Già che mi è toccato riassumere il lavoro, eccovi di seguito una sintesi molto molto seriosa della tesi (e la tesi stessa infondo in formato .pdf) del sottoscritto. Magari a qualcuno potrebbe anche interessare… non spingete lì dietro mi raccomando! Infondo, per chi non vuole cimentarsi con troppi termini tecnici, spiego la morale della favola in una lingua accessibile ai più. Leggi il seguito di questo post »
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Effetti delle misure agro-ambientali sulla fisionomia dell’ambiente agricolo della provincia di Lodi
1, Ottobre, 2008Bosco della Besozza: un esempio di partecipazione a metà
30, Luglio, 2008Il nostro caro Zuja si è da poco laureato (con eccellenti esiti), gli ho chiesto gentilmente di mettere la sua tesi a disposizione dei lettori del blog (qui). Di seguito Jacopo fa una sintesi dei contenuti del suo sofferto lavoro. Infondo, potete leggere una brano tratto dalle conclusioni, che, come in ogni lavoro intelligente, terminano con un interrogativo. Interessante.
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Il mio elaborato dal titolo “Processi di governance e partecipazione locale: strumenti di gestione del territorio?” ha avuto come oggetto di studio il bosco della Besozza.
Comprendendo inizialmente da dove nasce e come si sviluppa la pratica partecipativa, tramite uno uno studio approfondito della bibliografia esistente, ho successivamente trasposto le nozioni apprese al bosco della Besozza.
L’attività di indagine, durata circa un anno, mi ha consentito di conoscere la storia dell’area destinata dapprima ad una edificazione massiccia per poi divenire un’area naturale protetta; questo risultato è stato ottenuto dal comune di Pioltello nel 2001 tramite un accordo con Edilnord che, allora, deteneva la proprietà del terreno.
Con questo lavoro ho provato a comprendere se gli obiettivi proposti dai progettisti del bosco sono stati realizzati; in seconda analisi ho voluto conoscere le motivazioni per cui le varie amministrazioni comunali non hanno valorizzato l’area stimolandone la partecipazione pubblica.
Ciò che emerge dal mio lavoro è quindi un’area con un’enorme potenzialità che potrebbe essere gestita in modo più costruttivo forse proprio tramite un’attiva inclusione della popolazione locale.
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La mia tesi in sintesi
17, Ottobre, 2007
Dopo giorni di elucubrazioni, vi presento la traccia (molto molto generica) di quella che potrebbe diventare una tesi di laurea. Risponderò così una volta per tutte alla domanda che mi viene fatta più spesso in questi giorni, quel “su cosa fai la tesi??”, che temo ci accompagnerà per i prossimi mesi.
A tal proposito, ho deciso di aprire una categoria dedicata – apparirà tra gli argomenti come “Tesi” – per dare spazio a quei testi che scriviamo con tanta cura e poi destiniamo altrettanto velocemente alla solenne umidità delle cantine o alla polvere degli scaffali. Sarebbe interessante ed apprezzato che, durante il componimento delle proprie tesi, chiunque abbia stralci, riflessioni, brani, capitoli!, ritenuti potenzialemente adatti alla pubblicazione e alla condivisione, li invii alla mitica casella di posta, di modo da dare esposizione digitale e memoria comune alle nostre pagine.
Politica globale assente/problemi dell’ambiente presenti
16, Ottobre, 2007In questi giorni mi trovo a studiacchiare un po’ qui e un po’ là di agricoltura e ambiente, e a stendere qualche appunto, riflessione o bozza, in funzione di una futura tesi di laurea, una benedetta e futura tesi di laurea. Già che devo fermare i pensieri su fogli, siano essi informatici o di carta, son ben felice di condividerli e metterli a disposizione. Questo spazio si potrebbe chiamare “appunti per una tesi di laurea”. Penso che nei prossimi mesi capiterà spesso di leggere da queste nostre pagine appunti e note di questo tipo. Oggi partiamo da una riflessione generale che tenta di tracciare una sintesi riguardo le mancanze della politica globale, anche verso i temi dell’ambiente. Come sottolineava Beck nel suo “Che cos’è la globalizzazione?” il vero problema per la formazione di una politica globale non è tanto la sua attuale, e pressochè totale, assenza, ma il fatto che questa non venga ancora avvertita come una mancanza.

