Deve essere quanto meno bizzarro questo mondo osservato da fuori. Deve esserlo perché esiste una sola coerenza che è la coerenza di fondo, la coerenza del grande sistema, non altre. La coerenza dei singoli, delle vite, non esiste, è un miraggio, una creazione dell’uomo per darsi pace o per non darsela, dipende dai caratteri.
Ma un’entità aliena, che cogliesse solo la coerenza di fondo, quella della vita, e osservasse solo il moto degli uomini dall’esterno, da lontano, non avrebbe meno confusione di quella che provo io, profano, guardando l’intensa attività dei microorganismi al microscopio o le facce degli orientali sul metrò. Se l’entità si istruisse e volesse andare a fondo della questione, se iniziasse a informarsi e a comprendere le linee, rigorosamente teoriche, dalle quali l’uomo sostiene di far discendere la propria azione, bè, il sorriso diverrebbe, in men che non si dica, una risata, uno sghignazzo. E se dopo qualche tempo, l’entità, non paga, volesse assimilare anche i modi dell’uomo, fino a carpire le difficili leggi che regolano la società, si sbellicherebbe nel vedere che gli uomini “pubblici”, gli uomini in vista, gli uomini che dovrebbero dare la rappresentazione generale dei loro simili, loro, sì, sono ancora peggio.
Ne sono intimamente convinto, siamo una specie che regala una agghiacciante ilarità.
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