confluirebbero anche nel nostro territorio all’altezza delle Cascine Rancate e Giovenigo, fino a lambire Villa Facchi e il suo parco. Se consideriamo il bel lavoro di segnalazione che l’Associazione Sentieri e Cascine sta svolgendo nel nostro territorio non è difficile ipotizzare connessioni e sinergie (che peraltro già ci sono, si veda la foto qui sotto) che permetterebbero di collegare tra loro Parco Lambro, Parco del Curone, Plis dei Colli Briantei e Parco Agricolo della Valletta.

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Sullo stesso palo, ecco due cartelli: il primo dell'Associazione casatese Sentieri e Cascine, il secondo, più in basso, appartenente alla segnaletica del Parco Regionale del Curone.

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Dovremmo guardare con grande attenzione alle possibilità schiuse da progetti come questo, e farlo iniziando a cambiare l’immagine di questo paese che abbiamo in testa: non più un comune qualsiasi della Brianza delle fabbrichette e delle villette, ma un territorio non compromesso al limitare dell’area metropolitana, un paese ancora dotato di natura e spazi agricoli.

La redazione del prossimo PGT, da questo punto di vista, potrebbe essere occasione unica per iniziare a mettere le basi per un percorso che porti Casatenovo ad essere (ma forse sarebbe più corretto dire.. a rimanere) qualcosa di simile al “paese dei parchi”: un paese dove un bel paesaggio, la possibilità di spostarsi a piedi e in bicicletta, di stare nella natura, siano sempre alla portata di tutti.
Parliamo di un nuovo modo di pensare il paese, ma di fare turismo ed economia, anche. Non va dimenticato. Le forme turistiche legate alla mobilità dolce o lenta, il turismo di prossimità, quello dell’agricoltura periurbana, sposteranno sempre più persone nei prossimi anni, e anche nelle nostre zone. Penso alla recente esperienza fatta sul Cammino di Francesco o alle esperienze della vicina Svizzera: in altre zone d’Italia e d’Europa piccole aziende sopravvivono grazie al passaggio di un cammino, di un sentiero, o grazie all’agricoltura di prossimità.

Perché non credere che anche da noi, in Brianza e a Casatenovo, questo possa succedere?

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ps. Qualcuno, oltre al sottoscritto, ci crede. Infatti, nel nostro Comune, volentieri lo ricordo, passa già il Cammino di Sant’Agostino, che lentamente prenderà piede e diverrà realtà riconosciuta.

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Se la memoria ha un futuro..

27, Agosto, 2009
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Casatenovo - veduta verso il Parco del Curone (agosto 2009)

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Giovanni segnala una delle tante cose che ci sarebbero potute capitare, qualora fossero arrivate in Brianza trivelle e raffinerie. Un modo per tenere alta la guardia.
Come si dice in questi casi: a futura memoria.

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Alla ricerca dell’isola sconosciuta

21, Agosto, 2009

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«Datemi una barca disse l’uomo.
E voi, a che scopo, volete una barca, si può sapere, domandò il re.
Per andare alla ricerca dell’isola sconosciuta, rispose l’uomo.
Sciocchezze, isole sconosciute non ce ne sono più. Sono tutte sulle carte.
Sulle carte geografiche ci sono le isole conosciute.
E qual’è quest’isola sconosciuta di cui volete andare in cerca.
Se ve lo potessi dire allora non sarebbe sconosciuta
».

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José Saramago

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