Archivio per la categoria ‘Poesie’

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El jardinero sentimental

17, Giugno, 2008

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Una gota triste

me he encontrado en ti.

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Lágrima de quién,

rosa blanca di?

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Quien te encontró a ti?

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mi mano tocó tu

tallo y temblò

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Adónde fue la

gota que sabía

de manzana de plata?

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Lágrima de quién,

rosa blanca, di?

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Las flores azules

huelen a imposible,

entre dulces luces.

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R. P.

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Vinicius De Moraes: Sonetto dell’isola e altri..

29, Marzo, 2008

Vinícius de Moraes (19 ottobre 1913 - 9 luglio 1980), nato a Rio de Janeiro in Brasile, diplomatico, poeta, musicista, fu una delle massime figure della musica brasiliana contemporanea. Come poeta e paroliere ha scritto diverse canzoni diventate poi dei classici; come musicista ha composto un buon numero di melodie e come interprete ha cantato in importanti album internazionali. In Italia fu portato da Giuseppe Ungaretti, conosciuto durante un viaggio, poi traduttore di alcuni dei suoi versi. Le tematiche sviluppate nelle sue pagine, e in particolare in questi pochi accenni, ruotano attorno ad alcuni dei temi a lui più cari, l’ambiente marino, la passione e la pena amorosa, l’estasi, trattati con splendida freschezza.

 

Sonetto dell’isola

Mi coricavo sulla spiaggia, la testa sulla sabbia
schiudevo le gambe agli Alisei e al chiar di luna
ebbro del profumo del mare; e la mano dell’alta marea
veniva a grattare i miei piedi con le sue dita di mare.


Avevo lunghe estasi; amavo Dio in ansietà
e una nudità qualsiasi avida di abbandono
mentre in lontananza il clarinetto della distanza
era anche un mare che mi bagnava il sonno.


E mi addormentavo così sognando, vedendo e ascoltando
i salti dei pesci, deboli grida, voci ridenti
e la luna verginale ad ardere nel plesso
stellare, e il tumulto delle onde successive
del monsone, finché qualcuna fra le più vivaci
dolcemente, non veniva a sfociare lungo il mio sesso.

 

Sonetto da Montevideo

Non ridere di me, che le mie lacrime
sono acqua per i fiori che hai piantato
nel mio essere infelice; e questo gli basti
per amarti sempre più e più.


Non ti dimenticare di me, che hai rivelato
la calma al mio sguardo ermo di pace
e non allontanarti da me quando sarà esaurito
in te quell’affetto in cui ti disperdi.


Non nascondermi mai il tuo viso; dimmi
sempre quel tenero addio di chi attende
un nuovo tenero addio che non tarda mai


per l’amante tuo dolcissimo che si è rifatto
alla tua pura immagine, o angelo custode
che non dai il tempo alla distanza di incaponirsi.

 

La felicità

La tristezza non ha fine
Felicità sì


La felicità è come la goccia
Di rugiada su un petalo di fiore
Brilla tranquilla
Dopo che la luce oscilla
cade come una lacrima d’ amore…

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Jacques Prèvert: poesie scelte

12, Novembre, 2007

 

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano
In piedi contro le porte della notte
I passanti che passano se li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
E se qualcosa trema nella notte
Non sono loro ma la loro ombra
Per far rabbia ai passanti
Per far rabbia disprezzo invidia riso
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Sono altrove lontano più lontano della notte
Più in alto del giorno
Nella luce accecante del loro primo amore.

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